Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Ricerche

La mappa completa di come l'Alzheimer colpisce il cervello

:MIT Alzheimers plaques and tanglesNel cervello affetto dall'Alzheimer, i livelli anormali della proteina amiloide-beta si aggregano per formare placche (marrone) che si raccolgono tra i neuroni e interrompono la funzione cellulare. Gruppi anormali della proteina tau si accumulano e formano grovigli (azzurro) all'interno dei neuroni, danneggiando la comunicazione sinaptica tra le cellule nervose. Fonte: National Institute on Aging, NIH

Ricercatori del MIT hanno eseguito la prima analisi completa dei geni che sono espressi nelle singole cellule cerebrali dei pazienti con morbo di Alzheimer (MA). I risultati hanno consentito al team di identificare i percorsi cellulari specifici che sono interessati dai neuroni e da altri tipi di cellule cerebrali.


Questa analisi potrebbe offrire molti potenziali nuovi bersagli farmacologici per il MA, che affligge oltre 5 milioni di persone negli Stati Uniti.


"Questo studio fornisce, a mio avviso, la prima mappa per seguire tutti i processi molecolari che sono alterati nel MA, in ogni singolo tipo di cellula che ora possiamo caratterizzare in modo affidabile", dice Manolis Kellis, professore di informatica e membro del MIT's Computer Science e Artificial Intelligence Laboratory e del Broad Institute of MIT and Harvard. "Si apre un'era completamente nuova per comprendere il MA".


Lo studio ha rivelato che un processo chiamato 'mielinizzazione dell'assone' è significativamente interrotto nei pazienti con MA. I ricercatori hanno anche scoperto che le cellule cerebrali di uomini e donne variano in modo significativo nel modo in cui i loro geni rispondono alla malattia.


Kellis e Li-Huei Tsai, direttrice del Picower Institute for Learning and Memory del MIT, sono gli autori senior dello studio, che appare nell'edizione online del 1° maggio di Nature. I postdottorato del MIT Hansruedi Mathys e Jose Davila-Velderrain sono i primi autori della ricerca.

 

 

Analisi a cella singola

I ricercatori hanno analizzato campioni di cervelli postmortem di 24 persone che hanno mostrato alti livelli di patologia di MA e 24 persone di età simile che non avevano questi segni di malattia. Tutti i soggetti facevano parte del Religious Orders Study, uno studio longitudinale sull'invecchiamento e il MA. I ricercatori avevano anche dati sulle prestazioni dei soggetti sui test cognitivi.


Il team del MIT ha effettuato il sequenziamento dell'RNA monocellulare su circa 80.000 cellule di questi soggetti. Precedenti studi sull'espressione genica nei pazienti con MA avevano misurato i livelli complessivi di RNA in una sezione di tessuto cerebrale, ma questi studi non distinguono tra tipi di cellule, che possono mascherare i cambiamenti che si verificano in tipi di cellule meno abbondanti, dice la Tsai.


"Volevamo conoscere la possibilità di capire se ogni tipo di cellula ha modelli di espressione genica differenziale tra tessuto cerebrale sano e malato", dice la Tsai. "Questo è il potere dell'analisi a livello di singola cellula: hai la risoluzione per vedere veramente le differenze tra tutti i diversi tipi di cellule nel cervello".


Usando l'approccio di sequenziamento a cella singola, i ricercatori sono riusciti ad analizzare non solo i tipi di cellule più abbondanti, che includono i neuroni eccitatori e inibitori, ma anche le cellule cerebrali non neuronali più rare come gli oligodendrociti, gli astrociti e la microglia. I ricercatori hanno scoperto che ciascuno di questi tipi di cellule mostra differenze di espressione genica distinte nei pazienti con MA.


Alcuni dei cambiamenti più significativi sono nei geni relativi alla rigenerazione degli assoni e alla mielinizzazione. La mielina è una guaina grassa che isola gli assoni, aiutandoli a trasmettere segnali elettrici. I ricercatori hanno scoperto che negli individui con MA, i geni correlati alla mielinizzazione sono influenzati sia nei neuroni che negli oligodendrociti, le cellule che producono la mielina.


La maggior parte di questi cambiamenti specifici del tipo di cellula nell'espressione genica avvengono all'inizio dello sviluppo della malattia. Negli stadi successivi, i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte dei tipi di cellule ha modelli molto simili di variazione dell'espressione genica. Nello specifico, la maggior parte delle cellule cerebrali ha rivelato geni correlati alla risposta allo stress, alla morte cellulare programmata e al meccanismo cellulare necessario per mantenere l'integrità proteica.


Bruce Yankner, professore di genetica e neurologia alla Harvard Medical School, non coinvolto nella ricerca, ha descritto lo studio come "un tour de force di patologia molecolare": "Questa è la prima applicazione completa della tecnologia di sequenziamento dell'RNA a singola cellula al MA. Prevedo che questa sarà una risorsa molto preziosa per il campo e farà progredire la nostra comprensione delle basi molecolari della malattia".

 

 

Differenze di sesso

I ricercatori hanno anche scoperto correlazioni tra i modelli di espressione genica e altre misure della gravità del MA, come il livello delle placche amiloidi e dei grovigli neurofibrillari, così come i deficit cognitivi. Ciò ha permesso loro di identificare dei 'moduli' di geni che sembrano essere collegati a diversi aspetti della malattia.


"Per identificare questi moduli, abbiamo ideato una nuova strategia che prevede l'uso di una rete neurale artificiale e che ci ha permesso di capire i set di geni che sono collegati ai diversi aspetti del MA in modo completamente imparziale, basato sui dati", dice Mathys. "Prevediamo che questa strategia sarà preziosa per identificare anche i moduli genici associati ad altri disturbi del cervello".


La scoperta più sorprendente, dicono i ricercatori, è la drammatica differenza tra le cellule cerebrali dei pazienti di MA maschi e femmine. Hanno scoperto che i neuroni eccitatori e le altre cellule cerebrali di pazienti maschi hanno variazioni di espressione genica meno pronunciate nel MA rispetto alle cellule di donne, anche se questi pazienti mostravano sintomi simili, comprese le placche amiloidi e il deterioramento cognitivo.


Al contrario, le cellule cerebrali di pazienti di sesso femminile hanno mostrato cambiamenti di espressione genica drammaticamente più gravi nel MA e una serie più ampia di percorsi alterati. "In quel momento ci siamo resi conto che c'è qualcosa di molto interessante in atto. Siamo rimasti scioccati", dice la Tsai.


Finora, non è chiaro il motivo di questa discrepanza. La differenza sessuale era particolarmente marcata negli oligodendrociti, che producono mielina, quindi i ricercatori hanno eseguito un'analisi della sostanza bianca dei pazienti, che è composta principalmente da assoni mielinizzati. Usando un set di risonanze magnetiche su 500 soggetti aggiuntivi del gruppo Religious Orders Study, i ricercatori hanno scoperto che i soggetti femminili con gravi deficit di memoria avevano molti più danni alla sostanza bianca rispetto ai soggetti maschi corrispondenti.


Sono necessari ulteriori studi per determinare perché uomini e donne rispondono in modo così diverso al MA, dicono i ricercatori, e le scoperte potrebbero avere implicazioni per lo sviluppo e la scelta dei trattamenti.


"C'è una crescente evidenza clinica e preclinica di un dimorfismo sessuale nella predisposizione al MA, ma non sono noti i meccanismi sottostanti. Il nostro lavoro punta i processi cellulari differenziali che coinvolgono cellule mielinizzanti non neuronali per il loro ruolo potenziale. Sarà fondamentale per capire se queste discrepanze proteggono o danneggiano le cellule cerebrali solo in uno dei sessi - e come bilanciare la risposta nella direzione desiderata dall'altra", dice Davila-Velderrain.


I ricercatori stanno ora usando modelli di cellule staminali pluripotenti indotte da topi e umani per studiare ulteriormente alcuni dei principali percorsi cellulari che hanno identificato come associati al MA in questo studio, compresi quelli coinvolti nella mielinizzazione. Hanno anche in programma di eseguire analoghi esami di espressione genica per altre forme di demenza che sono legate al MA, così come altri disturbi cerebrali come la schizofrenia, il disturbo bipolare, la psicosi e varie altre forme di demenza.

 

 

 


Fonte: Anne Trafton in Massachusetts Institute of Technology (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Hansruedi Mathys, Jose Davila-Velderrain, Zhuyu Peng, Fan Gao, Shahin Mohammadi, Jennie Z. Young, Madhvi Menon, Liang He, Fatema Abdurrob, Xueqiao Jiang, Anthony J. Martorell, Richard M. Ransohoff, Brian P. Hafler, David A. Bennett, Manolis Kellis & Li-Huei Tsai. Single-cell transcriptomic analysis of Alzheimer’s disease. Nature, 1 May 2019 DOI: 10.1038/s41586-019-1195-2

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Tutti gli articoli da non perdere