Iscriviti alla newsletter

Modifica dei batteri intestinali via dieta influenza la funzione cerebrale

Bacche. (Credit: © jillchen / Fotolia)Ricercatori dell'UCLA hanno ora la prima prova che i batteri ingeriti negli alimenti possono influenzare le funzioni cerebrali degli esseri umani.

In un primo studio prova-di-principio su donne sane, hanno scoperto che le donne, che consumano regolarmente batteri benefici conosciuti come probiotici attraverso lo yogurt, dimostrano una alterazione della funzione cerebrale, sia in stato di riposo che in risposta a un compito di riconoscimento emozionale.


Lo studio, condotto da scienziati del Gail and Gerald Oppenheimer Family Center for Neurobiology of Stress e del Ahmanson-Lovelace Brain Mapping Center entrambi dell'UCLA, appare nel numero di Giugno della rivista Gastroenterology peer-review [=a controllo dei pari]. I ricercatori affermano che la scoperta che il cambio dell'ambiente batterico (o microbiota) nell'intestino può influenzare il cervello ha importanti implicazioni per la ricerca futura, aprendo la strada a interventi dietetici o farmacologici per migliorare la funzione del cervello.


"Molti hanno un contenitore di yogurt nel frigorifero, che possiamo mangiare per divertimento, per il calcio o perché pensiamo che potrebbe aiutare la nostra salute in altri modi"
, scrive la Dott.ssa Kirsten Tillisch, professore associato di medicina alla School of Medicine David Geffen dell'UCLA e autrice principale dello studio. "I nostri risultati indicano che alcuni dei contenuti dello yogurt possono realmente cambiare il modo in cui il nostro cervello risponde all'ambiente. Quando consideriamo le implicazioni di questo lavoro, i vecchi detti 'Tu sei quello che mangi' e 'sensazioni intestinali' assumono un nuovo significato".


I ricercatori sanno che il cervello invia segnali all'intestino, il motivo per cui stress ed altre emozioni possono contribuire ai sintomi gastrointestinali. Questo studio mostra quello che si sospettava, ma fino ad ora era stato dimostrato solo in studi su animali: che i segnali viaggiano pure in senso opposto. "Di volta in volta sentiamo dai pazienti che non si erano mai sentiti depressi o ansiosi fino a quando non hanno iniziato ad avere problemi con l'intestino", dice la Tillisch. "Il nostro studio mostra che la connessione intestino-cervello è una strada a doppio senso".


Il piccolo studio ha coinvolto 36 donne tra i 18 e i 55 anni. I ricercatori hanno diviso le donne in tre gruppi: un gruppo ha avuto uno yogurt specifico contenente un mix di diversi probiotici (i batteri ritenuti con un effetto positivo sull'intestino) due volte al giorno per quattro settimane, un altro gruppo ha consumato un latticino che sembrava e aveva il gusto di yogurt ma non conteneva probiotici, e un terzo gruppo non ha mangiato niente di tutto questo.


Sono state eseguite scansioni con risonanza magnetica funzionale (fMRI) prima e dopo il periodo di studio di quattro settimane, esaminando il cervello delle donne in stato di riposo e in risposta ad un compito di riconoscimento emozionale, in cui sono state mostrate una serie di immagini di persone con rabbia, o facce spaventate, da abbinare ad altri volti che mostravano le stesse emozioni. Questo compito, progettato per misurare l'impegno delle regioni cerebrali affettive e cognitive in risposta ad uno stimolo visivo, è stato scelto perché la ricerca precedente su animali aveva collegato i cambiamenti nella flora intestinale a cambiamenti nei comportamenti affettivi.


I ricercatori hanno scoperto che, rispetto alle donne che non consumavano lo yogurt probiotico, quelle che lo facevano dimostravano una diminuzione dell'attività sia nell'insula (che elabora ed integra le sensazioni interne del corpo, come quelle formate nell'intestino) che nella corteccia somatosensoriale durante il compito di reattività emozionale. Inoltre, in risposta al compito, queste donne avevano una diminuzione del coinvolgimento di una rete capillare nel cervello che comprende aree collegate a emozione, cognizione e sensorialità. Le donne negli altri due gruppi hanno mostrato una attività stabile o in aumento in questa rete.


Durante la scansione del cervello a riposo, le donne che consumavano probiotici hanno mostrato una maggiore connettività tra una regione cerebrale chiave conosciuta come grigio periacqueduttale e le aree cognitive associate della corteccia prefrontale. Le donne che non hanno mangiato alcunchè, invece, hanno mostrato una maggiore connettività del grigio periacqueduttale alle regioni collegate all'emozione e alla sensazione, mentre il gruppo che consumava il prodotto caseario non-probiotico ha mostrato risultati in mezzo.


I ricercatori sono stati sorpresi di trovare che gli effetti del cervello possono essere visti in molte aree, comprese quelle coinvolte nel processo sensoriale e non solo quelle associate all'emozione, ha detto la Tillisch. Sapere che i segnali vengono inviati dall'intestino al cervello e che possono essere modulati da un cambiamento della dieta rischia di portare ad un ampliamento della ricerca volta a trovare nuove strategie per prevenire o trattare disturbi digestivi, mentali e neurologici, ha detto il dottor Emeran Mayer, professore di medicina, fisiologia e psichiatria alla School of Medicine David Geffen alla UCLA e autore senior dello studio.


"Ci sono studi che dimostrano che ciò che mangiamo può alterare la composizione ed i prodotti della flora intestinale, e in particolare che le persone con diete a base di molti vegetali e fibre hanno una diversa composizione del microbiota (l'ambiente intestinale), rispetto alle persone con la dieta occidentale più tipica ad alto contenuto di grassi e carboidrati"
, dice Mayer. "Ora sappiamo che questo ha un effetto non solo sul metabolismo, ma che influisce anche sulla funzione del cervello".


I ricercatori dell'UCLA stanno cercando di individuare le particolari sostanze chimiche prodotte dai batteri intestinali che possono innescare i segnali al cervello. Essi prevedono inoltre di studiare se le persone con sintomi gastrointestinali come gonfiore, dolore addominale e movimenti intestinali alterati hanno miglioramenti nei sintomi digestivi correlati ai cambiamenti nella risposta del cervello. Nel frattempo, Mayer osserva che altri ricercatori stanno studiando i potenziali benefici di alcuni probiotici nello yogurt sui sintomi dell'umore come l'ansia. Ha detto che si potrebbero individuare anche altre strategie nutrizionali utili. 


Dimostrando gli effetti cerebrali dei probiotici, lo studio solleva anche la questione se dei ripetuti cicli di antibiotici possono influenzare il cervello, come qualcuno ha ipotizzato. Gli antibiotici sono ampiamente utilizzati in unità di terapia intensiva neonatale e nelle infezioni delle vie respiratorie dei bambini, e tale soppressione del normale microbiota possono avere conseguenze a lungo termine sullo sviluppo del cervello.


Infine, poichè si capisce meglio la complessità della flora intestinale e il suo effetto sul cervello, i ricercatori possono trovare modi per manipolare il contenuto intestinale per trattare condizioni di dolore cronico o di altre malattie legate al cervello, tra cui, potenzialmente, Parkinson, Alzheimer ed autismo. Le risposte saranno più facili da trovare in un prossimo futuro, in quanto il costo calante della profilazione microbiota di una persona rende tali test di routine, ha detto Mayer.


Lo studio è stato finanziato dalla Danone Research. Mayer è stato nel comitato consultivo scientifico della società
. Tre degli autori dello studio (Denis Guyonnet, Sophie Legrain-Raspaud e Beatrice Trotin) sono impiegati dalla Danone Research e sono stati coinvolti nella pianificazione e nell'esecuzione dello studio (che fornisce i prodotti) ma non hanno avuto alcun ruolo nell'analisi e interpretazione dei risultati.

 

 

 

 

 


Fonte: University of California, Los Angeles (UCLA), Health Sciences, via Newswise.

Riferimento: Kirsten Tillisch, Jennifer Labus, Lisa Kilpatrick, Zhiguo Jiang, Jean Stains, Bahar Ebrat, Denis Guyonnet, Sophie Legrain-Raspaud, Beatrice Trotin, Bruce Naliboff, Emeran A. Mayer. Consumption of Fermented Milk Product with Probiotic Modulates Brain Activity. Gastroenterology, 2013; DOI: 10.1053/j.gastro.2013.02.043

Pubblicato in Science Daily il 28 Maggio 2013 (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Perché avere troppi hobby non è una brutta cosa

27.10.2023

Alcune persone vengono in terapia sentendosi sopraffatti e incerti sulla loro tendenza a...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

La demenza ci fa vivere con emozioni agrodolci

23.05.2023

Il detto è: dolce è la vita. E, anche se vorremmo momenti costantemente dolci, la vita s...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Farmaci per il sonno: limitazioni e alternative

18.04.2023

Uno studio pubblicato di recente sul Journal of Alzheimer's Disease è l'ultima ...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.