Che cos'è

 

La demenza (chiamata anche Disturbo NeuroCognitivo Grave - MNCD) è una sindrome degenerativa caratterizzata dalla perdita progressiva delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, ragionamento, linguaggio, pianificazione, ecc…) accompagnata dalla comparsa di sintomi non cognitivi che interessano la personalità, l’affettività e il comportamento in generale (vedere tabella sotto per un quadro sintomatologico della demenza). Si tratta di una malattia a carattere progressivo e globale (con un andamento variabile da persona a persona), destinata a compromettere un numero sempre maggiore di funzioni cognitive e a coinvolgere anche lo stato funzionale del malato (cioè tutte quelle abilità che sono indispensabili per la vita quotidiana).

La demenza è una condizione che interessa dall’1% al 5% della popolazione oltre i 65 anni, con una prevalenza che raddoppia ogni quattro anni giungendo ad una percentuale di circa il 30% all’età di 85 anni (fonte Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - CNESPS, dell’Istituto Superiore di Sanità).

I dati più aggiornati (Luglio 2010) ci dicono che nel mondo le persone che soffrono di demenza hanno ragginto i 35 milioni con un andamento che supera le previsioni, a causa dei nuovi dati provenienti dai paesi a basso e medio reddito (Europa Est, America latina e Asia del Sud). Le previsioni del 2005 sono state aumentate del 10% dai dati effettivi e inoltre sembra che ci aspetti un raddoppio di casi entro 20 anni.

 

QUADRO SINTOMATOLOGICO DELLA DEMENZA

Sintomi cognitivi

  • disturbi di memoria;
  • disorientamento spaziale e temporale;
  • disturbi dell’attenzione;
  • aprassia (disordine del movimento che determina un’incapacità di eseguire un’attività
    motoria specifica);
  • agnosia (disturbo dell’analisi percettiva, strutturale e funzionale degli oggetti che comporta un’incapacità di riconoscere visivamente l’oggetto stesso);
  • afasia (disturbo dei sistemi preposti alla comprensione e produzione del linguaggio), alessia (disturbo della lettura), agrafia (difficoltà nella scrittura);
  • acalculia (disturbo delle capacità di calcolo e di utilizzo degli indici numerici);
  • deficit visuo-spaziali;
  • deficit delle funzioni esecutive (deficit di ragionamento astratto, deficit di pianificazione dei comportamenti, deficit di logica e di giudizio).

Sintomi non
cognitivi

  • psicosi: deliri, allucinazioni;
  • disturbi dell’umore: ansia, depressione, euforia, labilità emotiva;
  • disturbi dell’attività psicomotoria: vagabondaggio, affaccendamento privo di scopo, acatisia (impossibilità di mantenere la posizione seduta);
  • alterazioni della personalità: indifferenza, apatia, disinibizione, irritabilità, aggressività
    (verbale o fisica);
  • sintomi neurovegetativi: alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi dell’alimentazione,
    disturbi del comportamento sessuale.

Si possono distinguere due grandi gruppi di demenze, le demenze primarie (tra cui la Malattia di Alzheimer, che riguarda il 60% dei casi di demenza, la Demenza a corpi di Lewy, la Malattia di Pick, le Demenze fronto-temporali, la Demenza di Parkinson, la Corea di Huntington) e le demenze secondarie che sopraggiungono come conseguenza di altre malattie (tra cui la Demenza vascolare, la demenza da AIDS, da disturbi endocrini o metabolici, come malattie al fegato o alla tiroide, la demenza conseguente a tumori o a traumi cranici).

[ndr: Vedi paragrafo più sotto con maggiori dettagli dei tipi di demenza]

Allo stato attuale della ricerca medica non vi è possibilità di un miglioramento o guarigione per i malati di demenza (salvo in una modesta percentuale di casi di demenze secondarie, nelle quali la demenza è potenzialmente reversibile in quanto conseguenza di condizioni fisiche che possono essere corrette, come malattie endocrine o metaboliche o abuso di sostanze tossiche).

 

 

 


Approfondimenti:

Puoi trovare lo stato attuale delle conoscenze sulla malattia, le possibili cause, le prospettive di trattamenti futuri (tutto documentato da centinaia di riferimenti a studi) in questo documento redatto da ricercatori della University of California di San Francisco e pubblicato sulla rivista Cell.

 

 

 


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