Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Ricerche

Flusso di sangue nel cervello e Alzheimer: quale è la relazione?

cerebral blood flow

Una ricerca recente ha rivelato che pazienti e modelli animali di morbo di Alzheimer (MA) mostrano perturbazioni significative nel flusso di sangue al cervello sin dalla fase iniziale. Con questo articolo metteremo in evidenza l'importanza per la salute del flusso di sangue al cervello e come il MA è contrassegnato da gravi carenze.


Dato che molti approcci terapeutici tradizionali hanno fallito in passato, forse le terapie legate al flusso di sangue al cervello possono aprire la strada a trattamenti più efficaci in futuro.

 

Flusso di sangue al cervello

Il cervello rappresenta solo il 2% del peso corporeo totale, ma riceve dal cuore il 20% di tutto il sangue nel corpo, ogni minuto. Le cellule cerebrali (neuroni) richiedono grandi quantità di energia per funzionare correttamente, e per soddisfare le esigenze metaboliche neuronali richieste dalla sua attività, il cervello ha un sistema complesso chiamato 'accoppiamento neurovascolare' (neurovascular coupling).


L'accoppiamento neurovascolare assicura che le regioni cerebrali attive ricevano un apporto di sangue proporzionale, aumentando il flusso sanguigno cerebrale (CBF) locale. L' accoppiamento neurovascolare è facilitato da vari tipi di cellule nel cervello che comprendono neuroni, astrociti, periciti, cellule endoteliali, cellule muscolari lisce, interneuroni e altri.


La segnalazione tra i neuroni e queste cellule porta infine ad un aumento del CBF, sia a livello capillare che a livello superficiale arterioso. Danni a specifici tipi di cellule o vie di segnalazione potrebbero essere la causa del declino neurovascolare nell'invecchiamento e nella demenza.

 

Il flusso sanguigno cerebrale nel MA

Una disfunzione cerebrovascolare è implicata nello sviluppo e nell'insorgenza della demenza, compresi il MA e la demenza vascolare. I maggiori fattori di rischio che possono compromettere la funzione vascolare nel MA includono l'aterosclerosi (indurimento e restringimento delle arterie), l'ipertensione (pressione alta), il diabete e l'obesità.


Questi fattori di rischio sono gli stessi dello sviluppo di malattie cardiovascolari e di quelle cerebrovascolari, compreso l'ictus. Molte di queste malattie hanno meccanismi simili, come stress ossidativo e infiammazione. In aggiunta ai fattori di rischio vascolare per lo sviluppo del MA, sappiamo che il CBF può essere ridotto fino al 25%, se non di più, nei pazienti con MA, e questo lo chiamiamo 'ipoperfusione cronica' (flusso di sangue ridotto a lungo termine).


I meccanismi alla base di questo sono ancora in gran parte ignoti, anche se il deterioramento dell'accoppiamento neurovascolare, nonché la costrizione prolungata e la densità dei vasi sanguigni cerebrali potrebbero essere importanti.


L'ipoperfusione cronica nel tempo può portare a un apporto ridotto di ossigeno al tessuto cerebrale, inducendo stress e morte dei neuroni. Questo va in parallelo con il declino neurodegenerativo del numero di neuroni nella corteccia, avviato dalle placche di amiloide-beta e dai grovigli tau.


Inoltre, si possono formare depositi di amiloide-beta intorno ai vasi sanguigni nel cervello, condizione chiamata 'angiopatia cerebrale amiloide' (CAA), anch'essa in grado di influenzare la reattività dei capillari (capacità di dilatarsi) e di causare la vasocostrizione (vasi sanguigni ristretti).


Inoltre, come il cervello si sbarazza dell'amiloide-beta dai percorsi di eliminazione che operano con flusso integro di sangue, le alterazioni del flusso sanguigno possono portare a una eliminazione ridotta dell'amiloide-beta, che di conseguenza si accumula nel cervello, aggravando ulteriormente la condizione.

 

Studi animali sul CBF nel MA: potenziali terapie per il futuro?

La maggior parte della nostra conoscenza e comprensione del meccanismo alla base del MA e della sua progressione è arrivata da vari studi su animali con l'uso preponderante di topi-modello della condizione umana.


Ad esempio, esseri umani e topi che ospitano l'allele APOE4 (un noto fattore di rischio genetico per il MA), mostrano la rottura della barriera emato-encefalica (BBB, blood-brain-barrier), fatto attribuito alla degenerazione di un particolare tipo di cellule cerebrali chiamate periciti. I malati di MA e i topi modello hanno fino al 50% di periciti in meno, che corrisponde alla perdita di circa 350 mm/mm3 di lunghezza capillare.


Uno studio recente, condotto dal laboratorio di Chris Schaffer, pubblicato su Nature Neuroscience (2019), ha trovato un nuovo meccanismo con cui le cellule del sangue che si attaccano ai vasi sanguigni del cervello portano ad una riduzione del CBF e deteriorano la memoria in un topo modello.


Sono stati studiati anche un topo-modello doppio transgenico, che ospita mutazioni nella proteina precursore dell'amiloide (APP) e nella presenilina-1 (PSEN1), e un altro modello più grave che ospita 5 differenti mutazioni su APP & PSEN1. Le mutazioni all'interno dei topi transgenici sono basate su mutazioni familiari umane che causano il MA. Come tali, questi modelli sono usati per comprendere meglio il MA umano con mutazioni genomiche umane.


In primo luogo, i ricercatori hanno valutato la funzione e la struttura dei capillari del cervello, scoprendo che il topo doppio transgenico (APP / PS1) aveva una frazione molto più elevata di capillari con flusso ematico in stallo, pur senza ostruzioni nelle arteriole.


Il flusso di sangue bloccato in questi capillari non si correlava con l'amiloide-beta / CAA, ma quando l'hanno etichettato per altri tipi di cellule del corpo, hanno trovato che le aree di flusso di sangue in stallo erano caratterizzate dalla presenza di leucociti (globuli bianchi) attaccati a quei vasi sanguigni. Al basale, il CBF medio in questi topi era del 17% inferiore rispetto ai controlli sani.


I ricercatori hanno scoperto che iniettando anticorpi contro questi leucociti (α-Ly6G) si riduce il numero di capillari in stallo entro 10-15 minuti e aumentando il flusso, piuttosto che il diametro dei vasi, in questi topi il CBF aumenta di circa il 13%  (indipendentemente da  qualsiasi potenziale CAA).


Questo anticorpo ha portato all'estinzione quasi totale di leucociti attaccati ai capillari cerebrali. Quando i topi sono stati sottoposti a test cognitivi della memoria dopo l'iniezione di α-Ly6G, si sono palesati miglioramenti nei compiti di riconoscimento dell'oggetto (memoria di lavoro), ma nessun cambiamento nella depressione o nella funzione motoria.


Infine, l'iniezione α-Ly6G ha portato anche a una riduzione della concentrazione di piccoli frammenti di amiloide-beta nel cervello, migliorando il processo di eliminazione per merito del maggiore CBF; tuttavia, le placche stesse sono rimaste invariate.


Questo studio dimostra non solo un nuovo meccanismo di riduzione del flusso sanguigno nel cervello a causa di MA provocato dall'attaccamento di leucociti ai capillari, ma anche che, bloccando il loro attaccamento ai vasi usando anticorpi, si può limitare la riduzione/stallo del flusso di sangue, inducendo miglioramenti nella funzione cognitiva.


Il maggior attaccamento dei leucociti ai vasi può essere dovuto alla maggiore neuroinflammazione che porta un aumento dei recettori sui vasi sanguigni. Come tale, questo studio mette in evidenza una nuova strategia terapeutica.


In sintesi, il deterioramento del flusso sanguigno cerebrale (CBF), nonché il danno della regolazione del CBF nel cervello (accoppiamento neurovascolare), stanno diventando sempre più evidenti come meccanismi dello sviluppo e della progressione del MA.


Una ricerca recente su studi sia umani che animali ha rivelato diversi meccanismi che potrebbero essere alla base di questa disfunzione del flusso sanguigno nella demenza, compreso uno studio recente che ha rivelato che l'adesione delle cellule bianche del sangue ai vasi capillari del cervello causa un calo del CBF.


Questi studi hanno anche rivelato nuovi bersagli terapeutici per il potenziale trattamento della demenza. Mentre mostrano risultati promettenti nei topi, è necessaria molta più ricerca in forma di studi clinici nei pazienti umani, prima di poter assumere il successo di tali strategie.

 

 

 


Fonte: Osman Shabir MSc / dott. Jennifer Logan MD/MPH in News Medical (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  • Shabir et al, 2018. Neurovascular dysfunction in vascular dementia, Alzheimer’s and atherosclerosis. BMC Neurosci. 19: 62. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/.../
  • Cruz Hernandez et al, 2019. Neutrophil adhesion in brain capillaries reduces cortical blood flow and impairs memory function in Alzheimer’s disease mouse models. Nature Neuroscience. 22:413–420. Nature

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Tutti gli articoli da non perdere