L'immunoterapia per l'Alzheimer studiata sui moscerini

Lo sviluppo di trattamenti che rallentano, o arrestano, la perdita neuronale e il declino cognitivo dell'Alzheimer (AD) si è dimostrato un compito molto difficile.


Tra gli scienziati che hanno accettato questa sfida ci sono i ricercatori del McKnight Brain Institute dell'Università della Florida di Gainesville, che usano il moscerino della frutta, Drosophila melanogaster, come modello.


Gli scienziati stanno studiando l'immunoterapia passiva, uno degli approcci più promettenti per bloccare il peptide amiloide-β42 (Aβ42), la componente principale delle placche amiloidi che danneggiano le cellule cerebrali dei pazienti con AD.


Gli anticorpi monoclonali, la pietra angolare dell'immunoterapia, non penetrano facilmente nelle cellule molto compatte della barriera emato-encefalica. Come alternative agli anticorpi completi, gli scienziati dell'Università della Florida hanno generato moscerini transgenici che esprimono due frammenti anti-Aβ variabili a singole catena (scFv), chiamati scFv9 e scFv42.2.


I moscerini Drosophila geneticamente modificati per esprimere Aβ42 umano co-esprimono anche scFv9 o scFv42.2. Ogni trattamento ha ridotto la perdita di neuroni fotorecettori dovuti alla tossicità dell'Aβ42 e ha migliorato la morfologia dell'occhio degli insetti. Inoltre sono stati protetti i mushroom bodies dei moscerini, le strutture cerebrali coinvolte nell'apprendimento e nella memoria olfattiva.


Somministrare sia scFv9 che scFv42.2 ai moscerini ha prodotto una attività protettiva sinergica, il che suggerisce che entrambi i scFv possono colpire contemporaneamente diversi epitopi Aβ42, secondo gli scienziati. Questa è la prima volta che due anticorpi che puntano diverse regioni dell'Aβ42 hanno mostrato un'attività sinergica, grazie alla flessibilità sperimentale dei Drosophila.


Oltre all'immunoterapia, gli scienziati hanno studiato gli effetti protettivi della «secreted heat shock protein 70» (secHsp70) prodotta in laboratorio, sui moscerini le cui cellule cerebrali stavano accumulando Aβ42 extracellulare. L'Hsp70 è un chaperone [cicerone, accompagnatore, guida] che previene e inverte il misfolding [malripiegamento] delle proteine, ma che si trova principalmente all'interno della cellula. Nei moscerini trattati con secHsp70 extracellulare, gli occhi erano perfettamente organizzati, la morte cellulare si è ridotta, i calici dei mushroom bodies si sono conservati, e la funzione locomotoria è migliorata.


I ricercatori hanno determinato che il secHsp70 interagisce direttamente con l'Aβ42 senza influenzare l'accumulo e l'aggregazione di Aβ42 nel cervello dei moscerini. Così, l'attività protettiva del secHsp70 può essere mediata dal legame stabile alle specie di Aβ42 tossiche.


Questo studio delinea un nuovo approccio per affrontare ampiamente gli amiloidi al di fuori della cellula e bloccare la loro capacità di attaccare i neuroni circostanti, secondo gli scienziati.

 

 

 

 

 


FonteGenetics Society of America  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.