Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Restando attivi, i pazienti di demenza migliorano la salute

Restare attivi per i pazienti di demenza, per migliorare la salute.I pazienti affetti da demenza, che si mantengono attivi nei rispettivi campi di interesse, sembrano sperimentare una migliore qualità della vita e una salute migliore.


Una ricerca rivelerà ora se questo è proprio vero.


Quando il padre dell'imprenditrice Heidi Wang ha avuto la diagnosi di demenza nel 2006, lei ha impiegato tre persone per aiutare a tenerlo attivo. I risultati sono stati così promettenti che due anni più tardi è andata avanti, commercializzando la sua idea che le attività individuali mirate potrebbero avere effetti positivi sulla salute.


Oggi la sua azienda, Noen AS, con sede a Steinkjer, ha filiali a Trondheim e nella contea Nord-Trøndelag, e un progetto prevede che ricercatori del SINTEF e del Nord-Trøndelag University College (HINT) cercheranno di documentare i risultati raggiunti finora. Il progetto è chiamato KUPA, abbreviazione di Kunnskapsbasert Personsentrert Aktivitet (attività basata sulle competenze e centrata sulla persona).


"Usiamo un metodo per garantire che la premessa di partenza sia corretta: incoraggiare i pazienti di demenza a restare attivi nei settori che li interessano"
, afferma Magnus Bjørn Mathisen del SINTEF. "Poi l'HINT proporrà criteri di promozione della salute e Heidi potrà osservare i suoi clienti per confermare o smentire la sua ipotesi".

 

Un buon abbinamento

Punto di partenza dell'azienda è collegare malati di demenza anziani a consulenti che possono aiutarli ad essere più attivi. I consulenti dovrebbero lavorare a tempo parziale, l'equivalente di una posizione retribuita a non più del 50%, e devono dimostrare di avere le giuste qualità personali.


Heidi Wang ha sviluppato un'ampia cooperazione con il Ministero Norvegese del Lavoro e del Welfare (NAV) nelle contee di Sor-Trøndelag e Nord-Trøndelag. Usare coloro che cercano lavoro nel sistema NAV, per fornire orientamento e sostegno ai malati di demenza, è stato un colpo di genio: "Si tratta spesso di persone che sono uscite completamente dalla vita lavorativa. Essi possono ricevere sussidi di disabilità o possono aver sperimentato delle crisi dalle quali sono emersi più forti. Li formiamo e li istruiamo, li impieghiamo e li paghiamo ad ore, e assegnamo loro le attività da fare", spiega la Wang. "Queste sono persone piene di risorse, brave ad usare il nostro concetto di cura centrata sulla persona e la praticano in modo premuroso".


I clienti che si rivolgono a Wang per telefono o tramite il suo sito web sono di solito i parenti dei pazienti affetti da demenza, ed è posta notevole enfasi sulla ricerca del giusto abbinamento tra il consulente ed il paziente in base alle informazioni che i parenti forniscono sugli interessi del paziente e sulle qualità personali.

 

Le attività

Le attività in questione sono di ampia portata e si svolgono in casa o nella comunità locale. Possono essere qualsiasi cosa, dal raccogliere bacche, alla cucina, alla pesca e all'andare ai concerti. La Wang sottolinea che non è l'attività in sè stessa a promuovere la salute, ma il modo in cui è organizzata e praticata. Per ottenere risultati, sono consigliate almeno un paio di ore di attività due volte alla settimana. "L'obiettivo principale è sempre migliorare la qualità della vita attraverso la padronanza, la significatività e la rilevanza per il malato di demenza", dice Heidi Wang. "Questo significa anche ridurre notevolmente la pressione sui famigliari, che segnalano regolarmente che non solo è migliorata la qualità di vita dei pazienti, ma anche il loro stato di salute. Questo è quello che ora sto cercando di documentare", aggiunge .

 

Buoni criteri di salute

Bente Nordtug, ricercatore del Nord-Trøndelag University College, utilizzerà la letteratura relativa all'argomento per stabilire e sviluppare criteri per ciò che promuove la salute, per dare alla società Steinkjer alcuni parametri con cui misurare il successo del suo servizio. "Questo può essere il nostro alibi clinico: il modo in cui dimostriamo se l'attività centrata sulla persona é in grado di soddisfare i criteri", dice la Wang.

 

Lati positivi e negativi del servizio attuale

Per realizzare la continuità nel suo lavoro, la società dipende da studi continuativi sui suoi utenti.  Con l'espansione delle operazioni e l'aumento della distanza tra il creatore del concetto e i singoli consulenti, ha anche bisogno di uno strumento. Una nuova metodologia permetterà loro di controllare la qualità dei servizi, ed i ricercatori del SINTEF esamineranno sia il contenuto che la frequenza dei servizi e il modo in cui sono forniti.


Nina Vanvik Hansen e Hanne Linander, ricercatrici di scenze della salute, hanno già intervistato consulenti e organizzato seminari per determinare i punti di forza e di debolezza del servizio attuale. Esse stanno ora cercando tutti i punti di contatto per progettare un servizio nuovo e migliore. Allo stesso tempo, il loro collega Magnus Bjørn Mathisen, ricercatore dell'ICT, sta lavorando su un sistema di valutazione che sarà in grado di trarre le proprie conclusioni sulla base dei dati raccolti.

 

Valutazione intelligente

"Questo può assomigliare un po' ad un servizio di incontri, se non fosse che abbiamo a che fare con un campo piuttosto ampio, che coinvolge farmaci e parametri di promozione della salute, oltre agli interessi e ai punti di forza del soggetto. I nostri dati coprono interessi, capacità mentale, settore di lavoro precedente del soggetto, forma fisica, e così via". Un esempio che lei dà è che la società può registrare l'esperienza e gli interessi del cliente "X" e scoprire che trae benefici dalle escursioni nella foresta. Poi un nuovo cliente arriva che ha gli stessi interessi di X; anche per lui le passeggiate nel bosco possono essere una buona soluzione.


Lo stesso avviene per abbinare consulenti e cliente: anche qui, viene confrontato l'elenco dei clienti esistenti con il nuovo, per suggerire il consulente più adatto. "Questo tipo di valutazione e corrispondenza è importante sia quando un paziente di demenza entra nel sistema sia quando un consulente si ammala, va in vacanza o ci lascia", dice Mathisen, che sottolinea che per i ricercatori si tratta di un progetto da sogno: "Non solo usiamo tecniche di intelligenza tecnicamente avanzate, ma l'impegno soddisfa anche la visione del SINTEF di 'tecnologia per una società migliore' ".

 

Vale tanto oro quanto pesa

Se il fondatore della piccola azienda ottiene la documentazione per sostenere le sue ipotesi, questa varrà tanto oro quanto pesa, per il sistema sanitario norvegese. C'è poca documentazione sulla demenza come condizione, ed il sistema di supporto viene spesso coinvolto troppo tardi nel corso della malattia. Se le attività individuali mirate possono ritardare la malattia, ridurre la necessità di farmaci, prevenire l'ansia, la depressione e il comportamento aberrante, il progetto sarà di notevole valore socio-economico.

Il progetto KUPA (2012-2015) è un progetto di innovazione controllato dall'utente, finanziato dal Consiglio norvegese per la ricerca e dalla Fondazione Kavli. I partecipanti al progetto sono: Nord-Trøndelag University College, SINTEF, Kantega e Uno IT.

 

 

 

 

 


Fonte: SINTEF, via AlphaGalileo.

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.