Featured

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenziale terapia non invasiva per l'Alzheimer

Auditory 40hz stimulationRiassunto dello studio Wang et al / PNAS (Fonte: KIZ)

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yunnan/Cina) dell’Accademia Cinese delle Scienze ha dimostrato per la prima volta nei primati non umani che la stimolazione uditiva a 40 Hz aumenta significativamente (**) i livelli di amiloide-β (Aβ) nel liquido cerebrospinale (CSF) di scimmie rhesus anziane, e questo effetto persiste per oltre 5 settimane.


Lo studio, pubblicato su PNAS, fornisce la prima prova sperimentale su primati non umani a sostegno dell'uso della stimolazione a 40 Hz come terapia fisica non invasiva per il morbo di Alzheimer (MA), rivelando differenze significative tra i modelli di primati e roditori.


I ricercatori guidati dal dottor Hu Xintian del KIZ, insieme ai collaboratori, hanno condotto lo studio usando nove macachi rhesus (Macaca mulatta) da 26 a 31 anni di età. Questi individui anziani hanno sviluppato diffuse placche amiloidi spontanee nel cervello, imitando efficacemente la patologia Aβ caratteristica del MA umano e rendendoli un modello ideale di ricerca traslazionale.


Con uno studio controllato e randomizzato, il gruppo sperimentale ha ricevuto un'ora di stimolazione uditiva a 40 Hz (con un tono puro a 1 kHz) al giorno per 7 giorni consecutivi. Dopo il periodo di stimolazione, i livelli delle proteine ​​chiave Aβ42 e Aβ40 nel liquido cerebrospinale delle scimmie sono aumentati rispettivamente del 205,61% e del 201%, con differenze statisticamente significative. Questi risultati sono coerenti con quelli precedenti ottenuti su topi modello e supportano l’ipotesi che la stimolazione a 40 Hz facilita la rimozione dell'Aβ dal cervello nel liquido cerebrospinale.


Sorprendentemente, le concentrazioni di Aβ nel liquido cerebrospinale sono rimaste elevate quando misurate nuovamente 35 giorni (5 settimane) dopo la fine della stimolazione, senza mostrare alcun calo significativo rispetto ai livelli misurati immediatamente dopo il trattamento. Un effetto così sostenuto a lungo termine non è stato osservato in nessun precedente studio sui topi. Ciò fornisce nuove importanti prove sperimentali che supportano ulteriormente l’uso della stimolazione a 40 Hz come terapia non invasiva per il MA e sottolinea il valore unico delle scimmie rhesus invecchiate per la ricerca traslazionale sul MA.


Sebbene le terapie con anticorpi monoclonali anti-Aβ attualmente approvate possano rallentare la progressione del MA in fase iniziale, sono associate a rischi significativi, come edema ed emorragie cerebrali. Al contrario, la stimolazione uditiva a 40 Hz è un intervento fisico non invasivo e a basso costo che dimostra un potenziale terapeutico, supportandone l'uso come strategia terapeutica complementare o alternativa per il MA.

 

 

(**) l'aumento di amiloide-beta nel liquido cerebrospinale implica che il cervello ne sta eliminando una quantità maggiore, attraverso il liquido.

 

 


Fonte: Chinese Academy of Sciences (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: W Wang, [+11], X Hu. Long-term effects of forty-hertz auditory stimulation as a treatment of Alzheimer’s disease: Insights from an aged monkey model study. PNAS, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.