Ricerche

Un livello modesto di infiammazione aiuta la cognizione, nei topi

Una modesta infiammazione aiuta la cognizione, nei topiCibi che combattono l'infiammazione (noci, avocado, spinaci, ciliege aspre, olio d'oliva, frutta&verdura arancio, ananas, curcuma/zenzero/cipolla/aglio) e quelli che la favoriscono (glutine, caseina, zafferano/girasole/soia di mais, carne lavorata, cibi fritti, carne e latticini, sciroppi e bevande analcoliche, pasti rapidi).Seppure l'infiammazione sia spesso causa di malattie del corpo, una ricerca dell' «Health Science Center» dell'Università del Texas di San Antonio indica che livelli modesti di una citochina pro-infiammatoria nel cervello sono importanti per la cognizione. Le citochine sono proteine ​​prodotte dal sistema immunitario.


Jennifer Donegan, laureanda, e David Morilak, PhD, professore di farmacologia alla Scuola di Medicina, hanno scoperto che neutralizzando la citochina interleuchina-6 nel cervello, si altera l'apprendimento inverso dei topi sia stressati che non stressati.


L'apprendimento inverso è una forma di flessibilità cognitiva che diminuisce nelle malattie psichiatriche come la depressione, la schizofrenia e il disturbo da stress post-traumatico. La flessibilità cognitiva è la capacità di cambiare pensieri e comportamenti precedentemente appresi in risposta ai cambiamenti nell'ambiente.


"Quando è partito il progetto, pensavamo che la flessibilità cognitiva fosse compromessa dall'infiammazione indotta da stress in una regione del cervello chiamata corteccia prefrontale", ha detto la Donegan. "Abbiamo deciso di bloccare l'interleuchina-6 durante lo stress, per prevenire il deficit cognitivo, e con nostra sorpresa questo ha peggiorato le cose. Questo suggerisce che in realtà può essere utile mantenere un livello minimo di questa citochina pro-infiammatoria nel cervello".


Come passo cruciale successivo, gli scienziati sono riusciti poi a risolvere il deficit cognitivo causato dallo stress ripristinando un basso livello di citochina, in particolare nella corteccia prefrontale. Entrambi gli scienziati avvertono, però, che c'è ancora molto da imparare circa il ruolo dell'interleuchina-6 nella conoscenza e nelle malattie come la depressione.


"Abbiamo replicato solo una parte di una malattia molto complessa in modo da capirne la biologia", ha detto il dottor Morilak. "Abbiamo scoperto che, in una regione del cervello, una citochina facilita la flessibilità cognitiva ed è benefica dopo lo stress cronico. Ma abbiamo inviato la citochina in quella regione particolare del cervello usando un virus, cosa che non possiamo fare nelle persone. E il suo ruolo nel processo infiammatorio può essere molto diverso da quello delle condizioni normali. C'è ancora molto lavoro da fare".


La Donegan è autrice principale ed il Dott. Morilak è l'autore senior dello studio, pubblicato questo mese sul Journal of Neuroscience. La ricerca è finanziata dal «National Institute of Mental Health» e dalla «Brain & Behavior Research Foundation».

 

 

 

 

 


FonteUniversity of Texas Health Science Center at San Antonio.

Riferimenti: J. J. Donegan, M. Girotti, M. S. Weinberg, D. A. Morilak. A Novel Role for Brain Interleukin-6: Facilitation of Cognitive Flexibility in Rat Orbitofrontal Cortex. Journal of Neuroscience, 2014; 34 (3): 953 DOI: 10.1523/JNEUROSCI.3968-13.2014

Pubblicato in uthscsa.edu  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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