Associazione Alzheimer ONLUS logo

Voci della malattia

L'eredità di una persona non può essere definita da una sola giocata

bill buckner

Tutti noi abbiamo cose che pesano sulle nostre gambe per tutta la vita. E tristemente, alcuni di noi sono giudicati su queste per il resto della vita, ma pochi lo sono più dell'icona di baseball Bill Buckner, che è morto di recente dopo un breve periodo di demenza da Corpi di Lewy.


Mentre molti ricordano Buckner per il dribbling subito da Mookie Wilson sulla prima linea di base allo Shea Stadium che è passato tra le gambe zoppicanti di Buckner per chiudere il 6° Game delle World Series del 1986 contro i New York Mets, Buckner ha messo in campo una vita come All-Star.


Ray Knight ha segnato il punto vincente dalla seconda base, e due notti dopo, i Mets hanno vinto le World Series. La 'Curse of the Bambino' ('maledizione, sventura del Bambino') è durata altri 18 anni. In 22 anni di carriera nel campionato con 5 club, tra cui i Los Angeles Dodgers e i Chicago Cubs, Buckner ha avuto 2.717 hit, 1.208 batture vincenti, 1.077 punti segnati, 174 tiri in casa, un titolo di battuta e diverse apparizioni All-Star, ed è finito tra i primi 15 nella classifica Most Valuable Player (MVP) per tre anni consecutivi.


Eppure, noi di Fenway [ndt: stadio del baseball di Boston] eravamo crudeli. Si è detto che se vuoi la redenzione nella vita, devi essere pronto a darla. Ma i fan dei Sox e altri erano lenti a perdonare e Buckner e la sua famiglia hanno lasciato il Massachusetts per l'Idaho. Buckner ha rifiutato di tornare a Fenway nel 2006 per una celebrazione del ventesimo anniversario della squadra nata nel 1986.


Due anni dopo, però, è tornato a Boston per fare il primo lancio al padrone di casa con un fragoroso applauso che è durato molto più a lungo di quanto non basti a una palla da baseball per raggiungere la prima base. Redenzione e, finalmente, cerchio completo.


Come ha detto Buckner alla ESPN nel 2006, "Mi stupisce. Non lo capisco proprio. Sono giunto alla conclusione che può durare a lungo, quindi provo a guardarlo in modo positivo".


E lo ha fatto. "Bill ha combattuto con coraggio e grinta in tutte le cose che ha fatto nella vita", ha detto la famiglia di Buckner in una dichiarazione alla sua morte. "Il nostro cuore è spezzato, ma siamo in pace sapendo che è tra le braccia del suo Signore e Salvatore Gesù Cristo". Amen.


"Bill è stato un grande, grande giocatore di baseball, la cui eredità non deve essere definita da una sola giocata", ha detto Mookie Wilson in una dichiarazione.


Bobby Valentine, ex compagno di squadra nei Dodger di Buckner ed ex manager dei Mets, ha twittato che Buckner "meritava di meglio". Valentine sa cosa dice. È stato genero della leggenda del Dodger di Brooklyn, Ralph Branca, che in uno spareggio della National League del 1951 contro i Brooklyn Dodgers ha servito una storica corsa di andata e ritorno a Bobby Thompson, il giocatore più lontano dei Giants: "Il tiro sentito in tutto il mondo", come lo hanno soprannominato i media. Branca, che ha giocato 12 stagioni nelle major ed è stato vincitore di 20 partite e tre volte All-Star, è stato perseguitato dal lancio.


Ho avuto il privilegio di crescere con i Branca nella contea di Westchester, a New York, e col tempo sono diventato il ricevitore di campo di Branca dopo il suo ritiro. Una volta mi disse, come ho notato nel mio libro On Pluto: Inside the Mind of Alzheimer's, che dopo il lancio schiacciante di Thompson nel 1951, ha avuto conforto da padre Pat Rowley, un prete della Fordham University, cugino dell'allora fidanzata di Branca, Ann.


"Perché io?" chiese Ralph a Rowley. "Perché io?". "Dio ti ha scelto perché sapeva che la tua fede era abbastanza forte da sopportare questa croce", rispose Rowley.


Come Branca, anche Buckner ha portato il suo fardello con grazia. Quella giocata è fissata nella mia memoria di lungo termine. Ero seduto da solo, giovane, nell'oscurità, luci spente, sul divano nella nostra stanza di famiglia, vicino a una stufa a legna tremolante, con la maledizione di Ruth che stava vincendo.


Mia moglie, Mary Catherine, era annidata nella camera da letto al primo piano con la nostra figlia neonata, Colleen. Quando la guardia ha attraversato le gambe di Buckner e Knight ha segnato per terminare la partita, ho urlato le peggiori imprecazioni che hanno scosso la casa e svegliato mia moglie e mia figlia.


"Che diavolo è appena successo?" ha chiesto Mary Catherine, correndo verso la stanza di famiglia. "La palla (imprecazione) ha appena superato le gambe di Buckner; i Sox hanno perso!" dissi in tono non molto gentile. Mia moglie, cresciuta a Phoenix e profondamente affaticata dalla mancanza di sonno con un neonato, rispose: "È solo un gioco! È solo un gioco ...".


Fu un'inflessione di cui in seguito si dolse, quando diventò col tempo una fan dei Red Sox. Eppure in quel momento era così vero: era solo un gioco.  Allora non lo comprendevo; i Red Sox Nation non centravano, ma Buckner col tempo si è messo il cuore in pace alla rivelazione di questo: è solo un gioco. Mi rendo conto di ciò ora, nel mio viaggio con la demenza.


Buckner ha avuto inning maggiori più avanti nella sua vita: la demenza da Corpi di Lewy. Come sanno bene sua moglie Jody e i suoi figli, Brittany, Christen e Bobby, Buckner non si è mai tirato indietro, combattendo i demoni della demenza fino alla fine, con grande fede e coraggio, al di fuori dei confini di Fenway. Noi ne sapevamo poco.


Demenza da Corpi di Lewy è una parola nebulosa, incompresa, come lo stesso Buckner. Demenza è il termine generico che indica il declino cognitivo. Demenza da Corpi di Lewy è la seconda forma più comune di demenza progressiva, dopo l'Alzheimer.


Gli esperti dicono che dei depositi proteici, chiamati corpi di Lewy, si sviluppano nelle cellule nervose del cervello e innescano un declino costante delle capacità cognitive, portando a un fallimento del sistema nervoso, allucinazioni visive, squilibrio, deficit di sonno, incontinenza, depressione e simili, una terribile miscela di sintomi di Alzheimer e Parkinson.


La demenza non è una parte normale dell'invecchiamento. Circa 50 milioni di persone in tutto il mondo hanno oggi la demenza e la malattia è in aumento. Più di 150 milioni di persone in tutto il mondo dovrebbero avere una qualche forma di demenza entro il 2050.


I numeri sono più sconcertanti vicino a casa quando visti solo attraverso la lente dell'Alzheimer. Secondo l'organizzazione di advocacy USAgainst Alzheimer, un nuovo studio classifica l'Alzheimer e le altre forme di demenza come la terza causa di morte dopo le malattie cardiache e il cancro e l'unica causa di morte tra le prime dieci negli Stati Uniti senza alcuna cura conosciuta.


La demenza è anche la malattia più costosa della nazione. Il totale dei pagamenti annuali extra per assistenza sanitaria, a lungo termine e ospedaliera per i pazienti di Alzheimer e altre forme di demenza negli Stati Uniti era di circa $ 260 miliardi nel 2017, e si prevede che aumenterà a $ 1,1 trilioni entro il 2050 se non ci sarà una cura.


George Vradenburg, fondatore di USAgainstAlzheimer, membro del World Dementia Council, che ha ricoperto posizioni dirigenziali e legali presso CBS, FOX e AOL / Time Warner, definisce la demenza "una malattia epica".


"Ci farà affondare. Questa malattia ci abbatterà. Penso che non ci sia dubbio che l'Alzheimer sarà realmente la voragine finanziaria del 21° secolo", ha detto in un'intervista. "Ma questa è una battaglia che, credo, vinceremo, perché perderemo così tanti lungo la strada".


Ne abbiamo perso uno eccezionale in Bill Buckner, la cui eredità, fede e riflettori puntati sulla demenza supera di gran lunga un pigro e debole battitore.

 

 

 


Fonte: Greg O'Brien in Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...