Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Recente studio sulla pericolosità della combinazioni di farmaci suscita domande

Se si interrompe l'assunzione di farmaci improvvisamente, si può mettere a rischio la saluteMolti anziani si saranno allarmati da un rapporto del DailyMail della scorsa settimana che diceva che sono a rischio di morte precoce e di demenza a causa di particolari medicine assunte.

La ricerca, pubblicata dalla University of East Anglia, ha mostrato che l'assunzione di un cocktail di farmaci anticolinergici potrebbe essere estremamente dannoso per i pazienti, con un maggiore rischio di morte precoce, perdita di memoria e problemi di concentrazione.

I farmaci sono sia comuni da banco sia prescritti, e vanno dagli antidolorifici alle pillole per malattie cardiache e ai rimedi per la febbre da fieno. Allora, che cosa significa per te la ricerca? Abbiamo parlato con degli esperti per scoprire ...

D: Sono preoccupato per questo rapporto: devo smettere di prendere i miei farmaci da prescrizione?

"No. Qualunque cosa tu faccia, nessun panico e non interrompere l'assunzione del farmaco prescritto", dice il dottor Clare Gerada, presidente del Royal College of General Practitioners. "Vorrei esortare le persone a ricordare che se si smette di prendere farmaci imporvvisamente, si può mettere a rischio la salute. Questo studio ha esaminato dati a lungo termine dai primi anni 1990, quindi un paio di settimane non faranno alcuna differenza. Tuttavia, al prossimo appuntamento con il medico di famiglia, sfruttare l'occasione per rivedere a fondo la lista dei farmaci prescritti".

D: Perché mi sono stati dati questi farmaci se sono 'a rischio'?

I farmaci anticolinergici bloccano l'azione di un messaggero del cervello chiamato acetilcolina. L'acetilcolina aiuta molte funzioni cerebrali, tra cui stati d'animo e comportamenti, e la nostra risposta al dolore. Ecco perché i farmaci anticolinergici sono così utili. Ci sono quasi 100 diversi farmaci in questo gruppo. Codeina (un antidolorifico da banco), morfina, antidepressivi come l'amitriptilina, e trattamenti per le malattie neurologiche come il Parkinson, tutti hanno proprietà anticolinergiche.

Essi hanno simili effetti collaterali conosciuti, tra cui secchezza delle fauci, vertigini, annebbiamento della vista, sintomi urinari come difficoltà di minzione, e costipazione. I pazienti possono anche diventare confusi o sonnolenti. Il problema, se si sta prendendo un medicinale con alti livelli di proprietà anticolinergiche, o si sta assumendo più di uno di questi farmaci, è che gli effetti collaterali sono aggravati, questo è il pericolo che mostra la nuova ricerca.

D: Esattamente quali sono i rischi?

Questo studio ha stabilito, per la prima volta, un legame tra i farmaci anticolinergici e la morte precoce e la demenza. I ricercatori hanno basato i risultati sulle registrazioni farmacologiche di oltre 13.000 persone con più di 65 anni. Hanno poi continuato a seguirne la longevità e le malattie nel corso per due anni. Hanno quindi classificato ciascun farmaco anticolinergico secondo l'entità dell'effetto sul resto del corpo.

Quindi, un farmaco che non aveva effetti più ampi sul corpo aveva asseganti 0 punti; un farmaco che aveva un lieve effetto 1 punto, un moderato effetto 2, e un effetto grave 3. L'Immodium da banco è stato classificato come lieve, per esempio, e ha assegnato 1 punto, come pure il beta-bloccante Atenololo. Tuttavia, il Seroxat, un antidepressivo, e la clorfenamina, un ingrediente nel farmaco Piriton per febbre da fieno, avevano tre punti assegnati.

Per ogni farmaco anticolingergico che si prende, è necessario aggiungere il punteggio. Lo studio ha trovato che le persone che assumono farmaci con un punteggio totale da cinque in sù hanno fatto peggio in un test di funzionamento del cervello rispetto a quelli che non prendevano farmaci anticolinergici. Ha inoltre rilevato che il 20 per cento di coloro che assumono farmaci con un punteggio totale da 4 in sù erano morti alla fine dei due anni dello studio, rispetto al 7 per cento di coloro che non li assumevano.

Ciò che rende questo studio dell'Università di East Anglia così importante è che si trattava di un 'studio del mondo reale' - nel senso che ha guardato la combinazione di farmaci che le persone possono prendere, sia prescritti che da banco. Normalmente, le aziende farmaceutiche ricercano la sicurezza di un farmaco con lo studio del farmaco da solo. Inolte è uno studio indipendente (parte degli sforzi in corso per trovare modi per ridurre i fattori di rischio dell'Alzheimer) e non è stato finanziato da una compagnia farmaceutica.

'Eravamo alla ricerca di un possibile legame tra farmaci e demenza', dice l'autore dello studio Ian Maidment, farmacista senior del Kent & Medway NHS Trust. 'Questa è la prima volta che un collegamento è stato stabilito tra i farmaci anticolinergici e la mortalità e la demenza. La squadra ha capito subito che questo era uno sviluppo molto importante'.

D: Come possono questi farmaci essere utili e pericolosi?

E' tutta una questione di effetti collaterali. Prendere più farmaci aumenta le probabilità di problemi. "Deve essere fatto altro lavoro, ma riteniamo possibile che i farmaci con attività anticolinergica non agiscono solo su una specifica area del corpo, ma su tutto il sistema nervoso", dice Ian Maidment. "Così, per esempio, si può essere in trattamento per la depressione con Seroxat, ma il farmaco ha anche un effetto sulla vescica e la vista. Negli anziani, questo effetto può essere pronunciato, in quanto tendono ad avere un sistema immunitario più debole. Se si stanno assumendo pillole contenenti diverse proprietà anticolinergiche, allora il vostro cuore può iniziare a correre o si può diventare più confusi. Inoltre, molte dei cosiddetti effetti collaterali lievi, come visione offuscata, costipazione e capogiri, possono essere molto pericolosi. Visione offuscata porta a cadute, soprattutto nelle persone anziane, così come le vertigini e la confusione. Inoltre, le persone possono morire di complicanze da problemi urinari, o anche stitichezza. La situazione è particolarmente grave nelle persone che soffrono di demenza, in quanto non possono spiegare che cosa c'è di sbagliato in loro".

D: Anche la mia medicina da banco è rischiosa?

Ci possono essere problemi potenziali anche con alcuni farmaci acquistati al banco, secondo Maidment Ian. "La maggior parte dei farmaci anticolinergici disponibili OTC [over-the-counter = al banco] contengono basse quantità di proprietà attive. Tuttavia, ce ne sono alcune con un tasso elevato, compresa la clorfenamina (presente nel Piriton). Ma gli effetti della medicina svaniscono in fretta dopo aver smesso di prenderla, e noi crediamo che lo stesso vale per gli effetti collaterali. Quindi, se si prende Piriton per alcune settimane questa estate, è improbabile che a possa causare problemi di salute, per esempio, tra 20 anni. Lo studio ha anche esaminato anziani, molti dei quali erano in cattive condizioni di salute. Noi non ci aspettiamo che le persone sane abbiano la stessa reazione ai farmaci anticolinergici".

D: Ci sono altri farmaci di cui dovrei preoccuparmi?

Altri gruppi di farmaci, compresi gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, utilizzati per trattare la depressione), gli inibitori dell'ACE (che cura la malattia di cuore) e i beta-bloccanti (usati per combattere la pressione alta) hanno tutti effetti collaterali potenzialmente significativi. Quindi questo significa che assunti in combinazione anche loro sono a rischio? La risposta è che nessuno lo sa. "In teoria, tutti i gruppi di farmaci potrebbero essere indagati", dice Ian Maidment. "Ma questo richiederebbe una quantità enorme di tempo e sarebbe pratico solo se foste alla ricerca di qualche collegamento specifico".

D: Quindi, che succede ora?

Il Royal College of General Practitioners dice che questo studio è un vero e proprio campanello d'allarme. "Dobbiamo iniziare a guardare non solo i farmaci che prescriviamo, ma anche come funzionano in combinazione con altri farmaci", afferma il dottor Clare Gerada. "La domanda deve essere sempre: <È davvero necessario questo farmaco?>". Ian Maidment dice: "Spero che questo studio abbia evidenziato i rischi della poli-farmacia: prescrivere più farmaci senza considerare il rischio che la combinazione può comportare per il corpo. Ogni farmaco che si prende ha un effetto sul tuo corpo".

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce?
Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica. Non tenerla per te, non farci perdere l'occasione di conoscerla.

 

 


Pubblicato sul DailyMail il 27 giugno 2011 - Traduzione di Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:


Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...