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Poor oral health may increase dementia risk through both biological and social pathways, as reported by researchers from Science Tokyo. Drawing on recent epidemiologic research, the team highlights how eating and speaking difficulties might act as overlooked social mechanisms that may amplify risk by contributing to social isolation. Moreover, in a longitudinal study, they also found that poor oral health is a strong predictor of weight loss in older adults.
Insights into the Links Between Oral Health and Systemic Issues
As people get older, oral health tends to deteriorate if it is not adequately maintained. Common problems like tooth loss, jaw weakness, or dry mouth can affect basic oral functions, including chewing, swallowing, and even speaking. While these issues can often be managed effectively thanks to advances in modern medicine, poor oral health can still set the stage for severe conditions and disorders.
Many studies, for example, have found associations between poor oral health and dementia. The underlying mechanisms behind this relationship are not very clear; however, scientists don’t know for certain which condition causes the other. Moreover, most research efforts on this topic have focused on exploring purely biomedical mechanisms, such as how elevated levels of inflammatory molecules and oral bacteria might affect the brain or the immune system and thereby prime the body for dementia. Much less attention has been paid to the social aspects related to oral function (such as speaking) and to whether they could also be implicated in neurodegeneration.
Against this backdrop, a research team led by Professor Jun Aida from the Department of Dental Public Health, Graduate School of Medical and Dental Sciences, Institute of Science Tokyo (Science Tokyo), Japan, conducted a literature review on the topic, condensing information from the latest epidemiologic studies. Their work, published in the Journal of Dental Research on October 18, 2025, synthesizes recent advances in causal inference techniques to theoretically and methodologically clarify the association between oral health and dementia.
The team noted that many studies considered a possible bidirectional relationship between oral health and dementia and used repeated surveys over time to clarify the direction of causality. However, cognitive function prior to the first survey was often overlooked; this could be an important metric given that it affects the risk of poor oral health in old age and thus acts as a confounding factor. The researchers also provide explanations of studies that have addressed this important issue.
Most importantly, the researchers propose that difficulties with eating and speaking could be key potential mechanisms. “These functions have a social aspect that facilitates interpersonal interactions and can reduce social isolation,” explains Aida. “When we consider the multilayered direct and indirect mechanisms leading to dementia throughout life, we find that poor oral health possibly increases the risk of dementia through social isolation via eating and speaking problems.”
In addition to this literature review, Aida and colleagues also conducted a six-year longitudinal study involving over 3,000 older Japanese adults, aiming to clarify the relationship between oral frailty and weight loss. This work, published in the Journal of Dental Research on August 16, 2025, revealed that chewing difficulty was the strongest predictor of weight loss among the various components that define oral frailty, such as dry mouth and missing teeth.
Overall, these findings strongly support the idea that poor oral health can have deeper ramifications that ultimately affect the entire body. “Together, our papers provide important evidence that oral health affects not only the teeth and mouth, but also broader aspects of health, including brain function, nutritional status, and social engagement,” concludes Aida. More research efforts will be needed to further clarify these intricate relationships and determine effective interventions.
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Una cattiva salute orale può aumentare il rischio di demenza attraverso percorsi sia biologici che sociali, come riportato da ricercatori dell'Institute of Science di Tokyo. Basandosi su recenti ricerche epidemiologiche, il team evidenzia che le difficoltà nel mangiare e nel parlare potrebbero agire da meccanismi sociali trascurati che possono amplificare il rischio, contribuendo all’isolamento sociale. Inoltre, in uno studio longitudinale, hanno anche scoperto che la salute orale scadente è un forte predittore della perdita di peso negli anziani.
Approfondimenti sui collegamenti tra salute orale e problemi sistemici
Man mano che le persone invecchiano, la salute orale tende a peggiorare se non viene adeguatamente mantenuta. Problemi comuni come perdita dei denti, debolezza della mascella o secchezza delle fauci possono influenzare le funzioni orali di base, come masticare, deglutire e persino parlare. Sebbene questi problemi possano spesso essere gestiti in modo efficace grazie ai progressi della medicina moderna, la scarsa salute orale può comunque preparare il terreno a condizioni e disturbi gravi.
Molti studi, ad esempio, hanno trovato associazioni tra scarsa salute orale e demenza. I meccanismi alla base di questa relazione non sono molto chiari, e gli scienziati non sanno con certezza quale condizione causa l’altra. Inoltre, la maggior parte degli sforzi di ricerca su questo argomento si sono concentrati su meccanismi puramente biomedici, ad esempio il modo in cui livelli elevati di molecole infiammatorie e batteri orali potrebbero influenzare il cervello o il sistema immunitario e quindi predisporre il corpo alla demenza.
Molta meno attenzione è stata prestata agli aspetti sociali legati alla funzione orale (come il parlare) e al fatto che possano essere implicati anche nella neurodegenerazione. In questo contesto, un gruppo di ricerca guidato dal professor Jun Aida dell'Institute of Science Tokyo, ha condotto una revisione della letteratura sull’argomento, condensando le informazioni dagli ultimi studi epidemiologici. Il loro lavoro, pubblicato sul Journal of Dental Research (1), sintetizza i recenti progressi nelle tecniche di inferenza causale per chiarire teoricamente e metodologicamente l'associazione tra salute orale e demenza.
Il team ha osservato che molti studi consideravano una possibile relazione bidirezionale tra salute orale e demenza e hanno usato indagini ripetute nel tempo per chiarire la direzione della causalità. Tuttavia, la funzione cognitiva prima della prima indagine veniva spesso trascurata; questo potrebbe essere un parametro importante, dato che influisce sul rischio di cattiva salute orale in età avanzata e quindi funge da fattore di confondimento. I ricercatori forniscono anche spiegazioni di studi che hanno affrontato questo importante problema.
Ancora più importante, i ricercatori propongono che le difficoltà nel mangiare e nel parlare potrebbero essere meccanismi potenziali chiave. "Queste funzioni hanno un aspetto sociale che facilita le interazioni interpersonali e può ridurre l’isolamento sociale", spiega Aida. "Quando consideriamo i molteplici meccanismi diretti e indiretti che portano alla demenza nel corso della vita, scopriamo che la scarsa salute orale potrebbe aumentare il rischio di demenza attraverso l'isolamento sociale, con problemi alimentari e di parola".
Oltre a questa revisione della letteratura, Aida e colleghi hanno anche condotto uno studio longitudinale di 6 anni che ha coinvolto oltre 3.000 anziani giapponesi, con l’obiettivo di chiarire la relazione tra fragilità orale e perdita di peso. Questo lavoro, pubblicato sul Journal of Dental Research (2), ha rivelato che la difficoltà di masticazione era il più forte predittore di perdita di peso tra i vari componenti che definiscono la fragilità orale, come secchezza delle fauci e denti mancanti.
Nel complesso, questi risultati supportano con forza l’idea che una cattiva salute orale può avere ramificazioni più profonde che, in definitiva, colpiscono l’intero corpo. “Insieme, i nostri studi forniscono prove importanti del fatto che la salute orale influisce non solo sui denti e sulla bocca, ma anche su aspetti più ampi della salute, tra cui la funzione cerebrale, lo stato nutrizionale e l’impegno sociale”, conclude Aida. Saranno necessari ulteriori sforzi di ricerca per chiarire ulteriormente queste intricate relazioni e determinare interventi efficaci.
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