Dobbiamo essere presenti per familiari e amici colpiti

Cosa induce spesso amici e familiari a evitare una persona cara con il morbo di Alzheimer (MA) o altra causa di demenza?


Ci sono molte idee sbagliate sul MA che portano alla paura per questa malattia e per le altre demenze. Le immagini pubbliche negative e gli stereotipi associati a queste condizioni spesso contribuiscono alla mancanza di coinvolgimento e di socializzazione con gli individui che hanno la malattia.


La triste realtà del MA e delle altre demenze è che man mano che la malattia progredisce, la famiglia e gli amici della famiglia si dileguano. Sembra che le relazioni vacillino o svaniscano nel processo lungo e in peggioramento della malattia, che può durare un decennio o più.


Forse il fenomeno degli amici e dei familiari che scompaiono può essere spiegato dalla mancanza di comprensione della malattia o, peggio, dal fatto che gli altri sono emotivamente incapaci di assistere al cambiamento che la malattia provoca nella persona cara con il disturbo debilitante.


"Non so cosa dire", o "Non so cosa fare insieme" sono risposte comuni, ad esempio, di amici e familiari ben intenzionati che gradualmente si ritirano dal rapporto con l'individuo interessato.


Anche se queste reazioni possono evocare sentimenti di rabbia e/o di delusione dai caregiver, dovrebbero essere riconosciuti come istinti di base della natura umana e come consapevolezza del grande bisogno per la società di avere informazioni sul MA o sulle altre demenze.


In effetti, i cambiamenti positivi iniziano con l'apprendimento, e familiari e amici che svaniscono possono sanare il loro disagio acquisendo più conoscenze sulla malattia e parlandone in modo aperto e sincero con il caregiver e con l'individuo malato.


I caregiver possono dare aggiornamenti sui loro cari, come sta progredendo la malattia, e cosa piace o non piace all'individuo colpito. Possono essere gli 'insegnanti' di familiari e amici, offrendo consigli per la comunicazione, sui modi per avvicinarsi, per esprimere sentimenti sui fatti, e a non essere paternalisti o sprezzanti, e come entrare sempre nella realtà dell'individuo colpito.


Ancora più importante, gli individui con MA o altra demenza sono adulti compiuti e dovrebbero essere trattati come tali. Il tutto si riduce solo ad essere presenti, che sia ascoltare parole fondamentali o tenere una mano in silenzio; ridere di storie raccontate più volte e non giudicare le azioni o i comportamenti dell'individuo colpito; ed essere quel familiare o amico che ha fatto il viaggio con quell'individuo molto prima e, si spera, molto dopo la diagnosi.


L'individuo interessato è cambiato solo dalla malattia; e nonostante il cambiamento che ci sarà nelle relazioni, la famiglia e gli amici possono superare le colline e le valli insieme e non deludere o ferire i propri cari con il loro assenteismo.


Un rapporto del 2012 di Alzheimer's Disease International (ADI) diceva che tre quarti di coloro che hanno il MA e altre demenze e due terzi dei caregiver avevano dichiarato che gli altri percepiscono negativamente chi ha il MA o un'altra demenza.


Questo stigma per la malattia e i suoi effetti per la perdita di relazioni saranno ridotti solo attraverso l'istruzione e la consapevolezza, e di più, coinvolgendo la famiglia e gli amici nel viaggio della malattia, esprimendo le realtà della malattia e facendosi promotori con la politica pubblica e per il finanziamento della ricerca.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)