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Una nuova ricerca pubblicata su Alzheimer's & Dementia conferma che gli squilibri nel microbioma intestinale, noti come disbiosi, possono avere un ruolo chiave nello sviluppo e nella progressione del lieve deterioramento cognitivo (MCI) e del morbo di Alzheimer (MA). Si stima che il MA colpisca 6,7 milioni di persone negli Stati Uniti e quasi 50 milioni in tutto il mondo.
I ricercatori stanno lavorando per comprendere i processi biologici che portano alla perdita di memoria e al declino cognitivo. Un’area di studio è l’asse microbiota-intestino-cervello, il sistema di comunicazione tra l’intestino, il sistema immunitario e il cervello. La ricerca suggerisce che questo sistema potrebbe contribuire all’infiammazione del cervello e al danno alle cellule nervose, che potrebbero avere un ruolo nel MA.
“Le firme microbiche offrono un importante punto di partenza per comprendere come la salute dell’intestino può influenzare la neuroinfiammazione e il declino cognitivo”, ha affermato la ricercatrice Leigh Frame, prof.ssa associata alla George Washington (GW) University di Washington D.C. (USA).
Il team della GW ha analizzato 58 studi sull’uomo pubblicati fino a febbraio 2023 in diversi paesi, rendendo questa revisione la più approfondita eseguita finora focalizzata esclusivamente sugli studi sull’uomo. Questo è importante perché gli studi sui modelli animali in quest’area in genere non si traducono bene negli esseri umani. In tutti gli studi, gli individui con MCI e MA hanno mostrato costantemente batteri intestinali diversi rispetto agli anziani senza declino cognitivo. I principali risultati della revisione GW includono:
- Le persone con MA tendono ad avere livelli più elevati di alcuni gruppi di batteri intestinali, in particolare i phyla Pseudomonadota e Actinomycetota.
- Alcune persone con MA hanno una minore diversità microbica nell'intestino, il che significa che hanno meno tipi di batteri del solito.
- I tipi e le quantità di batteri intestinali sono diversi nelle persone con MCI, con MA e negli individui sani. Ciò suggerisce diverse firme del microbioma nelle diverse fasi del declino cognitivo.
- Nelle persone con MA sono stati osservati anche cambiamenti funzionali nei batteri intestinali, inclusa una ridotta attività nei percorsi legati alla produzione di energia e alla funzione immunitaria.
Nonostante la revisione non stabilisca causa ed effetto, i risultati sono in linea con prove più ampie che suggeriscono che le diete ricche di fibre possono supportare un microbioma intestinale più sano, che potrebbe avere implicazioni a valle per l’infiammazione e la salute del cervello.
“Sebbene questi primi risultati, in gran parte osservazionali, siano incoraggianti, abbiamo bisogno di studi clinici per determinare se gli interventi che puntano il microbioma possono alterare in modo significativo le traiettorie della malattia”, ha affermato la Frame. “Questi studi sono già in corso nel nostro laboratorio e nei laboratori di tutto il mondo”.
Fonte: George Washington University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: A Warren, [+9], LA Frame. The microbiota–gut–brain axis in mild cognitive impairment and Alzheimer's disease: a scoping review of human studies. Alz & Dem, 2026, DOI
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