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Vademecum Coronavirus

Vademecum caregiver coronavirus ulss2Clicca sull'immagine per scaricare il vademecum in formato .pdfPICCOLO VADEMECUM PER CAREGIVER

per gestire lo stress da pandemia nei familiari che assistono pazienti con decadimento cognitivo

 

I pazienti con declino cognitivo possono manifestare maggiore ansia, rabbia, agitazione, eccessiva sospettosità durante la pandemia, la quarantena o comunque durante il confinamento a casa.

Per questo è fondamentale fornire supporto alle famiglie, suggerendo alcuni consigli pratici ed indicazioni per gestire al meglio lo stress e il sovraccarico emotivo derivato dalla situazione di emergenza.

L’accudire un familiare con demenza produce conseguenze pesanti nel caregiver sia dal punto di vista psicologico (sintomi depressivi, stress cronico ed ansia) che fisico.

Come salvaguardare la salute fisica e psicologica dei caregiver?

È necessario continuare a prendersi cura di se stessi, pianificando ogni giorno tempo e spazio per svolgere attività “rigeneranti” ed esprimere i propri bisogni e le proprie emozioni, preservando la rete di relazioni sociali con i mezzi di comunicazione, senza provare vergogna nel chiedere sostegno ad amici e familiari. 

 

Cosa può fare il familiare che assiste il proprio caro con decadimento cognitivo in questo periodo di emergenza sanitaria?

  1. Comunicare informazioni semplici su ciò che sta accadendo (anche valutando se è necessario informarlo e quanto dire per evitare di confonderlo, spaventarlo o agitarlo) e fornire indicazioni chiare su come ridurre il rischio di infezione e su quali siano le misure di prevenzione (lavaggio delle mani, uso di soluzioni alcoliche…), utilizzando parole che possono essere comprese, con toni calmi, ed ascoltando eventuali domande con sguardi rassicuranti.
  2. Ripetere tutte le informazioni utili, ogni volta che è necessario, anche in forma scritta o per immagini. La persona con decadimento cognitivo potrebbe non ricordare le norme igieniche prescritte, pertanto è molto utile fare da modello e svolgere assieme le attività inerenti alle misure di prevenzione (lavare le mani assieme, ad intervalli di tempo regolari).
  3. Stimolare il paziente nell’occupare il tempo con attività piacevoli, rispettando i suoi interessi, valorizzando le sue capacità residue e concedendogli il tempo di cui ha bisogno. Le attività possono essere varie: ascoltare musica, leggere, scrivere sulla base di ricordi ed, in particolare, di alcuni eventi piacevoli della propria vita, guardare le foto o i video, disegnare, realizzare puzzle, eseguire piccoli lavori domestici, condurre attività in giardino o giocare con gli animali, aiutare in cucina.
  4. Mantenere la routine quotidiana stabile per garantire al paziente maggiore sicurezza.
  5. Imparare a fare esercizi fisici quotidiani semplici, per continuare ad essere attivi e ridurre la noia e favorire il
    mantenimento della mobilità.
  6. Controllare di avere a disposizione tutti i farmaci che il paziente sta attualmente assumendo ed organizzarsi con la consegna di generi alimentari e medicinali online.
  7. Mantenere la rete familiare e sociale usando i mezzi di comunicazione per evitare l’isolamento.
  8. Fare insieme e non sostituirsi del tutto alla persona con decadimento cognitivo.
  9. Non chiederle di fare più cose contemporaneamente.
  10. Non insistere e riprovare in un secondo momento se il paziente non riesce a concentrarsi e cercare di focalizzare la sua attenzione su altri stimoli più interessanti.
  11. Usare la mascherina in casa solo se necessario, in quanto il familiare potrebbe avere difficoltà nel riconoscervi e potrebbe spaventarsi.
  12. Non trascorrere troppe ore ascoltando informazioni sanitarie alla televisione per non favorire alterazioni del pensiero nel paziente.
  13. Se il paziente ha difficoltà di linguaggio, potrebbe non riuscire a comunicare un eventuale stato di malessere fisico o di dolore, è quindi necessario prestare attenzione al comportamento non verbale. In tale caso misurare la febbre e, se questa supera i 37,5°, contattare il Medico di famiglia.
  14. Se la persona con decadimento cognitivo è agitata, confusa e disorientata e chiede di uscire di casa, cercare di rassicurarla, riorientarla o farle fare un breve tragitto nel giardino, distraendola con altri stimoli (piante, fiori, animali domestici).
  15. Se il paziente presenta problemi di insonnia, cercare di limitare i sonnellini diurni, l’assunzione di alcool e caffeina nelle ore serali e stimolare le attività durante il giorno.

 

Funzione compromessa Atteggiamento da EVITARE Atteggiamento da ADOTTARE

 Memoria

  • Irritarsi per il mancato ricordo
  • Pensare che le dimenticanze siano intenzionali
  • Sottolineare gli errori o le dimenticanze
  • Mantenere un atteggiamento positivo e rassicurante
  • Non considerare i comportamenti come se fossero rivolti contro di noi
  • Utilizzare biglietti o promemoria scritti

 Orientamento

  • Risentirsi se il paziente non riconosce la propria casa o non ricorda appuntamenti importanti e consueti
  • Aiutarlo a sentirsi a proprio agio e distrarlo quando lo si vede preoccupato dalla perdita dell’orientamento
  • Aiutarlo a percepire diversamente il tempo (con i ritmi e i tempi del quotidiano)
  • Creare una routine: un programma scritto delle attività della giornata ben visibile e da verificare in momenti diversi del giorno

 Linguaggio

  • Reazioni di frustrazione, confusione ed irritazione indotte dalla difficoltà di comunicazione
  • Accompagnare il linguaggio verbale con una gestualità coerente
  • Comunicare un messaggio per volta
  • Formulare domande semplici espresse con termini semplici

Igiene personale

  • Pensare che l’autonomia nella cura dell’igiene personale si mantenga nel tempo
  • Praticare una sorveglianza eccessiva
  • Trascurare i gusti nell’igiene che la persona aveva prima di ammalarsi
  • Dimenticare di togliere la chiave dalla porta del bagno
  • Rispettare il bisogno di privacy e la dignità del malato
  • Garantire l’assistenza necessaria senza privare il paziente dell’indipendenza
  • Adottare accorgimenti che diano sicurezza
  • Rispettare le sue abitudini

 

 

 

 


Fonte: Centro per i disturbi cognitivi e le demenze dell'ULSS2 Marca Trevigiana (Accesso 1 aprile 2020)

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Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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