Scoperti difetti cellulari legati allo sviluppo dell'Alzheimer

Sono piccole particelle, con conseguenze umane potenzialmente enormi. I ricercatori dell'Università di Aarhus (Danimarca) hanno identificato un difetto nella produzione di cosiddetti esosomi delle cellule, associati a una mutazione osservata nei pazienti con demenza.

Exosome Kalamedits via Wikimedia CommonsGli exosomi sono vescicole extracellulari che contengono vari e sostanze, come RNA e proteine. (Fonte: Kalamedits via Wikimedia Commons)

Gli esosomi sono l'[[epitome]] di microscopico. Così piccoli che la punta di uno spillo equivale a milioni di loro. Tuttavia, una nuova ricerca all'Università di Aarhus mostra che possono avere un ruolo chiave nello sviluppo del morbo di Alzheimer (MA).


"Gli esosomi sono usati per comunicare e attivare le cellule circostanti e ora abbiamo identificato un difetto sia nella produzione che nella qualità degli esosomi nelle cellule che sappiamo essere predisposte al MA"
, ha detto l'assistente professor Kristian Juul-Madsen il primo autore dello studio recentemente pubblicato su Alzheimer's & Dementia.


Fino ad oggi, sono stati identificati 4 geni principali che possono essere collegati alla forma ereditata del MA. E per comprendere i nuovi risultati della ricerca, dobbiamo immergerci un po' nelle spiegazioni tecniche. Uno di questi 4 geni si chiama SORL1, e codifica la proteina SORLA. Quando la proteina SORLA muta, esiste il rischio di sviluppare il MA. Ciò che Kristian Juul-Madsen e i suoi colleghi di ricerca hanno ora scoperto è che se la proteina SORLA è difettosa, le cellule cerebrali peggiorano significativamente nel produrre esosomi.


"Abbiamo scoperto che le cellule con questa mutazione producono il 30% in meno di esosomi e quelli prodotti stimolavano significativamente meno la crescita e la maturazione delle cellule circostanti; in effetti, sono risultati fino al 50% meno efficaci rispetto alle cellule in cui la proteina SORLA non è mutata. E questo potrebbe essere cruciale per la ricerca futura sul MA.

"Ci dice che gli esosomi prodotti in particolare dalle cellule immunitarie del cervello hanno un ruolo importante nel mantenere la salute del cervello, e che le mutazioni che portano a meno esosomi, e qualitativamente inferiori, sono associati ad un aumento del rischio di MA".


Kristian Juul-Madsen spera che i risultati della ricerca possano infine portare a un migliore trattamento del MA:

"Il potenziale è molto chiaro. Ora abbiamo l'opportunità di studiare nuovi trattamenti per il MA, stimolando la funzione di SORLA in modo che le cellule producano più esosomi, e migliori, o puntando altri recettori noti che possono migliorare la produzione di esosomi".

 

 

 


Fonte: Vibe Bregendahl Noordeloos in Aarhus University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: K Juul-Madsen, [+14], TE Willnow. Familial Alzheimer's disease mutation identifies novel role of SORLA in release of neurotrophic exosomes. Alz&Dem, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

 


 

Notizie da non perdere

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Chi mangia carne ha davvero più probabilità dei vegetariani di vivere fino a 1…

11.03.2026 | Ricerche

Secondo uno studio recente, le persone che non mangiano carne potrebbero avere meno prob...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)