Il liquido cerebrale può aumentare i sintomi della demenza

Riceviamo questa domanda: "La demenza della mia vicina anziana sembra peggiorare e ha iniziato ad avere problemi a camminare. Il dottore ha fatto dei test scoprendo che del fluido nel cervello è la causa di questi sintomi. Che cos'è?

Il Dr Jeff Hersh risponde: Sembra che la tua vicina abbia l'idrocefalo a pressione normale (NPH). Il cervello e il midollo spinale "galleggiano" nel liquido chiaro (liquido cerebro-spinale o liquor- CSF), che forma una imbottitura e li protegge.

Il CSF è presente negli spazi pieni di liquido del cervello (i ventricoli) e circola da lì in tutto il cervello e il midollo spinale fino a che non viene riassorbito nel sangue.

Se c'è un eccesso di produzione di liquido, minore riassorbimento di liquidi o blocco del flusso del fluido, il CSF può accumularsi nei ventricoli, allargandoli e causando pressione sul cervello.

Il NPH è una condizione causata da un blocco graduale del flusso di liquido cerebrospinale. Questo provoca un accumulo lento di liquido, che a sua volta provoca l'espansione (chiamata idrocefalo) dei ventricoli. Poiché questo processo si verifica nel corso del tempo non c'è aumento della pressione del liquido; da qui il nome di idrocefalo a pressione normale. Anche se la causa della maggior parte dei casi di NPH non è nota, alcuni casi si verificano dopo trauma cranico, ictus, emorragie o infezioni del cervello. Nel complesso, il NPH colpisce circa una persona su 5.000. Tuttavia, è molto più comune negli anziani, che ne sono colpiti fino al 3 per cento, quando superano i 65 anni. I sintomi di NPH di solito iniziano in modo impercettibile e poi gradualmente peggiorano.

Si potrebbe addebitare la demenza (spesso con sintomi di perdita di memoria, cambiamenti di comportamento e / o problemi cognitivi) all'Alzheimer o semplicemente alla "vecchiaia", quindi la diagnosi di NPH può essere ritardata. Infatti, secondo alcune stime, oltre il 10 per cento di pazienti anziani hanno sintomi di demenza che in realtà sono causati da NPH. Dal momento che l'incontinenza urinaria è comune anche negli anziani e ha molte possibili cause, anche questo può essere un sintomo trascurato del NPH. Quindi è il disturbo della deambulazione il sintomo che porta più comunemente il paziente NPH all'attenzione del medico.

Il NPH è di solito il primo sospetto sulla base dei sintomi del paziente, e viene poi confermato da un test di scansione, di solito una TAC o una risonanza magnetica, che mostra i ventricoli allargati. Per misurare la pressione del fluido viene poi fatta una puntura lombare (LP), con un ago introdotto nel liquor della spina dorsale inferiore. Quando è possibile, il trattamento del NPH è quello di creare un percorso artificiale per drenare l'eccesso di CSF, e questo di solito è fatto chirurgicamente mettendo un tubo sottile nei ventricoli, fatto passare sotto la pelle fino al basso addome (chiamato ventricolo-peritoneale o shunt VP) in modo che il fluido può scaricarsi.

Purtroppo, solo il 50 per cento dei pazienti ha un beneficio significativo da uno shunt VP. I sintomi della deambulazione sono quelli più reattivi al trattamento. Uno shunt VP è una procedura invasiva con complicanze in ben un terzo dei pazienti e fino al 7 per cento dei pazienti soffrono di complicazioni molto gravi, fino addirittura alla morte. Si pensa che un trattamento precoce del NPH aumenti la possibilità di miglioramento dei sintomi dal posizionamento dello shunt VP. In effetti, ai pazienti si possono rimuovere i liquidi in eccesso durante la puntura lombare per vedere se ci sono sintomi di miglioramento; quei pazienti che migliorano significativamente con questa procedura possono avere più probabilità di trarre beneficio da uno shunt VP.

Anche se la classica triade di demenza / incontinenza urinaria / disturbi dell'andatura può sollevare un alto sospetto di NPH, una considerazione precoce di questa condizione nei pazienti con solo alcuni di questi sintomi può permettere una diagnosi precoce, aumentando probabilmente i benefici di un intervento con il posizionamento di un VP shunt. Pertanto, per i pazienti che sviluppano demenza e/o incontinenza urinaria non si dovrebbe presumere che questi sintomi siano dovuti "solo a vecchiaia", ma dovrebbero invece essere valutati dal loro medico.

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

 


health columnists Dr. Jeff Hersh 2011 Scritto da Dr. Jeff Hersh, Ph.D., M.D., F.A.A.P., F.A.C.P., F.A.A.E.P.

Pubblicato in Milford Daily News il 19 dicembre 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare a informarti. Clicca qui a destra:

Notizie da non perdere

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.