Esperienze e opinioni

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

insulin resistanceNel corpo sano (sinistra) gli organi usano glucosio e insulina. Nell'insulino-resistenza (destra) gli organi usano solo parte del glucosio, che quindi resta in circolazione nel sangue. (Fonte: naturesaid.co.uk)

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più importante che ognuno di noi può farsi sulla propria salute fisica e mentale, e tuttavia la maggior parte dei pazienti, e anche molti medici, non sanno cosa rispondere.


Qui negli Stati Uniti, l'insulino-resistenza ha raggiunto proporzioni epidemiche: più della metà di noi ora è resistente all'insulina. La resistenza all'insulina è una condizione ormonale che prepara tutto il corpo all'infiammazione e alla crescita eccessiva di peso, sconvolge il normale metabolismo del grasso e del colesterolo e distrugge gradualmente la nostra capacità di elaborare i carboidrati.


La resistenza all'insulina aumenta il nostro rischio per molte malattie indesiderabili, tra cui obesità, malattie cardiache, cancro e diabete di tipo 2. Ancora peggio, i ricercatori ora hanno capito che la resistenza all'insulina è la forza trainante della maggior parte dei casi di morbo di Alzheimer (MA).

 

Cos'è l'insulino-resistenza?

L'insulina è un potente ormone metabolico che orchestra il modo in cui le cellule accedono ed elaborano i nutrienti vitali, compreso lo zucchero (glucosio).


Nel corpo, una delle responsabilità dell'insulina è quella di sbloccare le cellule muscolari e adipose in modo che possano assorbire il glucosio dal flusso sanguigno. Quando si mangia qualcosa di dolce o amidaceo, che causa il picco di zucchero nel sangue, il pancreas rilascia insulina per far uscire il glucosio in eccesso dal sangue e portarlo nelle cellule.


Se troppo spesso glicemia e picco di insulina sono troppo alti, le cellule cercheranno di proteggersi dalla sovraesposizione ai potenti effetti dell'insulina riducendo la loro risposta all'insulina: diventeranno 'resistenti all'insulina'. Nel tentativo di superare questa resistenza, il pancreas rilascia ancora più insulina nel sangue, per cercare di mantenere il glucosio in movimento nelle cellule. Più aumentano i livelli di insulina, più le cellule resistono all'insulina. Nel corso del tempo, questo circolo vizioso può portare a livelli di glicemia persistentemente elevati o al diabete di tipo 2.

 

Insulino-resistenza e cervello

Nel cervello, è una storia diversa. Il cervello è avido di energia e richiede un apporto costante di glucosio. Il glucosio può lasciare liberamente il flusso sanguigno, superare tranquillamente la barriera emato-encefalica e persino entrare nella maggior parte delle cellule cerebrali, senza bisogno di insulina.


Infatti, il livello di glucosio nel liquido cerebrospinale che circonda il cervello è sempre più alto di circa il 60% di quello nel sangue, anche se si ha insulino-resistenza, quindi più alto è il livello di zucchero nel sangue più alto è il livello di zucchero nel cervello.


Non così con l'insulina: più alti sono i livelli di insulina nel sangue, più difficile diventa per l'insulina penetrare nel cervello. Questo perché i recettori responsabili di scortare l'insulina attraverso la barriera emato-encefalica possono diventare resistenti all'insulina, limitando la quantità di insulina ammessa nel cervello.


Anche se la maggior parte delle cellule cerebrali non richiede insulina per assorbire il glucosio, ne ha bisogno per elaborarlo. Le cellule devono avere accesso a un'insulina adeguata o non possono trasformare il glucosio nei componenti cellulari vitali e nell'energia che richiedono per prosperare.


Nonostante nuotino in un mare di glucosio, le cellule cerebrali delle persone con insulino-resistenza iniziano letteralmente a morire di fame.

 

Insulino-resistenza e memoria

Quali cellule cerebrali se ne vanno per prime? L'ippocampo è il centro della memoria del cervello. Le cellule ippocampali richiedono così tanta energia per svolgere il loro importante lavoro che spesso hanno bisogno di apporti extra di glucosio.


Mentre non è necessaria l'insulina per fornire una normale quantità di glucosio nell'ippocampo, questi picchi specifici di glucosio richiedono insulina, rendendo l'ippocampo particolarmente sensibile ai deficit di insulina. Questo spiega perché il declino della memoria è uno dei primi segni del MA, nonostante il fatto che la malattia alla fine distrugga l'intero cervello.


Senza una quantità adeguata di insulina, l'ippocampo vulnerabile fatica a registrare nuovi ricordi e col tempo inizia a raggrinzirsi e morire. Nel momento in cui una persona nota sintomi di 'lieve decadimento cognitivo' (o pre-MA), l'ippocampo si è già ridotto di oltre il 10%.

 

L'Alzheimer è diabete di tipo 3

Tutti i principali segni distintivi del MA (grovigli neurofibrillari, placche amiloidi e atrofia delle cellule cerebrali) possono essere spiegati dall'insulino-resistenza. Uno sconcertante 80% delle persone con MA ha insulino-resistenza o diabete di tipo 2 conclamato. La connessione tra insulino-resistenza e MA è ora stabilita così saldamente che gli scienziati hanno iniziato a riferirsi al MA come 'diabete di tipo 3'.


Questo non significa che sia il diabete a causare il MA. La demenza può colpire anche se non si ha il diabete. È più accurato pensarlo in questo modo: l'insulino-resistenza del corpo è il diabete di tipo 2; la resistenza all'insulina del cervello è il diabete di tipo 3. Sono due malattie separate causate dallo stesso problema sottostante: l'insulino-resistenza.

 

Sei già sulla strada per l'Alzheimer?

Potresti essere sorpreso di apprendere che il MA inizia molto prima che compaiano i sintomi.


Il problema dell'elaborazione dello zucchero cerebrale causato dalla resistenza all'insulina è chiamato 'ipometabolismo del glucosio'. Ciò significa semplicemente che le cellule cerebrali non hanno abbastanza insulina per bruciare il glucosio a pieno regime. Più si diventa insulino-resistenti, più lento diventa il metabolismo del glucosio nel cervello.


L'ipometabolismo del glucosio è un marcatore precoce del rischio di MA che può essere visualizzato con speciali scansioni cerebrali chiamate PET. Usando questa tecnologia per studiare persone di età diverse, i ricercatori hanno scoperto che il MA è preceduto da DECENNI di progressivo peggioramento dell'ipometabolismo del glucosio.


Il metabolismo del glucosio cerebrale può essere ridotto fino al 25% prima che i problemi di memoria diventino evidenti. Come psichiatra specializzata nel trattamento degli studenti universitari, trovo positivamente agghiacciante il fatto che gli scienziati abbiano trovato prove di ipometabolismo del glucosio nel cervello di donne di 24 anni.

 

Vera speranza per il tuo futuro

Di fronte al MA ci sentivamo impotenti, perché ci avevano detto che tutti i principali fattori di rischio per questa devastante condizione erano fuori del nostro controllo: età, genetica e storia familiare. Eravamo anitre zoppe, si viveva nella paura del peggio, fino ad ora.

  • La cattiva notizia è che la resistenza all'insulina è diventata così comune che è probabile che tu ce l'abbia già in qualche misura.
  • La buona notizia è che l'insulino-resistenza è un importante fattore di rischio del MA per cui si può fare qualcosa.


Mangiare troppi carboidrati sbagliati, troppo spesso, fa aumentare i livelli di zucchero nel sangue e di insulina, ponendoci ad alto rischio di insulino-resistenza e MA. Il nostro corpo si è evoluto per gestire fonti alimentari integrali di carboidrati come mele e patate dolci, ma non è semplicemente attrezzato per far fronte ai moderni carboidrati raffinati come la farina e lo zucchero. In parole povere, i carboidrati raffinati causano danni cerebrali.


Non puoi fare nulla per i tuoi geni o quanti anni hai, ma puoi certamente cambiare il modo in cui mangi. Non si tratta di mangiare meno grassi, meno carne, più fibre o più frutta e verdura. Il punto è cambiare la quantità e il tipo di carboidrati che si mangia.

 

3 passi che puoi fare adesso per ridurre al minimo il rischio di MA:

  1. Scopri quanto sei insulino-resistente.
    Il tuo medico può stimare dove ti trovi nello spettro di resistenza all'insulina usando semplici esami del sangue come glucosio, insulina, trigliceridi e livelli di colesterolo HDL, in combinazione con altre informazioni come la misurazione della vita e la pressione sanguigna. In questo mio articolo ho incluso un PDF scaricabile di test con intervalli di obiettivo sani da discutere con il tuo medico e una semplice formula che puoi usare per calcolare la tua resistenza all'insulina.
  2. Evita i carboidrati raffinati come la peste, iniziando proprio ora.
    Anche se non hai ancora l'insulino-resistenza, rimani ad alto rischio di svilupparla fino a quando non elimini i carboidrati raffinati come bagel, succhi e barrette di cereali. Per definizioni chiare e un elenco di cibi raffinati da evitare, clicca qui.
  3. Se hai insulino-resistenza, controlla i carboidrati.
    Sfortunatamente, le persone con insulino-resistenza devono stare attente con tutti i carboidrati, non solo quelli raffinati. Sostituisci la maggior parte dei carboidrati presenti nel tuo piatto con deliziosi grassi e proteine ​​salutari per proteggere il tuo sistema di segnalazione dell'insulina.

 

Puoi esercitare un tremendo potere sull'insulino-resistenza e sul tuo futuro intellettuale semplicemente cambiando il modo in cui mangi. I test di laboratorio per la resistenza all'insulina rispondono in modo sorprendentemente rapido ai cambiamenti dietetici - molte persone vedono miglioramenti drastici nei livelli di zucchero nel sangue, insulina e trigliceridi entro poche settimane.


Se hai già dei problemi di memoria e pensi sia troppo tardi per fare qualcosa, pensa di nuovo! Questo studio del 2012 ha dimostrato che una dieta ricca di carboidrati a basso contenuto di grassi ha migliorato la memoria nelle persone con lieve decadimento cognitivo (pre-Alzheimer) in sole sei settimane.


Sì, è difficile rimuovere i carboidrati raffinati dalla dieta, sono avvincenti, economici, convenienti e deliziosi, ma puoi farlo. È principalmente la tua dieta, non il tuo DNA, a controllare il tuo destino. Non devi essere un'anatra zoppa che aspetta di vedere se arriva il MA. Armati di queste informazioni, puoi essere un'anatra proattiva e nuotatrice che sfoggia un grande e bellissimo ippocampo che riesce a conservare ogni singola rotella per il resto della tua vita.

 

 

 


Fonte: Georgia Ede MD, psichiatra e consulente nutrizionale addestrata ad Harvard, pratica allo Smith College.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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