Contachilometri integrato: un nuovo studio rivela come il cervello misura le distanze

Brain with odometerImage by AI 25287 on freepik

Che tu stia andando a letto o cercando uno spuntino a mezzanotte, non è necessario accendere le luci per sapere dove ti trovi mentre cammini per casa di notte. Questa abilità nascosta deriva da una straordinaria capacità chiamata integrazione del percorso: il tuo cervello conta costantemente i passi e le svolte, permettendoti di tracciare mentalmente la tua posizione come un GPS personale. Stai costruendo una mappa monitorando il movimento, non la vista.


Scienziati del Max Planck Florida Institute for Neuroscience (MPFI) ritengono che comprendere come il cervello esegue l’integrazione del percorso potrebbe essere un passo fondamentale per capire come il nostro cervello trasforma le esperienze momentanee in ricordi di eventi che si svolgono nel tempo. Nello studio pubblicato su Nature Communications, hanno fatto grandi passi avanti verso questo obiettivo. Le loro intuizioni potrebbero anche dare informazioni su ciò che potrebbe accadere ai pazienti nelle prime fasi del morbo di Alzheimer (MA), i cui primi sintomi sono spesso legati alla difficoltà di tenere traccia della distanza o del tempo.

 

Navigazione senza punti di riferimento

Nel loro studio, il team ha addestrato dei topi a percorrere una distanza specifica in un ambiente grigio di realtà virtuale senza punti di riferimento visivi, in cambio di una ricompensa. Gli animali potevano giudicare la distanza percorsa solo monitorando i propri movimenti, non facendo affidamento su segnali ambientali. Mentre i topi eseguivano questo compito, gli scienziati hanno registrato minuscoli impulsi elettrici che i neuroni usano per comunicare, consentendo loro di osservare l’attività di migliaia di neuroni.


Si sono concentrati sull'attività dei neuroni nell'ippocampo, una regione essenziale sia per la navigazione che per la memoria. Con la modellazione computerizzata, hanno poi analizzato questi segnali per rivelare le regole di calcolo del cervello per integrare il percorso. La dott.ssa Yingxue Wang, autrice senior e leader del gruppo MPFI, spiega:

"L'ippocampo è noto per aiutare gli animali a orientarsi nell'ambiente. In questa regione del cervello, alcuni neuroni si attivano in luoghi specifici. Tuttavia, in ambienti pieni di immagini, suoni e odori, è difficile dire se questi neuroni rispondono a quei segnali sensoriali o alla posizione dell'animale stesso. In questo studio, abbiamo rimosso quanti più segnali sensoriali possibile per imitare situazioni come il movimento al buio.

"In queste condizioni semplificate, abbiamo scoperto che solo un piccolo numero di cellule dell'ippocampo segnalavano un luogo o un momento specifico. Questa osservazione ci ha portato a chiederci cosa stavano facendo gli altri neuroni e se stavano aiutando l'animale a tenere traccia di dove si trovava integrando quanto lontano e per quanto tempo si era mosso, un processo chiamato integrazione del percorso".

 

Un codice neurale per l'integrazione del percorso

Gli scienziati hanno scoperto che durante la navigazione senza punti di riferimento, la maggior parte dei neuroni dell'ippocampo seguiva uno di due modelli opposti di attività. Questi modelli erano cruciali per aiutare gli animali a tenere traccia della distanza che avevano viaggiato. In un gruppo di neuroni, l’attività aumentava bruscamente quando l’animale iniziava a muoversi, come se segnasse l’inizio del processo di conteggio delle distanze. L'attività di questi neuroni è poi gradualmente diminuita a velocità diverse man mano che l'animale si spostava ulteriormente, fino a raggiungere la distanza stabilita per ottenere una ricompensa.


Un secondo gruppo di neuroni ha mostrato lo schema opposto: la loro attività diminuiva quando l’animale iniziava a muoversi, ma aumentava gradualmente man mano che l’animale arrivava più lontano. Il team ha scoperto che questi modelli di attività agiscono come un codice neurale per la distanza, con due fasi distinte. La prima fase (il rapido cambiamento dell'attività neurale) segna l'inizio del movimento e del conteggio delle distanze. La seconda fase (i cambiamenti graduali nell'attività neurale) conta la distanza percorsa. Sia le distanze brevi che quelle lunghe potrebbero essere tracciate nel cervello usando neuroni con diverse variazioni di velocità.


"Abbiamo scoperto che il cervello codifica la distanza trascorsa o il tempo necessario per risolvere questo compito usando neuroni che mostrano modelli variabili di attività", ha affermato lo scienziato Raphael Heldman. "Questa è la prima volta che è stato dimostrato che la distanza temporale viene codificata in un modo diverso dalla ben nota codifica basata sul luogo nell'ippocampo. Questi risultati ci fanno capire meglio il fatto che l'ippocampo impiega strategie multiple - modelli di velocità variabile oltre alla codifica basata sul luogo - per codificare il tempo e la distanza trascorsi".


Quando i ricercatori interrompevano questi schemi manipolando i circuiti che li producevano, gli animali avevano difficoltà a svolgere il compito in modo accurato e spesso cercavano la ricompensa nel posto sbagliato.

 

Impatto futuro

La dott.ssa Wang osserva che "comprendere come il tempo e la distanza sono codificati nel cervello durante l'integrazione del percorso è particolarmente importante perché questa capacità è una delle prime a degradarsi nel MA. I pazienti riferiscono i primi sintomi di disorientamento spaziale in un ambiente familiare o di non sapere come sono arrivati ​​in un luogo particolare".


Il gruppo di ricerca sta ora concentrando i suoi sforzi per capire come questi modelli vengono generati nel cervello, il che potrebbe aiutare a rivelare come le nostre esperienze momento per momento vengono codificate nei ricordi e come potrebbero essere interrotte nelle prime fasi del MA.

 

 

 


Fonte: Max Planck Florida (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: R Heldman, [+3], Y Wang. Time or distance encoding by hippocampal neurons via heterogeneous ramping rates. Nat Comm, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.