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Esperienze e opinioni

La vita segreta del caregiver di demenza: un ferro da stiro nel frigo?

La vita segreta di un caregiver di demenza: un ferro da stiro nel frigo? (Grafica: Michael Driver)Le persone compassionevoli sono inclini ad essere sfruttate nel mondo del lavoro, in termini emotivi, mentali, fisici e talvolta finanziari?


Sono una operatrice di assistenza a domicilio, e credo che la risposta sia un sonoro "sì".


Ma la vecchiaia arriva per tutti, e molti hanno bisogno di assistenza ad un certo punto.


Nei 15 anni in cui sono stata badante ho avuto il privilegio di incontrare molte persone eccezionali. Ho incontrato professori di medicina, comandanti di navi e dirigenti in pensione che avevano avuto carriere aziendali brillanti; clienti che erano stati dipendenti pubblici e nominati cavalieri per quello che avevano fatto. Soprattutto, ho incontrato molte persone affascinanti e deliziose con le quali è stato un piacere trascorrere il tempo.


Non ero partita con l'intenzione di diventare operatrice assistenziale. A volte la vita presenta le opportunità di aiutare qualcuno, e ho deciso. Quando il marito di una amica anziana è morto e lei ha avuto un crollo, ho mantenuto i contatti con la sua famiglia all'estero, ho messo lei ed i suoi effetti personali su un aereo, e l'ho aiutata mentre affrontava quella perdita devastante e un trasloco in un altro paese, all'età di 85 anni.


Qualcosa durante questo processo si è connesso con una parte della mia natura: la necessità di essere necessaria, probabilmente, e di usare tutti gli strumenti di una laurea in psicologia. In parole povere ho trovato soddisfazione ad aiutare qualcuno che era molto solo e aveva bisogno di un sistema di supporto incondizionato.


Una badante in casa supporta i bisogni individuati del cliente in base alla sua situazione fisica, emozionale e mentale. Questo può comportare di tutto, dall'aiutarlo ad alzarsi dal letto, alla somministrazione di farmaci di vitale importanza, all'aiutarlo a fare le parole crociate. Molto spesso la vita di un cliente è sterile, solitaria e noiosa; un buon operatore assistenziale porta da lui il mondo esterno o lo assiste a negoziare con quel mondo.


Anche il dubbio piacere dell'acquisto di abiti può cadere sotto la nostra regressione. Quando questo accade, l'intenzione generale è lasciare il punto vendita con una parvenza di sanità mentale. Questo non è sempre possibile. Gli acquisti impulsivi finiscono per dover essere restituiti poiché il cliente nega ogni conoscenza di averli acquistati.


Si accompagnano spesso i clienti alle funzioni. Non dobbiamo sembrare, comportarci o parlare come un operatore sociale. Sarebbe di gran lunga preferibile un famigliare anonimo, ma il più delle volte tendono ad essere occupati.


Molti dei nostri anziani ora hanno diversi gradi di demenza, fatto che porta la "cura" ad un livello completamente nuovo. È necessaria una pazienza straordinaria: la capacità di rassicurare, convivere con la ripetizione costante di storie che il cliente racconta, gli sbalzi d'umore, l'aggressività e i comportamenti irrazionali.


Non dimenticherò mai il momento che ho trovato un ferro da stiro nel frigorifero. I clienti di demenza tendono a perdere la fiducia in se stessi e, anche se sanno che qualcosa non è giusto, non hanno la capacità di cogliere la disintegrazione della loro cognizione generale. Si tratta di una malattia tragica e devastante che vediamo dispiegarsi.


Tatto e diplomazia sono beni inestimabili usati praticamente ogni giorno. Una cliente insisteva per andare al supermercato locale all'inizio di ogni fine settimana, convinta che la pensione dove era ospitata fosse al completo. In realtà, non c'era alcuna pensione. Viveva in un piccolo cottage dove non c'erano ospiti in arrivo ed era improbabile che lo avrebbero mai fatto.


Essere un operatore assistenziale comporta anche la capacità di essere gentile e cortese in ogni momento. La capacità di essere un buon ascoltatore, imperturbabile e si deve avere la pazienza di trattare con i familiari irascibili, mediando i battibecchi in famiglia e calmando le irritazioni.


Raccogliere le lacrime di un cliente, dopo una rissa di famiglia, implica che è essenziale essere pronti a tutto. Uno dei miei clienti ha aspettato fino a mezzanotte che il figlio vagabondo venisse a trovarlo per giocare a Scarabeo con lui; il figlio non è mai arrivato. Abbiamo giocato noi due invece, ma non ero suo figlio, quindi non significava niente per il mio cliente. E sì, solo dopo aver finito è andato a letto.


Spesso le famiglie non si rendono conto di quanto male possono causare ai loro anziani non andandoli a trovare. E' veramente straziante vedere quanto possono essere insensibili e indifferenti. Alcuni cercano di assumersi la responsabilità di assistere il loro parente, ma poi l'assistito può rifiutare le loro visite, telefonate e preoccupazioni. Oppure colora i suoi problemi di salute, facendo preoccupare la famiglia per nulla.


Quando le famiglie sono disinteressate, emotivamente violente o controllanti al punto da sconvolgere il cliente, è estremamente difficile non essere infastiditi. E gli operatori assistenziali possono spesso prendere su di loro il peso, essere accusati dalla famiglia di trascurare il cliente, che invece potrebbe essere solo difficile o testardo. Come quella volta che uno dei miei clienti ha rifiutato di farsi il bagno per 10 giorni e la mia agenzia ha dovuto intervenire.


Siamo pagati circa 75/100 sterline (90/130€) al giorno o più, a seconda se si debba stare svegli alla notte e che nell'impegno sia compresa la cura personale. I nostri orari sono determinati dalle esigenze del cliente, per cui di solito un giorno è di 12 ore con una pausa di due ore. Ma in realtà, un badante in casa è a disposizione per 24 ore. Le giornate sono così piene che non c'è tempo per sentirsi soli.


La camera da letto che ci viene data (di solito a portata d'orecchio del cliente) dovrebbe teoricamente avere un tavolo, una sedia, un posto dove riporre i vestiti, un letto comodo, la televisione e nei casi migliori, un bagno. Ma a volte è piccola, scura, senza armadio, le lenzuola malandate, e un bagno in comune sgradevole. Io non ritorno da questi clienti.


Allora, perché lo faccio? Entrare nelle case delle persone è un grande privilegio, arrivare a conoscerli e a conquistare la loro fiducia e amicizia. E sai di avere la capacità di percepire cosa hanno bisogno, se è il supporto emotivo o le attività semplici come andare a fare una passeggiata, entrare in un bar o anche solo cucinare il piatto preferito; anche la cosa più piccola può fare una grande differenza per la loro vita.


Mentre rispondono alla gentilezza, alla pazienza e al supporto, si instaura un percorso a due vie, che arricchisce profondamente le vite sia dell'operatore che del cliente.


Il denaro è terribilmente poco. Le ore sono ridicolmente tante. I ritorni sono eccezionali.

 

 

 


Fonte: The Guardian (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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