Tossine nell'ambiente potrebbero farci invecchiare più degli anni anagrafici

Perché alcuni 75-enni sono veramente agili, mentre altri riescono a malapena a muoversi?


Parte della spiegazione, dicono i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Trends in Molecular Medicine il 28 maggio, sta nelle differenze tra una persona e l'altra nell'esposizione a sostanze nocive nell'ambiente, prodotti chimici come il benzene, il fumo di sigaretta, e anche lo stress.


Anche se la data di nascita sulla patente può dire l'età anagrafica, ciò potrebbe significare poco in termini di età biologica del corpo e delle cellule. I ricercatori dicono che quello che di cui abbiamo bisogno ora è capire meglio le sostanze chimiche coinvolte nel processo di invecchiamento e i biomarcatori per misurare i loro effetti.


"Il tasso di invecchiamento fisiologico, o molecolare, differisce tra gli individui, in parte a causa dell'esposizione a «gerontogeni», cioè fattori ambientali che influenzano l'invecchiamento", ha detto Norman Sharpless della University of North Carolina di Chapel Hill. "Crediamo che, proprio come la comprensione degli agenti cancerogeni ha informato la biologia del cancro, la comprensione dei gerontogeni potrà dare benefici allo studio dell'invecchiamento. Identificando ed evitando i gerontogeni, potremo influenzare l'invecchiamento e la speranza di vita, in termini di salute pubblica".


In futuro, potrebbero essere usati degli esami del sangue per valutare i biomarcatori dell'età molecolare, e capire le differenze tra gli individui nei tassi di invecchiamento. Tali test possono misurare i percorsi chiave coinvolti nel processo di senescenza cellulare o le modificazioni chimiche del DNA (In realtà, Sharpless ha detto, per una informativa completa, di aver fondato una società per commercializzare i test molecolari dell'invecchiamento).

Può essere rilevante perché:

Migliorare l'invecchiamento implica ridurre uno dei fattori di rischio più importanti dell'Alzheimer.


Dal punto di vista della salute pubblica, il fumo di sigaretta è probabilmente il gerontogeno più importante, secondo Sharpless. Le sigarette sono collegate con i tumori ma anche con l'aterosclerosi, la fibrosi polmonare, e altre malattie associate con l'età. Anche le radiazioni UV del sole ci invecchiano, e Sharpless con i suoi colleghi ha recentemente dimostrato che anche il trattamento con la chemioterapia è un forte gerontogeno. Con l'aiuto di un modello di topo che hanno sviluppato, il suo team è pronto a studiare molto più dettagliatamente questi, e altri, gerontogeni.


I ricercatori richiedono uno sforzo di ricerca concertato per capire gli usi clinici dei test molecolari dell'invecchiamento, nonché l'epidemiologia dell'invecchiamento accelerato. "Crediamo che il confronto tra marcatori molecolari di invecchiamento e i risultati clinici debba iniziare sul serio", ha detto Sharpless. Ad esempio, egli chiede, i biomarcatori di invecchiamento sono in grado di predire la tossicità dalla chirurgia o dalla chemioterapia nei pazienti in cui l'età cronologica è già un noto fattore di rischio?


Sharpless raccomanda cautela sui test di età molecolare a disposizione diretta dei consumatori e dei pazienti: "Il potenziale di incomprensioni ed altri danni sembra reale".

 

 

 

 

 


FonteCell Press  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Jessica A. Sorrentino, Hanna K. Sanoff, Norman E. Sharpless. Defining the toxicology of aging. Trends in Molecular Medicine, 2014; DOI: 10.1016/j.molmed.2014.04.004

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.