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Esperienze e opinioni

Camminare, per ridurre il rischio di demenza

IMG 0899 280x373Tutti sanno che camminare è un buon esercizio, adesso impariamo che ha anche un altro vantaggio: una passeggiata di 20 minuti al giorno può ridurre anche il rischio di demenza del 40 per cento, secondo quanto dimostrano gli studi.


Facendo un ulteriore passo avanti in tale constatazione, i neurologi della Mayo Clinic di Jacksonville in Florida, stanno studiando se indurre a camminare i pazienti immobilizzati dalla malattia può aiutare anche ad evitare il declino mentale.


Il Dr. Jay Van Gerpen, neurologo specializzato nell'andatura, sta reclutando pazienti di Parkinson per uno studio, per aiutarli a rimanere in piedi ed a mantenere la salute del cervello. "Il cammino è una finestra sul cervello", ha detto Van Gerpen. Il cammino regolare aiuta non solo preservare la funzione del cervello nelle persone sane, ma protegge anche da ulteriori danni causati da demenza, Alzheimer e malattie come il Parkinson, una malattia degenerativa che provoca tremori, deficit motori e declino cognitivo.


Quando l'andatura di qualcuno cambia (ad esempio i passi si accorciano o rallenta il ritmo), spesso ciò indica danni al cervello. Perciò i problemi di deambulazione sono comuni nei pazienti con demenza e Parkinson, perché queste condizioni causano la morte delle cellule cerebrali. Camminare non solo rallenta la progressione, ma aiuta le cellule del cervello a recuperare formando nuove connessioni, ha detto Van Gerpen.


Egli ha inventato un dispositivo laser diversi anni fa che aiuta i malati di Parkinson a camminare meglio. Il dispositivo è attaccato ai camminatori o al bastoncino e spara un raggio laser rosso di fronte alla persona che cammina. I segnali visivi possono aiutare i malati di Parkinson a camminare senza bloccarsi. Quando i pazienti si concentrano per camminare sulla linea di luce, accedono alla parte visiva del cervello, che bypassa la zona di guida motoria che non funziona, ha detto Van Gerpen.


Il dispositivo ha cambiato le cose per Wayne Puckett di Clermont in California. Quattro anni fa, il 48-enne ha iniziato ad avere tremori, seguiti da difficoltà di deambulazione e problemi di memoria. Puckett ha detto che il blocco dell'andatura era il problema più grande. "Semplicemente mi fermavo, soprattutto sulle porte", ha detto. L'ex impiegato era in grado di ricordare gli indirizzi stradali di due intere zone postali, ma questa capacità era svanita. Nel marzo del 2010, si è recato alla Mayo Clinic di Jacksonville, dove il dottor Van Gerpen gli ha diagnosticato una forma di Parkinson e gli ha dato un Mobilaser da attaccare al deambulatore.


La prima volta che Puckett ha usato il Mobilaser, che ora è distribuito in tutto il mondo e costa $ 400 [circa 300€], non poteva credere alla differenza. "Stavo camminando quasi normalmente. Ero stupito. E lo sono ancora". L'ha aiutato anche in altri modi. "Quando non ero in grado di muovermi così tanto, notavo che il mio cervello andava molto peggio", ha detto Puckett. "Con il laser posso muovermi, andare in giro, e sono sicuramente in grado di concentrarmi meglio".


In uno studio del 2012, il team di Van Gerpen ha studiato un piccolo gruppo di pazienti di Parkinson che avevano difficoltà a camminare. Usando il laser, hanno tagliato a metà sia il tempo dei tragitti, sia il numero di volte che si fermavano, ha detto Van Gerpen. Il nuovo studio ha lo scopo di dimostrare che il laser aiuta i pazienti a camminare ogni giorno, per mesi ed anni.


"Far sì che questi pazienti camminino è estremamente utile perché aiuta il flusso sanguigno del cervello e riduce il declino mentale e muscolare", ha detto il dottor Nizam Razack, neurochirurgo del Florida Hospital Celebration Health che esegue interventi chirurgici al cervello di pazienti di Parkinson per contribuire a migliorare la loro disabilità motoria.


Ma al di là di aiutare le persone con il Parkinson, una passeggiata quotidiana ha conseguenze più vaste per gli americani che stanno sviluppando la demenza ad un tasso da epidemia, ha detto Van Gerpen. La demenza è in aumento non solo perché gli americani vivono più a lungo, ma perché hanno così tante malattie vascolari. "La demenza è legata all'obesità, all'ipertensione e al diabete", ha detto. Tutte condizioni che alterano il flusso di sangue al cervello. Quando si blocca il flusso di sangue di un grande vaso sanguigno al cervello, una persona ha un ictus", ha detto Van Gerpen. "Quando si bloccano i piccoli vasi, anche il tessuto cerebrale muore. Solo che non si nota in quel momento". Camminando si riduce il rischio di danneggiamento dei piccoli vasi. Ciò ritarda l'insorgenza della demenza e aiuta a proteggere le funzioni rimaste.


Il dispositivo ha anche aiutato Kenneth Sikora di The Villages, a mettere un piede davanti all'altro di nuovo. Sikora, di 66 anni, vive con il Parkinson da più di 20 anni. Stava usando un deambulatore per andare in giro, "ma non andava molto lontano", ha detto la moglie, Kathryn Sikora, che parla per suo marito che ha difficoltà a parlare. "Ora sta in piedi e si muove per diverse ore al giorno, rispetto al niente di prima", ha detto la moglie. Puckett stima di camminare almeno tre volte di più, a velocità doppia o tripla rispetto a prima di avere il laser. Lui e sua moglie ora vanno nei parchi tematici e in luoghi come Downtown Disney, cosa impossibile prima. "Non riesco a credere che una cosa così semplice possa creare un tale impatto", ha detto. "Tutto ciò che ti fa alzare e uscire vale la pena".


I ricercatori dell'Università di Pittsburgh hanno scoperto che i camminatori hanno un aumento della dimensione dell'ippocampo (la regione del cervello che controlla i nuovi ricordi) del 2 per cento dopo un anno di camminate per 40 minuti, tre volte alla settimana. I ricercatori hanno diviso 120 anziani, di 66 anni in media, che non avevano la demenza, in due gruppi: un gruppo di stretching e uno di camminatori.

Il gruppo che camminava ha avuto un aumento dell'ippocampo, mentre il gruppo di stretching non ha mostrato alcun cambiamento, secondo lo studio del 2010, pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences. Normalmente, quella zona del cervello si riduce di circa l'1/2 per cento all'anno negli adulti, ha detto Van Gerpen, aumentando il rischio di sviluppare l'Alzheimer.

 

 

 

 

 


Pubblicato da Marni Jameson/Orlando Sentinel in Canada.com (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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