Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Trovato il «punto di non ritorno» dello zucchero nell'Alzheimer



Trovato il «punto di non ritorno» dello zucchero nell'AlzheimerPer la prima volta è stato stabilito un legame molecolare, un "punto di non ritorno", tra il glucosio nel sangue e l'Alzheimer, e i ricercatori hanno dimostrato che l'eccesso di glucosio danneggia un enzima essenziale coinvolto nella risposta infiammatoria alle prime fasi del morbo.


Sappiamo che i livelli anormalmente alti di zucchero nel sangue (iperglicemia) sono una caratteristica del diabete e dell'obesità, ma il suo legame con l'Alzheimer è meno familiare.


I pazienti diabetici hanno un rischio più alto di sviluppare l'Alzheimer rispetto agli individui sani. Nella malattia, delle proteine ​​anomale si aggregano per formare placche e grovigli nel cervello che progressivamente lo danneggiano e portano a un grave declino cognitivo.


Gli scienziati sapevano già che il glucosio e i suoi prodotti di scomposizione possono danneggiare le proteine ​​nelle cellule tramite una reazione chiamata glicazione, ma il legame molecolare specifico tra il glucosio e l'Alzheimer non era ancora chiaro. Ora, scienziati dell'Università di Bath, lavorando con i colleghi del King College di Londra, hanno svelato quel collegamento.


Studiando campioni di cervello di persone con e senza Alzheimer, con una tecnica sensibile per rilevare la glicazione, il team ha scoperto che nelle prime fasi dell'Alzheimer la glicazione danneggia un enzima chiamato «fattore inibitorio di migrazione dei macrofagi» (MIF), che ha un ruolo nella risposta immunitaria e nella regolamentazione dell'insulina.


Il MIF è coinvolto nella risposta delle cellule cerebrali chiamate glia all'accumulo di proteine ​​anormali nel cervello durante l'Alzheimer, e i ricercatori credono che l'inibizione e la riduzione dell'attività del MIF causata dalla glicazione potrebbe essere il 'punto di svolta' nella progressione della malattia. Sembra che, come l'Alzheimer progredisce, aumenti la glicazione di questi enzimi.


Lo studio è pubblicato sulla rivista Scientific Reports.


Il professor Jean van den Elsen, dell'Università di Bath, ha dichiarato: "Abbiamo dimostrato che questo enzima è già modificato dal glucosio nel cervello dei soggetti nelle fasi iniziali dell'Alzheimer. Ora stiamo indagando se possiamo rilevare cambiamenti simili nel sangue. Di norma il MIF fa parte della risposta immunitaria all'accumulo di proteine ​​anomale nel cervello, e pensiamo che, poiché il danno dello zucchero riduce alcune funzioni del MIF e ne inibisce completamente altre, questo potrebbe essere un punto di svolta che induce lo sviluppo dell'Alzheimer".


Il Dr Rob Williams ha aggiunto: "Conoscere questo dato sarà di vitale importanza per sviluppare una cronologia di come progredisce l'Alzheimer e speriamo che ci possa aiutare a identificare le persone a rischio di Alzheimer e portare a nuovi trattamenti o modi per prevenire la malattia".


E secondo il Dr Omar Kassaar, "sappiamo che lo zucchero in eccesso è dannoso quando si tratta di diabete e obesità, ma questo legame potenziale con l'Alzheimer è un motivo ulteriore per controllare il nostro consumo di zuccheri nella dieta".

 

 

 


Fonte: Chris Melvin in University of Bath (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Omar Kassaar, Marta Pereira Morais, Suying Xu, Emily L. Adam, Rosemary C. Chamberlain, Bryony Jenkins, Tony James, Paul T. Francis, Stephen Ward, Robert J. Williams & Jean van den Elsen. Macrophage Migration Inhibitory Factor is subjected to glucose modification and oxidation in Alzheimer’s Disease. Scientific Reports 7, Article number: 42874 (2017) doi: 10.1038/srep42874

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.