Associazione Alzheimer ONLUS

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Ricerche

Tau: scoprire una delle forze che guidano l'Alzheimer

ImagingTau

Il morbo di Alzheimer (MA), la forma più comune di demenza, attualmente non ha una cura o una terapia efficace, in parte a causa di lacune nella nostra comprensione di come nasce il disturbo neurodegenerativo progressivo nel cervello.


Ora, uno studio dell'Università Flinders ha dimostrato che una proteina chiamata tau, un fattore critico nello sviluppo del MA, si trasforma dallo stato normale a uno malato, e dimostra che questa scoperta potrebbe fornire un obiettivo terapeutico.


I risultati dello studio, pubblicato su Science Advances, forniscono la speranza di impedire che insorga il processo di trasformazione della tau, mantenendola in uno stato sano ed evitando i suoi effetti tossici sulle cellule cerebrali.


"Accanto a un piccolo peptide chiamato amiloide-beta, la proteina tau è un fattore centrale nel MA. La tau è necessaria perché ci siano gli effetti tossici sulle cellule cerebrali che si traducono nel deterioramento delle funzioni della memoria"
, afferma l'autore senior dello studio dott. Arne Ittner, ricercatore di neuroscienze della Flinders.


Nel corso dello sviluppo del MA, la tau si accumula in depositi all'interno delle cellule cerebrali. Durante questo processo, la tau viene fortemente modificata, e vari depositi costituiti da tau portano piccole modifiche in molte posizioni diverse all'interno della molecola di tau.


Anche se tali cambiamenti alla tau sono noti ai neuropatologi da decenni, non era ancora chiaro come la tau arriva in questa fase multi-modificata. Il nuovo studio ha risolto parte di questo mistero e fornisce un nuovo meccanismo per spiegare come la tau si modifica progressivamente.


Lo studio si era proposto di rispondere alla domanda se una modifica in un punto specifico della tau rende più facile il cambiamento in un altro punto. Il team si è concentrato sulla relazione tra la tau e le chinasi proteiche, enzimi che introducono cambiamenti nella tau.


"Di solito, le ​​chinasi proteiche puntano punti specifici, chiamati siti di fosforilazione, nella tau e in altre proteine, e introducono cambiamenti solo in questi punti specifici", afferma la prima autrice dello studio dott.ssa Kristie Stefanoska, ricercatrice di demenza della Flinders University. "Tuttavia, sospettavamo che alcuni di questi enzimi fossero in grado di puntare punti diversi nella tau e lo avrebbero fatto in modo ancora più efficiente se la tau fosse già stata modificata in precedenza in un punto".


I ricercatori hanno condotto un grande esperimento che includeva fino a 20 diversi cambiamenti nella tau e in 12 enzimi, concentrandosi sul tipo più abbondante di cambiamento osservato nella tau nel cervello dei pazienti di MA


Oltre a scoprire che un cambiamento nella tau rende più facile l'introduzione di un'altra modifica, lo studio è stato anche in grado di identificare i 'siti principali' nella tau, punti specifici che regolano le modifiche successive nella maggior parte degli altri siti.


"Modificando questi siti principali, siamo riusciti a guidare la modifica in altri punti all'interno della tau, portando a uno stato simile a quello visto nel cervello dei pazienti di MA", afferma il dott. Ittner.


Il passo successivo del team è stato vedere se i siti principali potevano essere puntati per ridurre le proprietà tossiche della tau nel MA, nel tentativo di migliorare la funzione della memoria.


Lo studio ha usato topi che hanno sia amiloide che tau, e sintomi simili al MA, compresi i deficit di memoria. I ricercatori hanno scoperto che i topi non sviluppavano deficit di memoria quando avevano una versione di tau che mancava di uno dei siti principali identificati, rispetto ai topi che avevano la versione solita di Tau.


Il team ora cercherà di capire come i suoi risultati possono essere tradotti in un trattamento.


"Abbiamo dimostrato che questo nuovo concetto ha un potenziale terapeutico, ma è necessario altro lavoro per capire il ruolo di questi siti principali nella salute e nelle malattie", afferma la dott.ssa Stefanoska. "La modifica della tau nel MA è un processo complicato. Il nostro è il primo studio che collega una modifica iniziale nella tau con la modifica multi-sito lungo l'intera proteina".


Gli autori affermano che il nuovo meccanismo e i siti principali al suo centro potrebbero applicarsi a una serie di disturbi neurologici in cui è coinvolta la tau, come il morbo di Parkinson, le lesioni cerebrali croniche indotte da commozioni cerebrali e l'ictus.


"Il rallentamento dei cambiamenti nei siti principali di tau in queste malattie può frenare la tossicità della tau e la demenza"
, afferma il dott. Ittner. "Questo nuovo meccanismo ci aiuta a capire innanzitutto perché ci sono ampie modifiche alla tau nel MA. Ciò aiuterà i ricercatori e i clinici a progettare i modi per una diagnosi migliore e anticipata".

 

 

 


Fonte: Flinders University via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Kristie Stefanoska, ...[+6], Arne Ittner. Alzheimer’s disease: Ablating single master site abolishes tau hyperphosphorylation. Science Advances, 6 Jul 2022, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Informazione pubblicitaria

Notizie da non perdere

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello ...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il ...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno d...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il ris...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il…

22.07.2022

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne. <...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di …

20.05.2022

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'A…

24.03.2022

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'A...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscon…

31.01.2022

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università de...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in …

17.01.2022

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.