Ricerche

L'effetto dei pensieri depressivi sulla memoria

L'effetto dei pensieri depressivi sulla memoria«Depression» by ©2010-2015 Vamos8Volta (Fonte: deviantart.com)

Per le persone con umore depresso, le difficoltà di memoria e  di concentrazione sono spesso una realtà quotidiana, che incide notevolmente sulle prestazioni nel lavoro e nelle relazioni personali.


Anche se coloro che hanno tale disordine riferiscono che questi problemi cognitivi sono tra quelli che disturbano di più, gli studi precedenti non sono riusciti ad osservare questo fenomeno in un ambiente di laboratorio.


In uno studio pubblicato ieri online su Cognition and Emotion, i ricercatori del Center for BrainHealth dell'Università del Texas di Dallas sono i primi a dimostrare i deficit di memoria negli individui con umore depresso. I risultati potrebbero avere implicazioni per il modo in cui sono diagnosticati e trattati i deficit cognitivi nella depressione.


Nello studio gli individui con umore depresso mostrano una riduzione della memoria addirittura del 12% rispetto agli individui senza umore depresso, quando sono presenti pensieri depressivi, ma ottenugono risultati simili quando non hanno pensieri depressivi.


"I risultati suggeriscono che gli individui con e senza umore depresso di solito hanno una capacità analoga di ricordare attivamente le informazioni. Tuttavia, in presenza di pensieri depressivi, le persone con umore depresso non sono in grado di rimuovere la loro attenzione da queste informazioni, provocando un deficit nella loro memoria", ha spiegato Nicholas Hubbard, autore principale dello studio e dottorando del Center for BrainHealth sotto Bart Rypma, PhD.


"La depressione è un fenomeno di interferenza. La ruminazione* [rimuginare] e i circoli di pensieri negativi interferiscono con la capacità di pensare di una persona. La nostra ipotesi è che quando gli individui con umore depresso sono esposti a degli stimoli, come ad esempio una canzone significativa o un luogo che evoca sentimenti tristi, il cervello si fissa su questo e non può concentrarsi sulle attività quotidiane, come una conversazione telefonica o il completamento della lista della spesa", ha spiegato il dottor Rypma, presidente e professore associato della Scuola di Scienze Comportamentali e Mentali dell'Università del Texas di Dallas. "In un ambiente tradizionale di laboratorio mancano gli stimoli esterni che inducono pensieri depressivi e che interferiscono con le prestazioni cognitive. Nel nostro studio, abbiamo trovato un modo per incorporare ed osservare i loro effetti sulla memoria".


I 157 partecipanti allo studio, tutti studenti universitari, hanno completato un inventario computerizzato sulla depressione, che misura i sintomi depressivi auto-riferiti sperimentati nel corso delle due settimane precedenti. 60 partecipanti sono stati classificati con umore depresso e 97 con umore non depresso. I ricercatori hanno valutato la memoria di lavoro, che è la funzione cognitiva che permette al cervello di memorizzare le informazioni per brevi periodi di tempo in modo che altri processi cognitivi possono essere eseguiti simultaneamente.


I partecipanti con e senza umore depresso dovevano dichiarare 'Vera' o 'Falsa' una frase con due pensieri depressivi (ad esempio: "Sono triste", "Non piaccio alle persone") o con una informazione neutra (ad esempio "La maggior parte delle persone è d'accordo che Lunedi è il giorno peggiore della settimana"), e poi ricordare una serie di numeri alla fine.


Le persone con umore depresso hanno dimenticato più numeri delle persone senza umore depresso quando hanno risposto alla frase che presentava informazioni negative, ma hanno ricordato la stessa quantità di numeri quando hanno risposto alle informazioni neutre.

Può essere rilevante perché:

Lo studio stabilisce un ulteriore legame tra depressione e problemi di memoria.


Si ricorda anche che la depressione è uno dei maggiori fattori di rischio per l'Alzheimer.


"La depressione colpisce 151 milioni di persone in tutto il mondo e costa agli americani 83 miliardi di dollari all'anno. Gran parte di questi costi sono legati alla perdita di produttività e all'aumento del tasso di disabilità. Capire e diagnosticare con precisione la perdita di memoria nella depressione è di primaria importanza per sviluppare un approccio terapeutico efficace", ha spiegato Hubbard. "I nostri risultati implicano che approcci terapeutici come insegnare a riconoscere e inibire i pensieri depressivi, potrebbero essere fondamentali per trattare i deficit cognitivi nella ​​depressione".


Il gruppo di ricerca prevede di studiare, con il nuovo paradigma dello studio, gli individui che soddisfano i criteri per la diagnosi clinica di depressione. "In passato, gli studi di imaging hanno mostrato differenze cerebrali tra gli individui depressi e quelli non depressi, ma i test cognitivi non erano all'altezza", ha detto il dottor Rypma. "Ora che siamo in grado di riprodurre i deficit cognitivi in laboratorio, possiamo guardare gli studi di imaging neurale con più fiducia".

 

*****
Questo lavoro è stato finanziato da Friends of BrainHealth, da un premio Linda e Joel Robuck Distinguished New Scientist, e da uno della Diane Cash Fellowship.

 

 

 

 (*) Definizione di Rumination da Wikipedia: «Ruminare è focalizzare compulsivamente l'attenzione sui sintomi del proprio disagio, e sulle sue possibili cause e conseguenze, al contrario delle soluzioni. La ruminazione è simile alla preoccupazione, ma si concentra su cattivi sentimenti ed esperienze del passato, mentre la preoccupazione è interessata ai potenziali eventi negativi del futuro. Sia la ruminazione che la preoccupazione sono associate all'ansia e ad altri stati emotivi negativi».

 

 

 


FonteCenter for BrainHealth  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Nicholas A. Hubbard, Joanna L. Hutchison, Monroe Turner, Janelle Montroy, Ryan P. Bowles, Bart Rypma. Depressive thoughts limit working memory capacity in dysphoria. Cognition and Emotion, 2015; 1 DOI: 10.1080/02699931.2014.991694

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Potrebbe interessarti anche:

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito: