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Quando comincia a invecchiare il cervello? La risposta potrebbe sorprenderti!

uc davis brain aging

Con che frequenza dimentichi il motivo per cui sei entrato in una stanza o hai difficoltà a ricordare una parola che vuoi dire? Molte persone iniziano a notare dai 50 in poi un aumento di queste “disfunzioni del cervello”. Fortunatamente, la maggior parte delle disfunzioni del cervello sono comuni, e non sono il segno di un problema di memoria preoccupante. Il loro lato positivo è che spesso aumentano la consapevolezza del funzionamento cognitivo, e aumentano la motivazione ad impegnarsi in comportamenti che tengono sano il cervello.


Tuttavia, sempre più ricerca suggerisce che non dovremmo aspettare che si verifichino queste “disfunzioni del cervello” o altri problemi cognitivi prima di cominciare a concentrarci su attività salutari per il cervello. Infatti, anche se la maggior parte delle ricerche sulla salute del cervello è stata condotta su adulti di mezza età e anziani, nuove ricerche entusiasmanti dimostrano che la salute del cervello può essere potenziata, anche in mezza età, impegnandosi in specifiche attività dai 20 ai 40 anni, decenni prima che la salute del cervello sia in cima alla mente della maggior parte delle persone. Ciò può legarsi alla scoperta che le capacità cognitive in realtà cominciano a declinare a un'età più giovane del previsto.


Per esempio, sui test neuropsicologici (che consentono una misurazione precisa e il monitoraggio delle capacità cognitive o “capacità di pensiero”) la maggior parte delle persone mostra già attorno ai 25 anni un declino della visualizzazione spaziale e del ragionamento spaziale. Un declino della memoria e nel ragionamento sono presenti appena dopo i 30, e quello nella velocità di elaborazione delle informazioni è evidente dai 35 in poi. Anche se questi cali sono inizialmente sottili, aumentano per ogni decennio e spesso emergono più chiaramente dopo i 50 anni, più o meno quando le “disfunzioni del cervello” iniziano a diventare più evidenti.


È interessante notare che il tasso di invecchiamento cerebrale dai 20 ai 40 anni è legato alla velocità di invecchiamento di altri sistemi del corpo. In uno studio innovativo che ha esaminato il “ritmo di invecchiamento” di giovani adulti da 26 a 38 anni, quelli che invecchiavano a un ritmo più rapido in diversi organi e sistemi del corpo (polmoni, cuore, denti, reni, fegato e sistema immunitario) in confronto con il tasso di invecchiamento previsto cronologicamente, hanno mostrato declino cognitivo e invecchiamento cerebrale maggiori anche a 38 anni di età. Essi hanno inoltre riferito di avere una salute peggiore e sono stati giudicati più vecchi rispetto a quelli con un ritmo di invecchiamento più lento.


Quindi, quali tipi di attività nella giovane età adulta hanno dimostrato di impattare sulla salute del cervello e sul funzionamento cognitivo nella mezza età? Per scoprirlo, una serie di studi innovativi hanno seguito per 25 anni più di 3.000 giovani adulti tra i 18 e i 30 anni di età. Sono emersi diversi spunti preziosi:

1. Un'occupazione cognitivamente impegnativa aumenta la salute futura del cervello. Dei giovani adulti hanno valutato la complessità del loro lavoro sui seguenti punti, con una scala da 0 a 7 (punteggi più alti indicano maggiore complessità cognitiva del lavoro):

  • giudicare le qualità di cose, persone e servizi,
  • valutare le informazioni rispetto agli standard,
  • elaborare informazioni,
  • analizzare dati o informazioni,
  • prendere decisioni e risolvere i problemi,
  • pensare in modo creativo,
  • aggiornarsi e usare conoscenza rilevante per l lavoro,
  • sviluppare obiettivi e strategie,
  • pianificare il lavoro e le attività,
  • organizzare, pianificare e dare priorità.

Quelli con i livelli più alti di attività cognitive legate al lavoro avevano una maggiore velocità di elaborazione delle informazioni, una migliore flessibilità mentale e una struttura del cervello più sana 25 anni dopo. Poiché questa ricerca è correlazionale e non permette di concludere che un lavoro più impegnativo cognitivamente sia la causa di una migliore salute del cervello (per esempio, è possibile che gli adulti più giovani con forte funzionamento iniziale del cervello semplicemente avessero scelto occupazioni cognitivamente più esigenti), altre ricerche hanno suggerito che attività cognitivamente complesse promuovono una migliore salute del cervello per le persone di una serie di livelli intellettuali. L'effetto di potenziamento del cervello delle attività cognitivamente complesse probabilmente è legato al concetto di riserva cognitiva, che spiega che le attività per un cervello sano possono sostenere il funzionamento futuro del cervello nel contesto dei cambiamenti normali legati all'età e anche in presenza di malattie come il morbo di Alzheimer (MA) o altri tipi di demenze.


2. Quello che fa bene al cuore fa bene al cervello! I giovani adulti con salute cardiovascolare più forte e tassi più alti di attività fisica tra i 20 e i 30 anni avevano un funzionamento cognitivo significativamente più forte 25 anni più tardi, rispetto a quelli che non la facevano. L'esercizio che ti soddisfa è un ottimo modo per aumentare la probabilità che diventi un'abitudine permanente, che aumenta non solo la salute del cervello, ma anche la salute del corpo, l'umore, il sonno, e la qualità della vita.


3. Meno tempo davanti alla televisione è legato a un forte funzionamento cognitivo futuro. Gli Adulti tra i 20 e i 40 che guardavano la televisione per più di tre ore al giorno avevano una velocità di elaborazione delle informazioni e una flessibilità mentale significativamente più basse 25 anni più tardi, rispetto a quelli che l'avevano guardata meno di tre ore al giorno. Inoltre, coloro che guardavano molto la televisione e avevano livelli bassi di attività fisica, avevano una probabilità doppia di avere un funzionamento cognitivo basso 25 anni dopo, rispetto a coloro che guardavano poco la televisione e facevano molta attività fisica.


Tutti e tre questi fattori avevano dimostrato in precedenza un impatto sulla salute del cervello degli adulti di mezza età e degli anziani. E, anche se si sospettava che questi risultati avrebbero potuto applicarsi anche ai giovani adulti, fino a poco tempo fa non era ancora dimostrato. Questi risultati si inseriscono anche nella crescente attenzione della ricerca del MA sul valore dei comportamenti di protezione del cervello nel periodo “pre-sintomatico”, quei decenni prima che ci siano preoccupazioni cognitive o sintomi del MA. Ciò è particolarmente importante dato che le prime anomalie cellulari correlate al MA sono presenti più di 30 anni prima della diagnosi. (E, anche se sappiamo che i fattori dello stile di vita sono solo uno dei fattori significativi del MA, sono gli unici su cui abbiamo il controllo diretto; in effetti, uno stile di vita sano può ritardare in modo significativo l'espressione dei sintomi di MA, a volte per più di 10 anni).


C'è anche sempre più ricerca a concludere che abitudini consolidate per un cervello sano nell'infanzia rendono più probabile che quelle abitudini siano continuate (e che ci si basi su di esse) in tutte le fasi della vita adulta. Per ora, la ricerca dice chiaramente che, che tu abbia 20 o 100 anni, o qualsiasi età tra le due, è possibile migliorare in modo significativo la salute futura del tuo cervello e ridurre al minimo il rischio di Alzheimer, anche se ora non hai problemi cognitivi. Dando la priorità alla salute del cervello in tutta la vita, diamo a noi stessi (e agli altri) la possibilità di creare un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni.

 

 

 


Fonte: Michelle Braun PhD/ABPP, neuropsicologa ed esperta clinica di salute del cervello formata a Yale ed Harvard.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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