Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Ricerche

Sta per arrivare un test innovativo per rilevare Alzheimer e Parkinson

Ronald Zuckermann and Michael ConnollyRonald Zuckermann (sinistra) e Michael Connolly con un modello di proteina disposto a foglietto beta (Foto: Marilyn Sargent)

Al momento non ci sono trattamenti efficaci per le malattie da prioni, una famiglia di malattie neurodegenerative fatali causate dall'accumulo di copie mal ripiegate di una proteina naturale. Ma ora, c'è finalmente un modo efficace per rilevarle.


Come riferito nella rivista PLoS ONE, un team di scienziati che lavorano da quasi 20 anni alla rilevazione dei prioni hanno dimostrato che il loro approccio unico, basato su molecola sintetica, è in grado di isolare le proteine ​​prioniche nei fluidi corporei campionati da animali infetti.


Questa scoperta, che conferma che il loro test è l'unico metodo di test pubblicato capace di rilevare in modo rapido e non invasivo i prioni nei soggetti viventi, è una pietra miliare importante nell'evoluzione di una tecnologia biomedica con applicazioni di ampio respiro.


Ronald Zuckermann, pioniere del peptoidi, membro fondatore del team di ricerca e scienziato senior della Molecular Foundry del Lawrence Berkeley National Laboratory, ha detto:

“Le nostre perle peptoidi hanno la capacità di rilevare le proteine ​​mal ripiegate che sono agenti infettivi, così da avere un impatto significativo nel campo delle malattie da prioni; ma abbiamo anche dimostrato che può cercare le grandi proteine ​​aggregate che sono agenti di malattia nell'Alzheimer e nel Parkinson, tra le altre.

“Le malattie da prioni sono rare, ma ci sono molte malattie provocate da proteine ​​mal ripiegate, che colpiscono milioni di persone, e che sono anche molto poco conosciute. E come per le malattie da prioni, abbiamo bisogno di un modo per diagnosticare queste condizioni a lenta insorgenza negli anni prima che si presentino i sintomi”.


I peptoidi sono composti artificiali fatti per imitare i peptidi, le brevi catene di amminoacidi che sono gli elementi costitutivi della proteina. Le perle del team sono piccoli magneti rivestiti di peptoidi che imitano una parte della proteina prionica. Quando sono aggiunti ad un campione liquido, le unità di perle peptoidi si attaccano agli aggregati di proteine prioniche mal ripiegate, ma non toccano le proteine ​​normali.


“È come il Velcro”, ha detto il co-autore Michael Connolly, ingegnere scientifico senior del gruppo di nanostrutture biologiche della Molecular Foundry. “La proteina misfolded [mal ripiegata] aggregata ha più ganci - siti multipli di legame - che si attaccano alla perla, che è come il foglio complementare. Ma la proteina naturale correttamente ripiegata ha un solo gancio, quindi la sua affinità di legame è molto minore“.


Una volta legate, le proteine ​​mal ripiegate sono tirate fuori magneticamente dal liquido, e passano attraverso un test chiamato 'saggio per proteina malripiegata' (MPA, misfolded protein assay), che è stato sviluppato da scienziati della Novartis e dall'autore senior Adriano Aguzzi, neuropatologo ed esperto rinomato di malattie da prioni.


Il primo autore Simone Hornemann, ricercatore senior del gruppo di Aguzzi all'Istituto di Neuropatologia dell'Ospedale universitario di Zurigo, ha detto:

“Oltre a rilevare potenzialmente i vettori della malattia asintomatica, le perle-peptoidi MPA potrebbero essere ottimizzate per esaminare il sangue e i suoi prodotti in modo economico e veloce, una capacità che sarà molto importante per evitare la trasmissione accidentale in caso di una nuova epidemia di malattie da prioni“ .

“Questo test potrebbe anche essere modificato per testare cervi e alci per la 'malattia del dimagrimento cronico' (CWD), una malattia da prioni che è considerata un'epidemia globale in questi animali”.

 

 

Lo strano mondo dei prioni

Chiamate formalmente 'encefalopatie spongiformi trasmissibili' (TSE, transmissible spongiform encephalopathies), le malattie da prioni sono presenti in molte specie di mammiferi. Esse di solito insorgono quando, per ragioni sconosciute, le proteine ​​prioniche dell'individuo cominciano ad assumere una particolare forma malripiegata, e poi, attraverso un meccanismo molecolare misterioso, agiscono come agenti infettivi inarrestabili che inducono altre copie normali della proteina prionica ad assumere la stessa forma mal ripiegata e si attaccano insieme in gruppi.


Questi grovigli di proteine ​​si depositano in tutto il sistema nervoso, creando un modello diffuso di morte cellulare che dà al tessuto cerebrale un caratteristico aspetto spugnoso. Anche se questa forma “sporadica” è la più comune, le malattie da prioni possono sorgere anche da una mutazione genetica ereditaria della proteina prione, o dall'esposizione ad una proteina prionica malripiegata di un altro individuo, comprese quelle di una specie differente.


Ritenute un tempo stranezze mediche separate e isolate, la comunità scientifica ha cominciato collegare i punti tra le molte forme di malattie da prioni a metà del 20° secolo e, infine, ha identificato la proteina prionica sottostante nel 1985. Eppure, anche dopo questa scoperta è rimasto difficoltoso lo sviluppo di test diagnostici e di possibili trattamenti, per non parlare dello studio delle condizioni. Il più grande ostacolo è che tutti gli individui affetti hanno concentrazioni estremamente basse di proteina mal ripiegata nel sangue e negli altri fluidi, ma la forma normale della proteina è presente in abbondanza.


Poi, alla fine del 1980, un focolaio rilevante di encefalopatia spongiforme bovina (notoriamente conosciuto come 'morbo della mucca pazza') nei bovini europei e diverse centinaia di casi associati nell'uomo, hanno evidenziato quanto rapidamente possono diffondersi le malattie da prioni, dato il commercio globalizzato di prodotti biologici. Questi eventi hanno stimolato la comunità medica a dare la priorità alla ricerca di un test efficiente, producibile in grande quantità, che potesse essere usato per individuare la presenza di prioni nei pazienti viventi, nei cibi e nelle merci di origine animale.

 

 

Un approccio innovativo

Fu durante questo movimento scientifico urgente che Zuckermann, Connolly e Aguzzi hanno iniziato a collaborare.


“Negli anni '90, eravamo in una società, che ora fa parte della Novartis, che era interessata a rilevare questi tipi di malattie del sangue, e al momento questo sembrava abbastanza inverosimile“, ha detto Zuckermann. Oltre ad essere abbastanza sensibile per isolare i bassi livelli di prioni e sufficientemente specifico per non generare falsi positivi dalla proteina normale, qualsiasi legante potenziale deve essere in grado di resistere agli enzimi proteolitici degradanti che sono naturalmente in circolo nel sangue.


“Il compito diagnostico sembrava semplice perché questo è un aggregato della stessa proteina che vuole legarsi a sé stessa; così se semplicemente attacchi uno dei suoi peptidi a una perla o a un anticorpo, si dovrebbe legare automaticamente“, ha detto Zuckermann. Connolly continua a spiegare, “ma altri gruppi hanno continuato a incorrere in problemi perché tali proteine ​​leganti venivano scomposte prima che potesse essere completata un'analisi. Si sono rivolti a me e a Ron perché abbiamo dimostrato che si potrebbe produrre un analogo che non si degrada“.


Dopo che i primi esperimenti su sangue e plasma si sono dimostrati promettenti, gli autori hanno intrapreso una serie di studi per dimostrare formalmente la sua efficacia. Attraverso queste indagini, che alla fine hanno portato all'attuale studio, Zuckermann, Connolly e i loro collaboratori alla Novartis hanno dimostrato che i peptoidi si legano a vari prioni animali e ad altri aggregati proteici che causano malattie.


Mentre si stava svolgendo questa ricerca, nel 2006, Zuckermann e Connolly sono entrati in Molecular Foundry per fondare l'impianto di nanostrutture biologiche. Da allora hanno sviluppato una tecnica di sintesi automatizzata che può produrre in serie peptoidi di qualsiasi sequenza desiderata, una capacità unica offerta alla comunità scientifica attraverso il programma utente di Molecular Foundry.


“Abbiamo capito fin dall'inizio che la loro utilità va molto oltre i prioni”, ha detto Zuckermann. “Così io e Michael abbiamo creato una risorsa qui al Berkeley Lab, dove siamo in grado di progettare e produrre peptoidi per qualsiasi campo, che sia biomedicale, energia o dei nanomateriali”.


Questa ricerca è stata finanziata dalla Fondazione Novartis Research e il lavoro alla Molecular Foundry è stato supportato dal DOE Office of Science. Gli altri autori sono Petra Schwarz ed Elisabeth J. Rushing, dell'Università di Zurigo e Alice Y. Yam di Novartis Vaccines and Diagnostics.

 

 

 

 


Fonte: Aliyah Kovner in Berkeley Lab (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Simone Hornemann, Petra Schwarz, Elisabeth J. Rushing, Michael D. Connolly, Ronald N. Zuckermann, Alice Y. Yam, Adriano Aguzzi. Enhanced detection of prion infectivity from blood by preanalytical enrichment with peptoid-conjugated beads. PLOS One, 12 Sep 2019, DOI

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Tutti gli articoli da non perdere