Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Ricerche

Studio prova i benefici del tracciatore satellitare per i malati di demenza

Studio prova i benefici del tracciatore satellitare per i malati di demenzaLo studio ha confermato che chi soffre di demenza può mantenere l'indipendenza, godere della libertà e continuare a svolgere attività all'aperto, nonostante la progressione della malattia. Foto: Henning Tunsli

Un nuovo studio su 200 malati di demenza in Norvegia mostra che, utilizzando dispositivi tracciatori GPS, quasi tutti sperimentano maggiore tranquillità e aumentano i livelli di attività fisica.


Nello studio si cita un anziano del reparto protetto di una casa di cura, al quale non è permesso di uscire perché si perde sempre. Egli impegna molta energia a prendere forza e scuotere la porta, e nascono continui piccoli conflitti quando il personale deve portarlo via.


Un'infermiera è intervenuta e ha deciso che, durante il suo turno, il paziente doveva essere dotato di un dispositivo GPS e lasciato uscire. L'uomo andava a fare una passeggiata, entrava in un caffè, si sedeva a guardare chi passava, e poi tornava alla struttura. Quando invece non riusciva a tornare, era facile trovarlo e riportarlo indietro.


Dopo un po', altri tre pazienti di quel reparto hanno avuto il dispositivo GPS. Le cose si sono calmate e il personale ho scoperto di avere più tempo per prendersi cura di quei pazienti che non si avventuravano fuori.

 

La documentazione è vitale

Lo studio fa parte dei progetti pubblici di innovazione, chiamati «Trygge Spor og Samspill» (tracciamento sicuro e interazione), un'iniziativa congiunta lanciata nel 2011 e condotta dalla SINTEF con un certo numero di comuni norvegesi.


Il progetto iniziale è partito in 5 comuni e con 50 malati di demenza, e nel 2015 è stato ampliato a 18 comuni. Le persone affette da demenza (o disfunzione cognitiva) che partecipano allo studio hanno usato i dispositivi per un periodo che va da tre mesi a due anni.


Lo studio, che ha coinvolto gli utenti di dispositivi, i parenti più prossimi e il personale assunto di tutti i 18 comuni, comprendeva un sondaggio e delle interviste. Tutte le forme di dati possono fornire utili informazioni di base per pianificare e usare la tecnologia GPS, nell'ambito dei servizi di assistenza sanitaria in Norvegia.


In precedenza, era difficile dimostrare i vantaggi dell'utilizzo dei dispositivi GPS, e questo è il motivo per cui la documentazione dell'esperienza riportata dai comuni è la chiave per il lavoro che si sta facendo.

 

Indipendenza e pace mentale

"Abbiamo visto molti benefici positivi", dicono Toni Øderud e Dag Ausen della SINTEF. "Lo studio ha confermato che chi soffre di demenza può mantenere l'indipendenza, godere della libertà e continuare a svolgere l'attività all'aria aperta, nonostante la progressione della malattia".


Più o meno tutti quelli che hanno risposto al sondaggio (parenti più prossimi, utenti GPS, fornitori di servizi sanitari e personale di ambulatori e case di cura) dicono che i dispositivi GPS danno una maggiore tranquillità. Il personale delle cliniche e delle case di cura sperimenta meno conflitti e spreca meno tempo e fatica per ri-orientare i pazienti e mantenere l'ordine nei reparti.


Inoltre, la tecnologia può portare a risparmi finanziari nei casi in cui i malati sono in grado di vivere più a lungo a casa o possono restare all'aperto, al contrario dei reparti chiusi e protetti delle case di cura. Solo pochi si sentono sotto sorveglianza. C'è anche il beneficio diretto di consentire ai caregiver familiari di trascorrere più tempo al lavoro.

 

A chi giova?

Durante i tre anni in cui i ricercatori SINTEF hanno raccolto dati dai Comuni, essi hanno agito come supervisori dei lavori e hanno ottenuto una ricchezza di informazioni dalla ricerca. "E' di vitale importanza identificare chi è più adatto a utilizzare i dispositivi GPS", dice Toni Øderud. "Questo tipo di tecnologia non soddisfa tutti".


I comuni stanno attualmente conducendo un sondaggio con l'obiettivo di individuare e stabilire il gruppo di utenti di GPS. Chi sono gli utenti? Dove vivono? Perché deve essere loro data la tecnologia? Come è il servizio di configurazione? Le linee guida fornite qui possono permettere di eliminare coloro che non potranno beneficiare della tecnologia.


"E' importante rendersi conto che non tutti i comuni hanno le stesse esperienze o dedicano risorse a questi temi", dice Ausen. "Per esempio, sappiamo che il comune di Drammen sta lavorando su questo problema da un certo tempo ed è diventato sempre più abile a 'farlo bene'. Quando un candidato viene identificato e registrato con la richiesta di un dispositivo GPS, il personale comunale può decidere in fretta se potrà beneficiare o meno della tecnologia. In alcuni casi, un comune è riuscito a rinviare il collocamento in una casa di cura di ben sei mesi", dice.

 

Estendere la buona vita

Non tutti gli utenti di GPS nello studio hanno ricevuto una diagnosi di demenza, ma tutti sono affetti da problemi correlati alla demenza, con disfunzioni cognitive.


"L'assistenza fornita da un dispositivo GPS non dura a lungo. Tuttavia, la sua funzione è importante per chi soffre, per tutto il tempo che lo usa", spiega Dag Ausen. "Finora nel corso dello studio il periodo medio di utilizzo è stato tra 10 e 11 mesi", dice.


Lo studio rivela che tra il 20 e il 25% dei malati che riferiscono i benefici dell'uso del GPS, ottengono anche un beneficio diretto dalla possibilità di vivere più a lungo a casa. Se il loro funzionamento si deteriora al punto da non essere più in grado di vivere a casa, possono comunque risiedere in un reparto aperto di una casa di cura.


"Per i più giovani che soffrono di demenza, l'uso di un dispositivo GPS significa che un coniuge può dedicare più tempo al lavoro e pianificare meglio la routine quotidiana", dice Øderud.


Egli cita una coppia giovane che prendeva parte allo studio in cui la moglie si è preoccupata quando il marito ha iniziato a perdersi nel viaggio verso casa. Lei voleva dotarlo di un dispositivo GPS, ma in un primo momento lui non sentiva di averne bisogno. Oggi, lei può andare a lavorare mentre suo marito trascorre le mattinate passeggiando o andando in bicicletta con il suo dispositivo GPS.


Se non torna a casa per cena, lei può scoprire dove si trova. Per quel momento egli sarà stanco ed esausto. La coppia ha avuto la tecnologia dal Comune, come misura preventiva. Questo può essere particolarmente utile per le persone giovani e in forma che vogliono mantenersi attive.

 

Routine regolari

In conclusione, non c'è dubbio che le persone affette da demenza, che sarebbero ancora in grado di uscire piuttosto che restare sedute all'interno, possono avere la stessa vita attiva di prima, e nel modo più sicuro possibile.


Lo studio fornisce la prova che è importante che i pazienti di demenza, i caregiver famigliari, e gli operatori professionali lavorino tutti insieme. Questo garantisce che la tecnologia GPS funziona correttamente, e significa che i pazienti possono essere nel posto più appropriato.


I ricercatori sottolineano che è importante stabilire una routine regolare. La maggior parte dei malati trovano utile avere il dispositivo GPS vicino alla porta, e poi appenderlo al collo o metterlo in tasca quando escono. Alcuni hanno imparato a caricare il proprio dispositivo, mentre altri si affidano ai parenti prossimi o agli infermieri che li vanno a trovare, per supervisione e assistenza.


Una stretta sorveglianza è importante per gli utenti di GPS, e varia da persona a persona, secondo chi è ritenuto più idoneo ad aiutarli tra i loro parenti più prossimi, i servizi sociali, i volontari e simili. La cosa più importante è che i ruoli siano chiaramente definiti e il servizio robusto.

 

 

 Orologio GPS

 

Nota: Gli apparecchi di tracciamento satellitari sono disponibili anche su questo sito.

 

 

 

 

 


Fonte: SINTEF via AlphaGalieleo (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Tutti gli articoli da non perdere