Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Test sui telomeri: cosa dicono su invecchiamento e rischio di malattia?

aug2012nl telomereI telomeri sono dei cappucci che proteggono le estremità dei cromosomi. A ogni suddivisione della cellula, questi cappucci si accorciano, e alla fine la cellula smette di suddividersi.

Negli ultimi anni sono diventati popolari i test genetici diretti al consumatore che estraggono le informazioni dal DNA nei cromosomi. Attraverso un semplice campione prelevato dalla guancia, un po' di saliva o una puntura sulle dita, le aziende offrono la possibilità di saperne di più sul tuo albero genealogico, sull'ascendenza o sul rischio di sviluppare malattie come l'Alzheimer o persino alcuni tipi di cancro.


Più di recente, alcune aziende hanno iniziato a proporre test per misurare le punte dei cromosomi, chiamate telomeri, per saperne di più sull'invecchiamento. Ma cosa sono esattamente i telomeri, cosa sono i test dei telomeri e cosa pretendono di riuscire a dirti le aziende? L'età basata sul tuo compleanno rispetto alla tua «età telomerica»?


I telomeri svolgono un ruolo importante nel mantenere in salute i nostri cromosomi e il corpo, anche se costituiscono solo una piccola parte del DNA totale. Le origini greche della parola telomero descrivono dove trovarlo. 'Telo' significa 'fine' mentre 'mero' significa 'parte'. I telomeri coprono entrambe le estremità di tutti i 46 cromosomi di ciascuna cellula e proteggono i cromosomi dalla perdita di materiale genetico. Sono spesso paragonati ai puntali in plastica alle estremità dei lacci delle scarpe che impediscono la sfilacciatura.


Siamo biologhe molecolari che studiano il modo in cui le sostanze chimiche, gli agenti dell'ambiente e il metabolismo danneggiano i telomeri e influenzano la loro lunghezza e funzione e il modo in cui i telomeri danneggiati influiscono sulla salute delle nostre cellule e del nostro genoma. L'idea di offrire la lunghezza dei telomeri come parte di un test genetico è intrigante poiché i telomeri proteggono il nostro materiale genetico. Ma equiparare la lunghezza dei telomeri a qualcosa di così complesso come l'invecchiamento lo consideriamo rischioso e oltremodo semplicistico.

 

 

Collegamento tra lunghezza dei telomeri e malattie umane

I telomeri sono importanti per la salute umana e, nonostante la loro funzione protettiva, non sono indistruttibili. I telomeri si accorciano ogni volta che una cellula si divide e si accorciano progressivamente man mano che invecchiamo.


Quando i telomeri diventano troppo corti o mancanti, le punte del cromosoma non vengono protette e diventano appiccicose. Questo può causare la fusione dei cromosomi. Per prevenire ulteriori accorciamenti e fusioni di cromosomi, le cellule entrano in senescenza, uno stato in cui non possono più dividersi. Anche se perdono la capacità di ringiovanire i tessuti, le cellule senescenti possono comunque causare infiammazione e secernere fattori che favoriscono la crescita delle cellule precancerose o cancerogene vicine.


Sfortunatamente, il nostro stile di vita può realmente accelerare l'accorciamento. Le esposizioni ambientali come luce solare, inquinamento atmosferico, fumo di sigarette, e persino l'infiammazione o la cattiva alimentazione, possono danneggiare i componenti delle cellule, incluso il DNA. Lo fanno generando molecole di ossigeno instabili, i cosiddetti «radicali liberi».


I telomeri sono particolarmente suscettibili al danno da radicali liberi. In collaborazione con il chimico Marcel Bruchez, abbiamo sviluppato un nuovo strumento che danneggia solo i telomeri. Usando questo strumento abbiamo scoperto che il danno ossidativo ai telomeri è sufficiente non solo ad accellerare il loro accorciamento, ma anche a causare la loro perdita.


In esperimenti di laboratorio precedenti, gli scienziati avevano scoperto che l'eliminazione delle cellule senescenti dai topi porta al ritardo o alla prevenzione di malattie e di condizioni associate all'invecchiamento come le malattie cardiache, il diabete, l'osteoporosi e la fibrosi polmonare. Ciò ha portato alla ricerca di nuovi farmaci chiamati senolitici che potrebbero eliminare le cellule senescenti negli esseri umani.

 

 

Più lunghi è meglio?

Poiché i telomeri corti causano la senescenza delle cellule, questo li rende bersagli interessanti per un invecchiamento sano e libero da malattie. Inoltre, poiché i telomeri si accorciano con l'età, indipendentemente dall'esposizione alle tossine, ciò ha portato alla nozione che la lunghezza dei telomeri può fornire informazioni sulla età biologica «vera» di una persona.


I test commerciali misurano in genere le lunghezze dei telomeri o le quantità di DNA telomerico in un campione di sangue. Le aziende confrontano i tuoi telomeri con quelli di persone di età simile per cercare di determinare l'età biologica dei tuoi globuli rossi.


Tuttavia, proprio come individui della stessa età variano in altezza e peso, così è per i telomeri. Se una bambina cade nel 40° percentile per altezza, questo significa che rispetto a 100 ragazze della sua età lei è più alta di 40 di loro. Per questo motivo, per i telomeri sono stati generati grafici simili a quelli della crescita dei bambini.


Gli individui con lunghezze di telomeri inferiori al primo percentile sono a rischio di sviluppare malattie specifiche come anemia, immunodeficienza e fibrosi polmonare, probabilmente a causa di una mutazione genica che compromette la manutenzione dei telomeri.


All'altro estremo, gli individui con mutazioni geniche che portano a telomeri molto lunghi sopra il 99° percentile hanno un rischio più alto di forme ereditarie di melanoma e tumori cerebrali. I telomeri più lunghi consentono a una cellula di dividersi più volte, e con ogni divisione c'è la possibilità che un errore durante la duplicazione del genoma produca una mutazione che promuove il cancro. In un certo senso, i telomeri seguono il principio di Goldilock: i telomeri troppo corti o troppo lunghi non sono ottimali.

 

 

La lunghezza dei telomeri può predire esiti di salute?

Ma che dire delle lunghezze dei telomeri tra i due estremi? Grandi studi condotti su centinaia di migliaia di partecipanti mostrano associazioni generali di telomeri più corti con un aumento del rischio di alcune malattie dell'invecchiamento, comprese le malattie cardiache, mentre i telomeri più lunghi sono associati ad un aumento del rischio di alcuni tipi di tumori.


Ma è difficile tradurre questi studi sulla popolazione in previsioni sulla durata della vita e sulla salute. Ad esempio, come gruppo, gli uomini sono più alti delle donne, ma ciò non significa che tutti gli uomini siano più alti delle donne. Allo stesso modo, alcune persone con telomeri più corti non sviluppano malattie cardiache in questi studi sulla popolazione. Sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno cosa significa la lunghezza dei telomeri di un individuo per la sua salute e il suo invecchiamento.


Mentre ampi studi sulla popolazione mostrano che una dieta sana è associata a telomeri più lunghi, mancano rapporti pubblicati su integratori specifici che pretendono di supportare la salute dei telomeri.


Se un tale prodotto potesse estendere i telomeri, sarebbe sicuro? O aumenterebbe il rischio di sviluppare il cancro a causa dei telomeri lunghi? La protezione dei telomeri o il rallentamento del loro accorciamento possono favorire l'invecchiamento senza malattie? Non abbiamo ancora le risposte a queste domande.


Data l'incertezza e il rischio di interpretazione errata, è opportuno far misurare i tuoi telomeri? Forse, se i risultati motivano cambiamenti verso uno stile di vita sano. Per ora, una scommessa più vincente [rispetto al test dei telomeri] per un invecchiamento sano sarebbe di spendere i soldi in programmi di allenamento e in cibi nutrienti.

 

 

 


Fonte: Patricia Opresko (professoressa di salute ambientale e professionale, Università di Pittsburgh) e Elise Fouquerel (Assistente Professore di Biochimica e Biologia Molecolare, Thomas Jefferson University)

Pubblicato su The Conversation (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...