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Esperienze e opinioni

Cosa ci insegna l'Alzheimer, secondo il medico

Cosa ci insegna l'Alzheimer (Foto: iStock 514854280)

La demenza colpisce dal 5 all'8% delle persone sopra i 60 anni di età, aumentando fino al 40% circa quando si passano i 90 anni. Questa statistica si traduce in almeno una nuova persona che ne soffre, ogni minuto, in tutto il mondo.


Il Morbo di Alzheimer (MA), che è la forma più comune di demenza, è per lo più una malattia degenerativa, (per ora) incurabile. Vengono distrutte le cellule cerebrali in certe parti [del cervello], il che porta a deficit nelle funzioni cognitive, come la memoria, le abilità linguistiche e il comportamento. La distruzione dei neuroni nel cervello è causata da un accumulo anormale di diversi tipi di proteine: il peptide amiloide e le proteine ​​Tau (Tubule-Associated Unit) iperfosforilate.


È una malattia che ribadisce la supremazia della mente sul corpo in modo estremamente crudele. I ricordi, belli e anche dolorosi, ma degni di essere preservati, vengono spazzati via indiscriminatamente, molto prima della loro effettiva data di scadenza. È una malattia particolare, in cui la sofferenza iniziale è nota al paziente per un po', prima che scivoli nella beatitudine eterna dell'oblio.


Successivamente, sono i caregiver a soffrire di più. Oltre allo stress fisico di occuparsi in permanenza di una persona completamente dipendente e apertamente indifferente, l'agonia mentale è fondamentale: vedere un proprio caro - magari la persona che era l'ancoraggio della tua vita, un genitore responsabile, una moglie perfetta, un marito gioviale e premuroso, un fratello che era sempre lì per te quando ne avevi bisogno - trasformarsi gradualmente in un vegetale, marcire ogni giorno. Tutto davanti ai tuoi occhi.


Vedi i peggiori paradossi della vita. Un eccellente oratore diventa muto, un intellettuale un tempo celebrato dimentica il suo nome, uno che faceva diverse cose contemporaneamente trova troppo complicato anche lavarsi i denti, un appassionato banchiere perde la capacità di fare semplici calcoli aritmetici, un esuberante e turbolento sociale diventa un recluso testardo.


Sembra che la persona originale abbia abbandonato il suo corpo, lasciandosi dietro una carcassa, imbalsamata dal conservante naturale della vita e del respiro; solo per essere portato in giro da altri. Un uomo diventa egli stesso "trofeo" nel corso della sua vita, portato da qualcuno come un peso sociale; e da alcuni come un relitto conservato di un memoriale del glorioso passato.


E se pensi che questo sia troppo cupo, i fatti sul terreno potrebbero essere peggiori. Nei paesi poveri come il nostro [India], la popolazione degli anziani cresce costantemente da una parte, e il sistema sociale e i valori della famiglia stanno decadendo allo stesso ritmo, dall'altra. L'irrequieta popolazione giovane sta lottando quotidianamente per raggiungere obiettivi e bisogni di vita più alti, e non ha tempo di sedersi al sole in un giorno pigro con i genitori anziani.


Il governo sembra incompetente [non solo in India] e non ha una tabella di marcia per gestire gli oneri finanziari sostenuti per la cura e il benessere degli anziani dei prossimi anni. Senza previdenza finanziaria e sociale, la popolazione anziana vulnerabile in generale, e i malati di Alzheimer in particolare, rimangono orfani dei propri figli, che hanno allevato diligentemente una volta, con il sudore e il sangue.


La prevenzione e la diagnosi precoce sono le migliori soluzioni per la demenza e in particolare per l'Alzheimer, a meno che tu non sia abbastanza sfortunato da avere i "geni di Alzheimer" che ti rendono incline a contrarlo.


L'MA costituisce dal 60 al 70% di tutti i casi di demenza. Può essere d'aiuto uno stile di vita sano, compresa una sana abitudine di mangiare cibi freschi ricchi di antiossidanti, una buona dose di esercizio fisico e mentale, una vita senza stress e prendersi cura delle comorbidità comuni, come l'ipertensione e il diabete.


La scienza moderna ha compiuto progressi sotto forma di scansioni cerebrali funzionali che selezionano l'ipofunzione delle parti interessate del cervello e misura quantitativamente i depositi dannosi di 'placche amiloidi', responsabili della malattia. In questo processo vengono misurati anche alcuni biomarcatori nel sangue e nel liquido cerebrospinale, il fluido acquoso che avvolge il cervello e la colonna vertebrale.


I ricercatori stanno cercando di trovare farmaci in grado di liberare il cervello da questo 'deposito di placche'. È in corso una sperimentazione per sviluppare un vaccino contro la malattia. Le buone cure riabilitative e la terapia occupazionale, insieme ai farmaci, possono preservare la capacità funzionale in larga misura.


Come dottore, penso che curare e prendersi cura di un paziente con demenza, che non è tuo parente, incarna la forma più pura e più incontaminata di un 'servizio altruista', perché la persona di cui ti occupi non può nemmeno apprezzare i tuoi sforzi. Non restituirà mai il favore in parole, denaro o gentilezza, un sorriso vacuo è il meglio che tu possa ottenere; non pregherà nemmeno per te, né ti benedirà; e ha più bisogno della tua attenzione e amore, di sicuro; e sono la coorte più trascurata della società, barcollando impotenti ai margini, in attesa della chiamata finale.


In termini filosofici, la malattia ti insegna anche a celebrare la vita oggi, poiché il domani è sempre avvolto nell'incertezza.

 

 

 


Fonte: Amit Shrivastava, consulente senior dell'Istituto di Neuro Scienze dell'Ospedale PSRI di Saket (Delhi) ed ex Assistente Professore di Neurologia al Christian Medical College di Vellore

Pubblicato su DailyO (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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