Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Dimostrata la possibilità (teorica) di evitare la perdita delle sinapsi nell'Alzheimer

Dimostrata la possibilità (teorica) di evitare la perdita delle sinapsi nell'AlzheimerQuesto schema mostra come gli oligomeri di amiloide-beta (Aß), il complemento e le microglia lavorano insieme per indurre la perdita di sinapsi nel cervello di Alzheimer pre-placca. Gli oligomeri di Aß attivano le molecole del complemento (C1q e C3), inducendo le microglia (in verde) a inghiottire le sinapsi vulnerabili, attraverso la segnalazione tra C3 e il suo recettore microgliale, il CR3. Solo nella fase avanzata dell'Alzheimer diventano visibili le placche e la neuroinfiammazione (con un afflusso di microglia e un'alta attivazione del complemento). 'Healthy brain' = cervello sano, Early stage AD = fase iniziale Alzheimer, Late stage AD = fase avanzata Alzheimer. Fonte: Lasse Dissing-Olesen, adattato da Hong et al.
I ricercatori del Boston Children's Hospital hanno dimostrato che le connessioni cerebrali, o sinapsi, si perdono nelle prime fasi dell'Alzheimer e che il processo inizia - e potrebbe potenzialmente essere fermato - prima che le placche rivelatrici si accumulino nel cervello.


Il loro lavoro, pubblicato online su Science il 31 marzo, suggerisce nuovi bersagli terapeutici per preservare la funzione cognitiva all'inizio della malattia.


Guidati da Beth Stevens PhD, e Soyon Hong PhD, del Neurobiology Center, i ricercatori mostrano in diversi topi modelli di Alzheimer che, nella fase avanzata della vita, si attivano erroneamente dei meccanismi simili a quelli usati per 'potare' le sinapsi in eccesso nel cervello sano in sviluppo. Bloccando questi meccanismi, sono stati in grado di ridurre la perdita di sinapsi nei topi.


Attualmente, ci sono cinque farmaci approvati dalla FDA per l'Alzheimer, ma questi potenziano solo temporaneamente la cognizione e non affrontano le cause alla radice del deterioramento cognitivo della malattia. Molti nuovi farmaci in cantiere cercano di eliminare i depositi di placca amiloide o di ridurre l'infiammazione nel cervello, ma la nuova ricerca eseguita al Boston Children's suggerisce che l'Alzheimer potrebbe essere preso di mira molto prima, prima che si verifichino queste alterazioni patologiche.


"La perdita di sinapsi si correla direttamente con il declino cognitivo", dice la Stevens, assistente professore del Dipartimento di Neurologia, ricercatore senior dello studio e recente vincitrice del premio MacArthur alla 'genialità'. "Stiamo cercando di tornare proprio all'inizio e di vedere come inizia la perdita di sinapsi".


La Stevens, Hong e i colleghi hanno esaminato l'Alzheimer - una malattia dell'invecchiamento - attraverso una lente insolita: lo sviluppo normale del cervello a partire dalla prima infanzia. Con anni di ricerca, il laboratorio della Stevens ha dimostrato che nel cervello, durante lo sviluppo normale, avviene un processo di 'potatura' delle sinapsi che non sono necessarie, mentre si forma la circuiteria.


"La comprensione profonda del processo normale di sviluppo ci ha fornito nuove informazioni sul modo di proteggere le sinapsi nell'Alzheimer e potenzialmente in una miriade di altre malattie", dice la Stevens, notando che la perdita di sinapsi avviene anche nella demenza frontotemporale, nell'Huntington, nella schizofrenia, nel glaucoma e in altri condizioni.


Nei topi modelli di Alzheimer, il team ha dimostrato che la perdita di sinapsi richiede l'attivazione di una proteina chiamata C1q, che 'marca' le sinapsi da eliminare, in modo che le cellule immunitarie nel cervello chiamate microglia le riconoscano e le 'mangino', proprio come avviene durante lo sviluppo normale del cervello. Nei topi, la C1q diventa più abbondante intorno alle sinapsi vulnerabili PRIMA che appaiano i depositi di placca amiloide.

 

Potenziale terapeutico

Quando la Stevens e i colleghi hanno bloccato le C1q, una proteina a valle chiamata C3, o il recettore C3 sulle microglia, non è avvenuta alcuna perdita di sinapsi.


"Le microglia e il complemento sono già noti per il loro coinvolgimento nell'Alzheimer, ma sono stati considerati in gran parte un evento secondario collegato alla neuroinfiammazione provocata dalla placca, una caratteristica importante nelle fasi avanzate dell'Alzheimer", osserva Hong, primo autore della ricerca su Science. "Il nostro studio sfida questo punto di vista e fornisce la prova che complemento e microglia sono coinvolti molto prima nel processo della malattia, quando le sinapsi sono già vulnerabili, e potrebbero potenzialmente essere puntate per preservare la salute sinaptica".


Una forma umana dell'anticorpo che la Stevens e Hong hanno usato per bloccare la C1q, chiamato ANX-005, è in fase preliminare di sviluppo terapeutico alla Annexon Biosciences di San Francisco e sta per essere portato in clinica. I ricercatori credono che abbia il potenziale di essere usato un giorno per la protezione contro la perdita di sinapsi in varie malattie neurodegenerative.


"Una delle cose messe in evidenza da questo studio è la necessità di cercare biomarcatori della perdita e della disfunzione delle sinapsi", spiega Hong. "Come il cancro, se si trattano le persone in una fase tarda dell'Alzheimer, potrebbe già essere troppo tardi".


I ricercatori del Boston Children's, assieme al co-autore Dennis Selkoe MD del Brigham and Women 's Hospital, hanno anche scoperto che la proteina amiloide-beta, la C1q e le microglia lavorano insieme per causare la perdita di sinapsi nelle prime fasi del morbo. Sappiamo che la forma oligomerica di amiloide-beta (più unità di amiloide-beta unite) è tossica per le sinapsi prima ancora che si formino i depositi di placca, ma lo studio ha dimostrato che perchè ciò accada è necessaria la C1q. Anche il contrario è vero: le microglia inghiottono le sinapsi solo quando sono presenti gli oligomeri di amiloide-beta.

 

 

 


Fonte: Boston Children's Hospital via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: By Soyon Hong, Victoria F. Beja-Glasser, Bianca M. Nfonoyim, Arnaud Frouin, Shaomin Li, Saranya Ramakrishnan, Katherine M. Merry, Qiaoqiao Shi, Arnon Rosenthal, Ben A. Barres, Cynthia A. Lemere,, Dennis J. Selkoe, Beth Stevens. Complement and microglia mediate early synapse loss in Alzheimer mouse models. Science, 31 Mar 2016 DOI: 10.1126/science.aad8373

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...