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[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici significativi su Alzheimer e demenza

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

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Il termine 'aromaterapia' è nato nel 1928 da René-Maurice Gattefossé, un chimico francese che scoprì per caso che l’olio di lavanda aveva un effetto curativo sulle ustioni. Tuttavia, l’uso degli oli essenziali risale ai tempi degli egiziani, che seppellivano i loro faraoni con vasetti di oli essenziali da usare nell’aldilà. Essenzialmente, l'aromaterapia è l'uso di oli vegetali aromatici, che includono gli oli essenziali, per il benessere psicologico e/o fisico.


A volte il termine può essere fuorviante, poiché non è necessariamente l'aroma degli oli impiegati a creare l'effetto desiderato, ma piuttosto un effetto diretto che gli oli hanno sul corpo, cioè il contatto con i polmoni (respirazione), o con la pelle (massaggio o oli e lozioni per il corpo). L’invecchiamento, l’Alzheimer o la demenza possono ridurre il senso dell’olfatto; tuttavia, poiché l'effetto farmacologico diretto degli oli è responsabile degli effetti curativi, una diminuzione dell'olfatto non dovrebbe essere un problema per l'aromaterapia.


La prof.ssa emerita Elaine Perry dell'Institute of Aging and Health dell'Università di Newcastle (GB) ha condotto studi sull'uso dell'aromaterapia e ha scoperto che tutti i trattamenti aromaterapici per i disturbi psichiatrici, il morbo di Alzheimer e la demenza correlata danno benefici significativi, che comprendono la riduzione dell'agitazione, dell'insonnia, del vagabondaggio e del comportamento asociale.


Alcune delle scoperte della Perry sull’uso di oli essenziali e lozioni includevano:

  • Il balsamo di melissa (o erba limoncina o erba cedrina o balsamo di limone) e l'aroma di lavanda aumentano le capacità funzionali e comunicative e riducono i comportamenti difficili;
  • L'aroma di lavanda (lozione massaggiata sulla pelle), riduce significativamente la frequenza o l'eccesso di comportamenti motori;
  • La lozione alla melissa ha mostrato una riduzione del ritiro sociale e un aumento delle attività costruttive;
  • Lavanda, maggiorana, patchouli e vetiver applicati come crema o lozione aumentano la vigilanza e i punteggi del Mini Mental State Examination (MMSE).


Gli oli essenziali vengono di solito inalati e assorbiti nei rivestimenti dei polmoni e possono anche essere applicati direttamente e assorbiti attraverso la pelle. È necessario prestare attenzione quando si impiegano e si somministrano oli essenziali poiché direttamente sulla pelle possono essere applicati solo oli diluiti.


Inoltre, poiché l’aromaterapia colpisce potenzialmente tutti i sistemi del corpo, è imperativo sviluppare la consapevolezza di quali oli essenziali abbiano o meno controindicazioni (qualcosa, come sintomo o condizione, che rende sconsigliabile un particolare trattamento o procedura) che interagiscono con altri farmaci.


Beekley Medical (www.beekley.com) ha recentemente sviluppato aromatab, tavolette aromatiche da usare in contesti clinici e di assistenza a lungo termine e l'azienda ha riscontrato risultati positivi nel loro uso in soggetti con Alzheimer o demenza. Queste tavolette autoadesive sono oli essenziali puri al 100% e vengono posizionate sugli indumenti nella parte superiore del torace dell'individuo e l'efficacia dura fino a otto ore. Lavanda e lavanda/sandalo favoriscono il rilassamento, il comfort e il sonno, mentre arancia/menta solleva, energizza e può lenire la nausea.


Sono necessarie ulteriori ricerche per accedere pienamente al valore dell’aromaterapia negli individui con Alzheimer o demenza, per dare loro la possibilità di fare scelte informate tra la medicina convenzionale e l’aromaterapia, sulla base di prove affidabili.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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