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Esperienze e opinioni

Ti senti confuso? Ecco una guida alla nebbia del cervello

Alberi nella nebbia

'Nebbia nel cervello' (Brain fog) è un termine usato di solito dai pazienti quando cercano di descrivere mancanza di chiarezza mentale, lieve confusione, perdita di concentrazione e attenzione, scarsa concentrazione, o anche solo un senso generico di non stare bene.


Come neurologa integrativa (o complementare), il mio primo compito è quello di assicurarmi che non ci sia niente di serio, il che significa condurre una risonanza magnetica cerebrale, un elettroencefalogramma, esami del sangue e persino studi sul liquido cerebrospinale. Ma, molto spesso con la nebbia del cervello, tutti questi test convenzionali dicono che tutto è normale, eppure i pazienti hanno questi sintomi spiacevoli. Qual è il trucco?

 

Cos'è la nebbia cerebrale?

Se hai la nebbia del cervello, potresti non essere così abile a pensare le parole, o potresti sentirti come dentro una nebbia. Potrebbe essere necessario più tempo per svolgere attività quotidiane e potresti sentirti estremamente stanco e senza energie.


Innanzitutto, è importante notare che la nebbia cerebrale non equivale a lieve deterioramento cognitivo o a demenza precoce, fatto che molte persone temono quando entrano nel mio studio. E' certo che non ci sono studi che suggeriscono che una sensazione di nebbia cerebrale porti a una malattia cognitiva degenerativa. Invece, ci sono altri motivi per cui potresti sentire che non stai pensando con la stessa chiarezza con cui eri abituato o hai difficoltà a ricordare le conversazioni recenti e i vari compiti.


Molti dei miei pazienti pensano che la nebbia cerebrale non sia che una parte del processo di invecchiamento o che, per le donne, deve essere ormonale. Ma, in realtà, possiamo ringraziare la vita moderna per gran parte di ciò che sentiamo. Siamo esposti a così tante tossine, contaminanti, microbi e sostanze chimiche ogni giorno.


E anche se i regolamenti dicono che un'esposizione minuscola a una particolare tossina non è dannosa per la salute umana, dobbiamo considerare la moltitudine di esposizioni nel corso degli anni, che quasi sicuramente possono avere influenze sfavorevoli sui nostri processi fisiologici naturali.


Questo di solito deriva da una risposta infiammatoria a queste esposizioni. Il nostro sistema immunitario è in grado di sopportare e tollerare numerosi assalti esogeni (=dall'esterno), ma a volte non siamo abbastanza forti per resistere alla sovra-stimolazione del nostro sistema immunitario, che porta a un'infiammazione cronica.

 

Nebbia cerebrale e infiammazione nel cervello.

Quindi cos'è l'infiammazione? L'infiammazione è l'afflusso di proteine, citochine e altri mediatori che vengono rilasciati da cellule come mastociti e macrofagi quando sono innescati da un tipo di assalto che può essere endogeno (dall'interno del corpo) o esogeno (dall'esterno del corpo).


Nel breve termine, questa risposta può essere di grande beneficio per la nostra salute; tuttavia, quando il corpo non è in grado di controllare la risposta in modo naturale o se lo scatenante iniziale rimane presente in modo da diventare una fonte continua di infiammazione, la risposta può essere dannosa in quanto sovraccarica i mitocondri delle cellule e li costringe a lavorare di più.


L'energia per tutte le funzioni cellulari viene dai mitocondri, e il cervello, che è un organo molto attivo metabolicamente, dipende molto dalla funzionalità di queste minuscole strutture nelle nostre cellule. Una risposta infiammatoria cronica può causare infiammazione degli organi, i più comuni sono l'intestino e il cervello. Alla fine, questi mediatori dell'infiammazione si fanno strada nel nostro sistema nervoso centrale e ne può derivare neuroinfiammazione (=infiammazione nel cervello).

 

Nebbia cerebrale, cibo e connessione intestinale.

Il nostro tratto gastrointestinale, chiamato affettuosamente 'intestino', e il nostro cervello sono strettamente connessi. Il centro di controllo principale dell'intestino è il sistema nervoso enterico e ha una comunicazione con il sistema nervoso centrale. Quando l'intestino si infiamma, il rivestimento del tratto diventa un ospite non-molto-gentile per i microbi benefici e il microbiota viene alterato. Questo può portare a difetti dell'omeostasi immunitaria e renderci vulnerabili a ulteriori infiammazioni e conseguente "nebbia del cervello".


Il modo in cui mangiamo e ciò a cui siamo esposti può avere una grande influenza sulla nebbia e sull'infiammazione del cervello. Gli alimenti possono essere pro-infiammatori o anti-infiammatori, così come a supporto o a drenaggio di energia. Gli effetti sul nostro microbioma degli alimenti che scegliamo di mangiare non possono essere sottostimati, poiché a volte la nostra dieta può essere la causa della nebbia del cervello.


Una volta che il microbiota intestinale è squilibrato e favorisce le specie batteriche non benefiche, sperimentiamo sistemi di dismotilità, stanchezza e rallentamento cognitivo. Questo è ciò che ci fa sentire la nebbia del cervello. Ci sono alcune specie di batteri che supportano la funzione mitocondriale rilasciando importanti co-fattori usati dalla catena di enzimi mitocondriali. Altre specie possono essere completamente tossiche per i complessi enzimatici.


Il nostro microbioma è complesso e correggerlo non è sempre un compito facile. Il più delle volte, ci vuole molto più di un semplice probiotico per ripristinare la salute dell'intestino ed eliminare la nebbia del cervello. In effetti, uno studio recente (1), benché piccolo e preliminare, in realtà suggerisce che, in alcuni casi, i probiotici possono anche contribuire alla nebbia cerebrale in chi ha la sindrome da iperproliferazione batterica (SIBO - small intestinal bacterial overgrowth).


Tutti noi abbiamo un microbioma individuale che dipende da una grande varietà di fattori, che comprendono quelli che iniziano sin dalla nascita (dove e come siamo nati, come siamo stati nutriti, quali malattie abbiamo avuto e quali farmaci abbiamo preso) e quelli che sviluppiamo in vita (il luogo dove trascorriamo la maggior parte del tempo, quali cibi scegliamo di mangiare, quanto beviamo e in quali comunità viviamo).


Affrontare un intestino infiammato richiede tempo, dedizione e motivazione per apportare cambiamenti, a volte significativi, alle nostre abitudini di vita. Il nostro intestino è incaricato della nostra difesa dal mondo esterno e quindi affronta l'urto di tutto ciò che facciamo. Se lo trattiamo bene, ci manterrà in buona salute.

 

Altre cause di nebbia cerebrale che dovresti conoscere.

Il cervello preferisce il glucosio per l'energia, ma questo glucosio non dovrebbe venire sotto forma di zucchero semplice ed elaborato, ma piuttosto sotto forma di cereali complessi, poiché il nostro corpo ha meccanismi per abbattere in modo appropriato forme complesse di carboidrati in molecole di glucosio naturali e portarlo in modo controllato al cervello.


Il cervello utilizzerà tranquillamente gli acidi grassi se il glucosio non è disponibile, ma solo a breve termine. Alla fine, si ribellerà e i processi energetici ne soffriranno, provocando sensazioni di elaborazione lenta e fatica se non otterrà glucosio.


Inoltre, mangiare qualcosa per tutto il giorno costringe il corpo a lavorare duro di continuo, indipendentemente da quanto possa essere piccolo o sano il pasto o lo spuntino. Il tratto gastrointestinale ha bisogno di periodi di riposo non solo per la sua guarigione e recupero, ma per consentire di usare l'energia, che altrimenti sarebbe deviata al tratto intestinale per la digestione e l'assorbimento, per la guarigione di altri sistemi del corpo, come il cervello.


Siamo inoltre circondati da contaminanti ambientali e organismi microbici che possono avere effetti sul nostro sistema immunitario e su altri processi biologici. Nel corso del tempo, queste esposizioni possono migliorare notevolmente e dirigere la risposta infiammatoria.


Altre volte, flusso sanguigno e rifornimento non ottimali possono contribuire alla nebbia cerebrale. Respiriamo i gas e le tossine presenti nell'aria che inspiriamo con loro. Quando l'aria scambia l'ossigeno per biossido di carbonio con il nostro sangue durante la respirazione, aggiunge anche residui di questi contaminanti. Con una quantità sufficiente, questi contaminanti possono impedire l'ossigenazione del sangue, il rilascio di nutrienti e contribuire alla cattiva salute dei vasi sanguigni.


Anche l'apnea notturna impedisce il rilascio di ossigeno al cervello mentre dormiamo e previene il sonno ristoratore. L'apnea cronica non solo contribuisce all'obesità, all'ipertensione e al diabete, ma contribuisce anche all'affaticamento e alle difficoltà di elaborazione cognitiva.


Altre cause di nebbie cerebrali comprendono scarsa gestione dello stress, alcol, farmaci e malattie croniche.

 

Rimedi alla nebbia cerebrale, da una neurologa integrativa.

I sintomi della nebbia cerebrale devono essere gestiti con cura e attenzione. Se stai sperimentando la nebbia del cervello, ecco alcuni consigli importanti:

  1. Vedi un neurologo certificato per escludere altre cause potenzialmente controllabili delle difficoltà cognitive.
  2. Pratica il digiuno intermittente. È stato scritto molto su questo argomento, ma se hai bisogno di una guida, cerca un professionista esperto.
  3. Non mangiare continuamente.
  4. Rispetta il tuo ritmo circadiano. Vai a letto all'incirca alla stessa ora ogni notte e svegliati alla stessa ora ogni mattina. Il sonno ristoratore è molto importante. Se hai apnea notturna, consulta un medico del sonno per la valutazione. Se non lo fai e hai ancora problemi a dormire, parla con il tuo medico degli ausili naturali per il sonno.
  5. Gestisci lo stress attraverso il movimento quotidiano, l'esercizio e la meditazione. Yoga e tai chi hanno dimostrato di ridurre il tono vagale, che contribuisce alla risposta allo stress e alla fine porta alla nebbia cerebrale. La meditazione migliora la cognizione e la memoria in quanto ha effetti positivi sulla dimensione dei lobi temporali.
  6. Riduci al minimo l'uso di farmaci quando puoi. Parla con il tuo medico per una guida. Esistono modi naturali per combattere l'ipertensione, livelli elevati di glucosio, obesità e autoimmunità, ma bisogna iniziare prima che sia troppo tardi.
  7. Riduci al minimo l'alcol.
  8. Mangia solo cibi biologici quando possibile. Usa detergenti verdi e prodotti naturali di bellezza e igiene.
  9. Impegnati nella natura almeno quattro o cinque volte a settimana. Gli studi dimostrano che l'esposizione alla natura aiuta a combattere l'esposizione a tossine ambientali, allevia l'ansia e lo stress e riduce l'infiammazione.
  10. Correggi il tuo microbioma. Questo richiederà tempo e dedizione, ma si concentrerà sul consumo di cibi integrali organici (compresa la vasta gamma di frutta e verdura, con abbondanza di fibre), digiuno intermittente (che consente l'eliminazione naturale), miglioramento del sonno e riduzione al minimo o eliminazione dell'uso di farmaci, specialmente quelli delle classi antimicrobiche e antinfiammatorie. Ricorda che antibiotici e probiotici da soli non correggono la popolazione batterica dell'intestino.
  11. Pratica esercizi di respirazione profonda per migliorare l'ossigenazione e il flusso sanguigno. La mia preferita è la tecnica 4-7-8. Posiziona la punta della lingua sul tetto della bocca e respira attraverso il naso contando fino a 4, trattieni il respiro contando fino a 7 e poi respira attraverso la bocca contando fino a 8.
  12. Esercizio aerobico da 2 a 3 volte alla settimana per migliorare il flusso sanguigno cerebrale.
  13. Integra con erbe, vitamine ed elementi appropriati per supportare il sistema mitocondriale e immunitario.
  14. Mantieni l'idratazione con elettroliti per prevenire la disidratazione.
  15. Sorridi e ridi.

 

 

 


Fonte: Ilene Ruhoy MD/PhD, neurologa integrativa (o complementare) pediatrica e adulta di Seattle.

Pubblicato su MindBodyGreen (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Referenze: (1) Satish S. C. Rao, Abdul Rehman, Siegfried Yu, Nicole Martinez de Andino. Brain Fogginess, Gas and Bloating: A Link Between SIBO, Probiotics and Metabolic Acidosis. Clinical and Translational Gastroenterology 19 June 2018, DOI: 10.1038/s41424-018-0030-7

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