Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Perché ballare fa così bene al tuo cervello?

Tango dance

La danza migliora la funzione cerebrale su vari livelli. Due studi recenti mostrano come tipi diversi di pratica consentano ai ballerini di raggiungere il massimo delle prestazioni fondendo processi cerebrali e cognitivi con la memoria muscolare e la 'propriocezione' nel cervelletto. Attraverso un regolare allenamento aerobico che incorpora qualche tipo di danza, almeno una volta alla settimana, chiunque può massimizzare la sua funzione cerebrale.


Quando è stata l'ultima volta che sei andato a ballare? Ho l'abitudine di andare alla mia locale discoteca almeno una volta alla settimana. Ballo alla musica del DJ David LaSalle nello stesso punto di fronte a un grande altoparlante dal 1988. Alcuni dei miei amici mi prendono in giro per 'inseguire farfalle' e comportarmi come un pazzo sulla pista da ballo. Non mi interessa. So che ballare e provare spontaneamente a roteare come Michael Jackson fa bene al mio cervello.


Durante la ricerca di materiale per questo articolo, ho trovato alcune vecchie riprese di Michael Jackson. Era un ballerino incredibile. Per favore, prenditi un minuto per vedere Michael Jackson ballare qui. In questo video puoi vedere come esercitarsi fin dall'infanzia in una danza, tipo il 'roteare', rimodella il cervelletto (cervello inferiore) e consente a un ballerino di creare superfluidità e non avere vertigini mentre ruota velocemente.

 

 

I ballerini professionisti non soffrono di vertigini. Perché?

Ti senti le vertigini a volte quando ti alzi? La paura di cadere ti impedisce di esplorare di più il mondo? Se sei soggetto a vertigini, un nuovo studio ha scoperto che ballare può aiutarti a migliorare l'equilibrio e a farti venire meno vertigini. In settembre 2013, ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno riferito su specifiche differenze nella struttura cerebrale dei ballerini che possono aiutarli a evitare di avere le vertigini quando eseguono le piroette. Non serve allenarsi per diventare un ballerino professionista per beneficiare di un certo tipo di ballo.


Lo studio suggerisce che anni di allenamento possono consentire ai danzatori di sopprimere i segnali dagli organi di equilibrio dell'orecchio interno collegati al cervelletto. I risultati, pubblicati sulla rivista Cerebral Cortex, potrebbero aiutare a migliorare il trattamento per i pazienti con vertigini croniche. Circa una persona su quattro sperimenta questa condizione in qualche momento della propria vita.


In un precedente blog di Psychology Today intitolato La paura di cadere crea un circolo vizioso ho parlato del rischio di lesione cerebrale traumatica a causa della paura di cadere e di compromettere l'equilibrio. Dedicare del tempo nella tua vita a migliorare la funzione del tuo cervelletto attraverso l'attività aerobica e un certo tipo di danza è un modo divertente ed efficace per evitare i pericoli delle vertigini.


Per questo studio i ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno reclutato 29 danzatrici di balletto e, come gruppo di confronto, 20 vogatrici con età e livelli di forma fisica simili alle ballerine. Da notare che la maggior parte dell'esercizio aerobico sarà un movimento a due pedali o molto lineare, come vogare. È interessante notare i benefici della propriocezione e dell'equilibrio basati sul cervelletto che viene potenziato attraverso la danza.


Le volontarie dello studio sono state fatte girare su una sedia in una stanza buia. Dopo che si erano fermate, è stato loro chiesto di girare una maniglia alla stessa velocità che sentivano di girare ancora. I ricercatori hanno anche misurato i riflessi dell'occhio innescati dall'input degli organi vestibolari. Successivamente, hanno esaminato la struttura cerebrale delle partecipanti con scansioni MRI.


Di norma, la sensazione di vertigini deriva dagli organi vestibolari dell'orecchio interno. Queste camere piene di liquido percepiscono la rotazione della testa attraverso minuscoli peli che percepiscono il movimento del fluido. Dopo essersi girati rapidamente, il fluido continua a muoversi, il che può far sentire come se si stesse ancora girando.


Nelle ballerine, sia i riflessi oculari che la percezione della rotazione sono durati meno delle vogatrici. L'input sensoriale evoca i riflessi di ordine inferiore del cervelletto e le risposte percettive di ordine superiore del cervello. La stimolazione vestibolare stimola il riflesso vestibolare-oculare (VOR) e la percezione di auto-movimento (ad es., vertigini) le cui durate di risposta sono normalmente uguali.


In una sezione nel mio libro, The Athlete's Way, esploro la connessione al VOR e alla memoria muscolare durante il sonno REM. Alla pagina 54 dico: "Mi è diventato chiaro che creare uno stato predefinito di flusso di tipo onirico attraverso lo sport è legato anche al VOR. È davvero come il REM al contrario. Questa è la mia ipotesi originale. Mio padre pensa che abbia senso, ma altri scienziati devono ancora esplorare questa teoria".


La nuova ricerca di Londra di questo mese offre nuove eccitanti connessioni al VOR e le massime prestazioni. Il Dr. Barry Seemungal, del Dipartimento di Medicina dell'Imperial, ha dichiarato:

"Il capogiro, che è la sensazione che ci stiamo muovendo quando in realtà siamo fermi, è un problema comune. Vedo molti pazienti che soffrono di vertigini da molto tempo. I ballerini sembrano essere in grado di allenarsi per non avere le vertigini, quindi ci chiedevamo se potevamo usare gli stessi principi per aiutare i nostri pazienti".


Le scansioni del cervello hanno rivelato le differenze tra i gruppi in due parti del cervello: un'area nel cervelletto in cui viene elaborato l'input sensoriale dagli organi vestibolari e nella corteccia cerebrale, che è responsabile della percezione delle vertigini.


Il dottor Seemungal ha detto:

"Per un ballerino non è utile avere vertigini o squilibrio. Il suo cervello si adatta in anni di allenamento per sopprimere quell'input, di conseguenza il segnale verso le aree del cervello responsabili della percezione di vertigini nella corteccia cerebrale si riduce, rendendo i ballerini capaci di resistere al senso di vertigine. Se fossimo in grado di puntare la stessa area del cervello o di monitorarlo in pazienti con vertigini croniche, potremmo iniziare a capire come trattarli meglio.

"Questo dimostra che la sensazione di roteare è separata dai riflessi che fanno muovere i tuoi occhi avanti e indietro. In molte cliniche, è comune misurare solo i riflessi, il che significa che quando questi test tornano normali, al paziente viene detto che non c'è nulla di sbagliato, ma questa è solo metà della storia. Devi esaminare i test che valutano sia il riflesso che la sensazione".


In sintesi, i ballerini mostrano una dissociazione percettivo-riflessa vestibolare con il correlato neuronatomico localizzato sul cervelletto vestibolare.

 

 

Visualizzare i movimenti può migliorare la memoria muscolare

Una ricerca del luglio 2013 ha rilevato che i ballerini possono migliorare la capacità di eseguire movimenti complessi ripetendoli lentamente e codificando il movimento con uno spunto attraverso la 'marcatura'. Il ricercatore Edward Warburton, ex ballerino professionista, e i colleghi, erano interessati ad esplorare il "pensiero dietro il fare danza".


I risultati, pubblicati su Psychological Science, suggeriscono che quella marcatura può alleviare il conflitto tra gli aspetti cognitivi e fisici della pratica della danza, consentendo ai danzatori di memorizzare e ripetere i passaggi in modo più fluido. Questo crea quella che chiamo 'superfluidità', che è il livello più alto di 'flusso'.


I ballerini esperti di balletto sembrano scivolare senza sforzo nel palco, ma imparare i passi è impegnativo, sia fisicamente che mentalmente. Una nuova ricerca suggerisce che la marcatura della danza - praticare liberamente una routine 'ripetendo i movimenti' - può migliorare la qualità della performance della danza riducendo lo sforzo mentale necessario per perfezionare i movimenti.


"È ampiamente scontato che lo scopo della marcatura sia quello di risparmiare energia", spiega Warburton, professore di danza all'Università della California di Santa Cruz. "Ma la danza a livello di elite non è solo fisica, ma è esigente anche cognitivamente: imparare e provare un pezzo di ballo richiede la concentrazione su molti aspetti della performance desiderata". La marcatura implica essenzialmente un ripasso della routine di danza, ma concentrati sulla routine stessa, piuttosto che sulla perfezione dei movimenti.


"Durante la marcatura, il danzatore spesso non lascia il pavimento e può persino sostituire i gesti delle mani con i movimenti", spiega Warburton. "Un esempio comune è usare una rotazione delle dita per rappresentare una giravolta senza ruotare effettivamente l'intero corpo".


Per indagare su come la marcatura influenza le prestazioni, i ricercatori hanno chiesto a un gruppo di studenti di danza di talento di imparare due routine: è stato chiesto loro di praticare una routine a velocità prestazionale e di praticare l'altra con la marcatura. Attraverso molte diverse tecniche e passaggi, i ballerini venivano giudicati più altamente sulla routine che avevano praticato con la marcatura; i loro movimenti sulla routine marcata sembravano essere senza giunzioni, le loro sequenze più fluide.

 

 

Conclusione: sincronizzare cervello e cervelletto crea superfluidità

I ricercatori concludono che la pratica a velocità prestazionale non permette ai ballerini di memorizzare e consolidare i passi come una sequenza, ostacolando così le loro prestazioni. Questo tipo di visualizzazione e marcatura potrebbe essere usato per massimizzare le prestazioni in molti campi e aree della vita.


"Riducendo le richieste di controllo complesso del corpo, la marcatura può ridurre il carico cognitivo multistrato utilizzato quando si apprende la coreografia", spiega Warburton. "La marcatura potrebbe essere utilizzata strategicamente da insegnanti e coreografi per migliorare la memoria e l'integrazione di molteplici aspetti di un brano proprio in quei momenti in cui i ballerini lavorano per padroneggiare il materiale più esigente".


Non è chiaro se questi miglioramenti delle prestazioni possano essere visti per altri tipi di danza, avverte Warburton, ma è possibile che quest'area di ricerca possa estendersi ad altri tipi di attività, forse persino all'acquisizione del linguaggio. Ha detto:

"Anche sistemi di movimento su scala più piccola con costi energetici bassi come il parlato, la lingua dei segni e i gesti possono acquisire vantaggi cognitivi, come potrebbe essere il caso nell'apprendimento del nuovo vocabolario multisillabico o nel lavorare sull'accento di qualcuno in una lingua straniera".

 

 

 


Fonte: Christopher Bergland in Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...