Studio implica l'enzima CEMIP nelle condizioni neurodegenerative

Una ricerca ha scoperto che questo enzima è coinvolto nella degradazione della mielina che causa condizioni come la sclerosi multipla, l’ictus e l’Alzheimer.

Axon demyelinationDemielizzazione dell'assone nelle neurodegenerazioni.

I ricercatori della Oregon Health & Science University di Portland (Oregon/USA) hanno identificato un tipo di enzima dal nome complicato – proteina che induce migrazione cellulare e lega l’acido ialuronico (CEMIP, cell migration inducing and hyaluronan-binding protein) – è associato a disturbi che vanno dalla sclerosi multipla all’ictus fino a condizioni neurodegenerative come il morbo di Alzheimer (MA). Il prossimo passo è trovare un modo di puntare l’enzima per guarire o rallentare la progressione della malattia.


In uno studio pubblicato su ASN Neuro, i ricercatori descrivono il loro percorso in colture cellulari, topi e tessuti di umani deceduti per coinvolgere il CEMIP. I ricercatori hanno scoperto che questo specifico enzima è fondamentale in condizioni che comportano la rottura della mielina, la guaina protettiva che copre l’assone di ciascuna cellula nervosa, la porzione filiforme di una cellula che trasmette segnali elettrici tra le cellule.


La mielina aumenta la velocità degli impulsi nervosi. Il danno alla mielina è associato a sclerosi multipla, ictus, lesioni cerebrali e alcune forme di demenza, incluso il MA. Il CEMIP scompone una molecola chiamata acido ialuronico, che si accumula nel cervello dopo un danno. Quando si accumula troppo acido ialuronico, il CEMIP forma piccoli frammenti ialuronici che impediscono la riparazione del sistema nervoso.


"Se potessimo regolare questo enzima, potremmo promuovere la riparazione del sistema nervoso centrale", ha affermato l'autore senior Larry Sherman PhD, professore della Divisione di Neuroscienze all'Oregon National Primate Research Center dell'OHSU. "Ci fa capire meglio quali molecole vale la pena perseguire se vogliamo promuovere la riparazione della mielina. Questo sarà importante per la sclerosi multipla, ma potrebbe essere utile anche per il MA e probabilmente per molte altre condizioni come ictus o lesioni cerebrali traumatiche in cui la mielina viene distrutta".


Gli scienziati avevano in precedenza stabilito il ruolo del CEMIP nella produzione di molecole infiammatorie che possono promuovere la sopravvivenza e la progressione delle cellule tumorali fino a formare tumori al cervello. Grazie a precedenti ricerche all'OHSU, gli scienziati hanno già un possibile strumento per puntare il CEMIP: una ricerca pubblicata un anno fa ha identificato un composto naturale derivato dalle dalie che inibisce il CEMIP. La nuova ricerca conferma che il CEMIP è probabilmente l’obiettivo giusto.


I ricercatori hanno scoperto che l'enzima è elevato nelle lesioni cerebrali in cui la mielina è danneggiata nei topi e nelle persone con sclerosi multipla che avevano donato il proprio corpo alla scienza. Studi su colture cellulari e sui topi hanno mostrato che l’enzima blocca la capacità del corpo di rigenerare la mielina danneggiata inibendo la maturazione delle cellule progenitrici degli oligodendrociti che, a loro volta, producono oligodendrociti che generano mielina. Da una prospettiva evolutiva, ha detto Sherman, il CEMIP probabilmente ha un ruolo nel regolare le risposte del cervello alle lesioni.


“Probabilmente è importante per la fase iniziale della risposta all’infortunio, ma il problema insorge quando si sviluppa in una condizione cronica”, ha affermato. “Il CEMIP è efficace nel masticare l’acido ialuronico che si accumula nel nostro corpo con l’avanzare dell’età, ma ha anche l’effetto collaterale di inibire la capacità del corpo di rigenerare la mielina”.

 

 

 


Fonte: Erik Robinson in Oregon Health & Science University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A Peters, [+7], LS Sherman. The CEMIP Hyaluronidase is Elevated in Oligodendrocyte Progenitor Cells and Inhibits Oligodendrocyte Maturation. ASN Neuro, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.