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Esperienze e opinioni

US: Politica estera ai tempi dell'Alzheimer

Quando si parla con funzionari cinesi ultimamente, non passa molto prima che esprimano preoccupazione per il "riequilibrio" delle forze Americane, la prospettiva che gli USA debbano spostare più truppe dal Medio Oriente, dove stanno contenendo l'instabilità, in Asia, dove avrebbero contenere la Cina.

La mia risposta standard è che la Cina si preoccupa della cosa sbagliata.


Non è che sposteremo i nostri Marines dal Medio Oriente all'Asia, è che li dovremo spostare dal Medio Oriente a San Diego, perché non possiamo più permetterci di essere il poliziotto del mondo, e la Cina deve riempire una parte del vuoto. Buona fortuna, mondo! E' stato divertente stare insieme a te, ma non possiamo più pagarlo, non con tutti noi figli del baby boom che stiamo andando in pensione senza risparmi. Abbiamo una nuova dottrina strategica in arrivo: "La politica estera degli USA nell'era dell'Alzheimer". Faremo quello che possiamo permetterci e dimenticate il resto.


Perché dico questo? In parte è perché ho passato tempo questa settimana con lo staff di Washington delle Federazioni Ebraiche del Nord America (JFNA), che rappresenta le 155 federazioni della comunità ebraica in tutta l'America. Possono sembrare un interlocutore improbabile per un commentatore di affari esteri, ma non lo sono. Come le loro controparti (Catholic Charities e Lutheran Services), queste federazioni ebraiche gestiscono case di cura, ospedali, programmi di assistenza agli anziani, consegna pasti, formazione lavoro, ospizi e servizi sociali della famiglia nelle città di tutta l'America. E le sfide finanziarie che tutte loro stanno affrontando oggi sono intense (con l'invecchiamento dei baby boomers) e lo è anche lo scambio che dovremo fare tra case di cura in America e scuole materne in Afghanistan. A meno che non avvenga una certa crescita economica sostenuta, sarà l'Afghanistan a perdere.


William Daroff, il direttore dell'ufficio di Washington della JFNA, inizia con questo fatto: sin dall'inizio della crisi economica del 2008, le donazioni annuali alle federazioni ebraiche sono stati costanti, mentre si è registrato un forte aumento della domanda di servizi e tagli significativi alla Medicaid e un blocco delle sovvenzioni che contribuivano a pagarli. "Abbiamo persone che cinque anni fa erano donatori per i nostri programmi, ora bussano alla porta per utilizzare questi stessi programmi", dalle persone che hanno bisogno di formazione al lavoro, a chi ha bisogno di aiuto per pagare una rata del mutuo, ha detto Daroff.


E non abbiamo ancora visto niente, spiega Barbara Bedney, il direttore delle politiche pubbliche della JFNA. "Vedremo un raddoppio del numero degli anziani - persone oltre 65 anni - entro il 2030, con l'invecchiamento dei baby boomer", ha spiegato, e uno dei gruppi a crescita più rapida sarà quello dei "vecchi-vecchi", quelli con più di 85 anni, che vivono più a lungo, ma che necessitano di cure ancora più costose. E peggio ancora quando la coorte del baby boom raggiungerà gli 80 anni. La Alzheimer's Disease Research riferisce che circa 5,4 milioni gli americani di tutte le età hanno l'Alzheimer ora, nel 2012, ed entro il 2050 oltre 15 milioni di americani potrebbero trovarsi a vivere con la malattia - la ragione principale per cui si prevede che gli ospiti delle case di cura raddoppieranno nei prossimi 30 anni.


E molti figli del baby boom, dice Steven Woolf, il principale consulente tributario della JFNA, "non sono neanche lontanamente preparati in termini di risparmi per la pensione", per i tipi di costi che andranno a sostenere dopo la cessazione dell'attività lavorativa; in un'epoca in cui vivranno più a lungo, il governo avrà meno da offrire, ognuno avrà meno figli che li assisterà e le agenzie di servizi sociali saranno sommerse da richieste.


In effetti, un sondaggio del 2011 del Employee Benefit Research Institute ha scoperto che una "percentuale considerevole di lavoratori riferiscono di non avere quasi nessun risparmio o investimento". Tra i lavoratori intervistati nella sua indagine sulla fiducia del pensionamento, "il 29 per cento dice di avere meno di $ 1.000. In totale, più della metà dei lavoratori (56 per cento) riferisce che il valore totale dei risparmi famigliari e degli investimenti, escluso il valore della loro casa principale e degli eventuali piani a beneficio definito, è meno di $ 25.000".


Ciò potrebbe pagare una degenza ospedaliera e il recupero in una casa di cura, o aiutare a gestire un solo genitore con Alzheimer. E tutto ciò prima che il prossimo presidente e il Congresso si mettano d'accordo su un piano a lungo termine di riequilibrio del bilancio che restringerà sicuramente Medicare, Medicaid e Social Security. Fortunatamente, i due terzi delle famiglie del baby boom si aspettano di ricevere un qualche tipo di eredità durante la loro vita per attutire il colpo. Inoltre, i baby boomer come generazione sono molto orientati al volontariato, e avremo bisogno di molti volontari famigliari per lavorare con gli anziani.


Infatti, dice Bedney, oggi i "caregivers informali forniscono circa l'80 per cento della cura agli anziani", consegnando i pasti caldi ai genitori o alle zie o portandoli da un posto all'altro e gestendo le loro visite mediche e i farmaci. Ma ci sono molti problemi legati a questa cura, ha aggiunto: "ore di lavoro perdute, stress elevato, declino della salute fisica". Fino ad ora, però, i caregivers familiari sono stati ampiamente ignorati dai politici, che è un errore a cui dobbiamo porre rimedio, perché "quando noi sosteniamo i caregivers familiari, permettiamo agli anziani di 'invecchiare a casa", anziché in un istituto ad alto costo", ha detto Bedney. Ma, come ogni caregiver familiare può dire, non è un picnic. "Uno dei principali fattori di rischio per l'istituzionalizzazione degli anziani è il declino della salute della persona che si sta occupando di loro", ha aggiunto Bedney. "Stai tenedo in piedi qualcuno e se lo fai male cadete entrambi".


Sommate tutte queste linee di tendenza e si può capire perché, nel prossimo decennio, dobbiamo arrivare a una più consistente crescita economica come società e, inoltre, aggiunge Daroff, avere più politica e innovazioni tecnologiche che ci permettono di offrire molta più asssitenza agli anziani, in particolare per l'invecchiamento a casa, per molti meno soldi. Ciò richiederà innovazioni come apparecchiature di diagnosi remota in ogni casa che permettano di monitorare il peso del paziente, lo zucchero nel sangue o la capacità polmonare e mandare i dati ad un ospedale, o indumenti con sensori inseriti nel tessuto che possano individuare tutti gli indicatori fisici per tutto il giorno.


Case di cura, scuole per infermieri qui o infermieri nell'Afghanistan - questo è lo scambio che dovremo fare in questo decennio, a meno che non abbiamo un vero e proprio scatto nella crescita. Mitt Romney ha fatto un grande discorso di politica estera la settimana scorsa, parlando eloquentemente di come sarebbe più attento agli interessi americani all'estero del Presidente Obama e per assicurare che questo sia un "secolo americano". Davvero? Mi piacciono i secoli americani. Ma per parafrasare un vecchio detto: una visione di politica estera senza un vero piano per finanziarla - e gestire tutti gli scambi a casa - è solo un'allucinazione.

 

 

 

 

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Pubblicato
da Thomas L. Friedman su The New York Times il 28 Luglio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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