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Ricerche

Quando e quanto è importante la vitamina E

Quando e quanto è importante la vitamina E Semi e olio di girasole sono una fonte alimentare particolarmente buona di vitamina E. (Foto: Bruce Fritz, US Department of Agriculture) Tra le notizie contrastanti sul bisogno di vitamina E e quanto ne è richiesta, una nuova analisi pubblicata ieri indica che sono particolarmente critici dei livelli adeguati di questo micronutriente essenziale per i più giovani, per gli anziani e per le donne che sono o possono diventare incinte.


E' importante anche un corretto apporto di vitamina E per l'intera vita, secondo i ricercatori, ma è spesso complicato dal fatto che questo nutriente è uno dei più difficili da ottenere con la sola dieta. Si ritiene che solo una piccola frazione di americani consumino vitamina E dietetica a sufficienza, per soddisfare il fabbisogno medio stimato.


Nel frattempo, alcuni critici hanno sollevato allarmi inutili circa l'assunzione eccessiva di vitamina E, mentre in realtà non è sufficiente nella dieta della maggior parte delle persone, ha detto Maret Traber, professore nel College di Sanità Pubblica e Scienze Umane della Oregon State University, ricercatrice principale del Linus Pauling Institute ed esperta nazionale di vitamina E.


"Molte persone credono che non ci sia mai una carenza di vitamina E", ha detto la Traber. "Questo non è vero. Accade con una frequenza allarmante sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Ma alcuni dei risultati di un apporto inadeguato sono meno evidenti, come ad esempio l'impatto su cose come il sistema nervoso e lo sviluppo del cervello, o la resistenza generale alle infezioni".


Alcune delle migliori fonti alimentari di vitamina E - noci, semi, spinaci, germe di grano e olio di girasole - in genere non sono in evidenza in una dieta americana media. Uno studio ha trovato che le persone che sono molto motivate a mangiare una dieta corretta consumano vitamina E quasi a sufficienza, ma le indagini più ampie mostrano che il 90 per cento degli uomini e il 96 per cento delle donne non consumano la quantità attualmente raccomandata, 15 milligrammi al giorno per gli adulti.


In una revisione di diversi studi, pubblicati su Advances in Nutrition, la Traber ha illustrato alcune delle recenti scoperte sulla vitamina E. Tra le più importanti ci sono il senso della vitamina E durante lo sviluppo fetale e nei primi anni di vita; la correlazione tra un adeguato apporto e la demenza più tardi nella vita; e la difficoltà di valutare l'adeguatezza della vitamina E mediante misurazione solo dei livelli ematici.


I risultati includono:

  • Una quantità inadeguata di vitamina E è associata ad un aumento di infezioni, anemia, arresto della crescita e esiti scadenti durante la gravidanza, sia per il bambino che per la madre.
  • La carenza conclamata, soprattutto nei bambini, può causare disturbi neurologici, deterioramento muscolare, e anche cardiomiopatia.
  • Gli studi sugli animali sperimentali indicano che la vitamina E è di fondamentale importanza per lo sviluppo precoce del sistema nervoso negli embrioni, in parte perché protegge il funzionamento degli acidi grassi omega-3, in particolare il DHA che è importante per la salute del cervello. Gli organi più sensibili sono la testa, l'occhio e il cervello.
  • Uno studio ha dimostrato che elevate concentrazioni di vitamina E al momento della nascita sono associate ad un miglioramento della funzione cognitiva dei bambini a due anni.
  • I risultati sulle malattie che stanno aumentando nel mondo sviluppato, come la malattia non-alcolica del fegato grasso e il diabete, suggeriscono che l'obesità non riflette necessariamente un adeguato apporto di micronutrienti.
  • La quantità misurata dei livelli circolanti di vitamina E nel sangue spesso aumenta con l'età, poichè aumentano anche i livelli di lipidi, ma non dimostra una fornitura adeguata di vitamina E a tessuti e organi.
  • Gli integratori di vitamina E non sembrano prevenire l'insorgere dell'Alzheimer, ma hanno dimostrato benefici nel rallentarne la progressione.
  • Un rapporto su esseri umani anziani ha dimostrato che un modello alimentare permanente, che ha determinato livelli alti di vitamine B, C, D ed E, è associato con un cervello più grande e una funzione cognitiva superiore.
  • La vitamina E protegge gli acidi grassi critici come il DHA per tutta la vita, e uno studio ha dimostrato che le persone del quartile più alto di concentrazione di DHA hanno una riduzione del 47 per cento del rischio di sviluppare una demenza per qualsiasi causa.


"[La vitamina E] è importante per tutta la vita, ma la prova più convincente è su una finestra di 1.000 giorni che inizia al momento del concepimento", ha detto la Traber. "La vitamina E è fondamentale per lo sviluppo neurologico e cerebrale che può accadere solo durante tale periodo. Non è qualcosa che si può fare più tardi".


La Traber raccomanda un integratore per tutte le persone con almeno il fabbisogno medio stimato di vitamina E, ma è particolarmente importante per tutti i bambini fino a circa due anni; per le donne in gravidanza, in allattamento o che possono diventare incinte; e per gli anziani.


Questa ricerca è stata finanziata in parte dal National Institutes of Health.

 

 

 

 

 


Fonte:  Oregon State University  via EurekAlert (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Maret Traber. Vitamin E Inadequacy in Humans: Causes and Consequences. Advances in Nutrition, September 2014

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