Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Alzheimer: e' possibile ridurre il rischio

CIMG6240Se ti dicessi come ridurre il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer (AD), lo faresti? Il mio lavoro come geriatra, che vede malati di Alzheimer e propone consulenze alle famiglie sotto stress, mi fa sperare che sia così.

Me lo fanno augurare le tante conversazioni, a cena e altrove, con persone oltre i 50 anni che temono di perdere la memoria, l'indipendenza e l'autocontrollo per l'Alzheimer (AD) come pure il fatto che un recente sondaggio abbia indicato che l'Alzheimer è la seconda malattie più temuta in America (dopo il cancro).


In mezzo a tutte le notizie difficile sulla demenza, questo potrebbe essere uno dei migliori motivi di speranza: contrariamente a quanto si crede erroneamente, abbiamo il potere di abbassare le probabilità di contrarre la demenza, anche se devono ancora essere identificati specifici interventi medici per prevenire l'AD. Come ogni medico, vorrei avere un trattamento in grado di prevenire o invertire questa malattia crudele che ora affligge più di 5 milioni di americani. Ma non lo abbiamo, almeno non ancora.


La dura realtà è che, anche se ci sono farmaci che aiutano a rallentare la progressione dei sintomi nelle fasi iniziali ed intermedie della demenza (inibitori delle colinesterasi, come il Donezepil/Aricept), l'orologio non torna indietro una volta che i sintomi dell'Alzheimer sono comparsi. Quello che abbiamo, in questo momento, è una notevole conoscenza dei fattori di rischio che rendono più o meno probabile che una persona svilupperà l'Alzheimer, in primo luogo. La maggior parte dei medici ritiene che i danni causati dall'Alzheimer sia irreversibile e che l'unica speranza sta nella prevenzione. Questo è particolarmente vero per le persone ad alto rischio. Io credo fermamente che tutti noi dovremmo sapere quali sono questi fattori di rischio e lavorare per trasformarli a nostro favore.

 

Fattori di rischio di AD che non è possibile modificare

Ci sono due tipi di fattori di rischio: quelli si possono, e quelli che non si possono, controllare. Qui ci sono alcuni fattori di rischio di cui si dovrebbe avere consapevolezza, anche se non è possibile cambiarli.

  • Storia familiare: Avere un genitore con AD raddoppia il rischio, due genitori con AD pone un rischio cinque volte maggiore.
  • Età: circa il 5 per cento dei pazienti ha Alzheimer ad esordio precoce, ma la stragrande maggioranza dei casi sono ad insorgenza tardiva. L'età più comune di apparizione è 74 anni. La demenza non è mai inevitabile invecchiando, ma l'invecchiamento è un fattore di rischio. Il numero di casi di Alzheimer raddoppia ogni cinque anni dopo i 65 anni e il rischio di AD colpisce circa il 50 per cento degli individui dopo gli 85 anni.
  • Genetica: Le persone con due copie del gene apolipoproteina (ApoE4) sembrano avere un rischio maggiore da 10 a 15 volte circa, e una copia triplica il rischio. Detto questo, avere uno o addirittura due copie del gene non significa che si svilupperà sicuramente l'Alzheimer. Per questo motivo, la maggior parte dei medici non consiglia di fare il test del sangue per l'ApoE4, se non in contesti di ricerca. (Una variante diversa dello stesso gene, l'ApoE2, offre una certa protezione contro la malattia). Continuano ad essere identificati nuovi geni che aumentano il rischio, fatto che promette di arrivare a una maggiore comprensione dei meccanismi di base, e, quindi, la speranza della prevenzione.
  • Mutazioni multiple di un certo numero di geni sono la causa più comune dell'AD ad insorgenza precoce (prima dei 60 anni). I membri di queste famiglie sfortunate con tali mutazioni svilupperanno sicuramente l'AD. Sul lato positivo, all'inizio di quest'anno ricercatori hanno riferito una emozionante scoperta: una mutazione genica raro che sembra offrire una forte protezione contro il morbo di Alzheimer , anche per le persone ad alto rischio genetico.
  • Essere donna: Sono di più le donne che gli uomini a sviluppare l'Alzheimer. Anche se le donne sopravvivono agli uomini, l'età è un fattore di rischio potente, il peso delle prove suggerisce che le donne hanno un rischio leggermente più elevato rispetto agli uomini. E non c'è dubbio che le donne portano il peso maggiore del caregiving per le persone di entrambi i sessi con AD.
  • Sindrome di Down: Circa la metà di tutte le persone con Sindrome di Down sviluppano i sintomi dell'Alzheimer tra 50 e 60 anni, ma quasi tutti durante l'autopsia presentano le caratteristiche patologiche tipiche dell'AD.

 

I fattori di rischio che possono essere modificati

I cambiamenti dello stile di vita elencati di seguito non sono rivoluzionari, tranne che in questo senso: forse non hai mai capito che possono ridurre il rischio di demenza. E le autorità sceintifiche dicono che ogni piccola cosa aiuta. "L'Alzheimer limita la riserva cognitiva, che è la capacità del cervello di tollerare un danno senza perdere le abilità di pensiero. Tutto ciò che può essere fatto per evitare i danni cerebrali e/o aumentare la riserva cognitiva, è potenzialmente in grado di ritardare i sintomi della demenza", spiega Norman Relkin, MD, Ph.D. , direttore e fondatore del Memory Disorders Program della Weill Cornell e membro del Consiglio di Amministrazione della American Federation for Aging Research.

"Quando mi viene chiesto nella mia pratica clinica della prevenzione di Alzheimer, consiglio di prendersi cura dei fattori di rischio reversibili di altre condizioni che influiscono negativamente sul cervello, in particolare ictus e malattie cardiache", aggiunge il dottor Relkin. "Dopo aver affrontato cose come l'alta pressione sanguigna, il colesterolo e il diabete, il consiglio più realizzabile che posso dare è di implementare modifiche dello stile di vita, come ad esempio l'attività fisica regolare, il controllo del peso e seguire una dieta sana per il cuore".

  • Ridurre il rischio di ictus: La prima e più importante cosa che si può fare è ridurre il rischio di ictus. Ictus e Alzheimer condividono molti fattori di rischio e la probabilità di demenza è doppia dopo un ictus. Anche se non è chiaro esattamente perché, prove considerevoli (alcune delle quali raccolte da unico studio Nun) mostrano che due cervelli, con un onere identico di patologia AD (placche e grovigli), sono in grado di funzionare in modo diverso. Il cervello colpito, ma non interessato da ictus, ha più probabilità di funzionare bene, mentre quello interessato da ictus ha più probabilità di sviluppare demenza, compreso quello colpito dai cosiddetti "ictus silenziosi". In termini di stile di vita, questo significa essere fanatici nel controllare la pressione arteriosa e l'aterosclerosi (indurimento delle arterie), così come il colesterolo alto e il diabete. Smettere di fumare.
  • Evitare commozione cerebrale e trauma cranico: Dalla ricerca sui calciatori professionisti ai veterani della II guerra mondiale e i pugili, arrivano prove che una lesione traumatica cerebrale ha conseguenze per tutta la vita, una delle quali è un marcato aumento nell'Alzheimer, così come del Parkinson, della depressione e del rischio di suicidio. Peggiore è la lesione, maggiore è il rischio. Il rischio di morte per Alzheimer o SLA dei calciatori professionisti sembra essere maggiore di quasi quattro volte.
  • Trattare la depressione: soffrire di depressione nella mezza età, e in ancora di più in vecchiaia, è associato a un maggiore rischio di Alzheimer. Sono disponibili trattamento altamente efficaci per la depressione e dovrebbero essere perseguiti.
  • Aumentare le attività e fare esercizio fisico: non c'è bisogno di fare una gara di triathlon, ma più ci si muove, meglio è per la salute vascolare, che è direttamente collegata a molti tipi di demenza. Un recente studio ha anche suggerito che la corsa leggera fatta cinque volte alla settimana normalizza il rischio altrimenti molto elevato delle persone con due copie della variante del gene ApoE-4.
  • Controllare il diabete: alti livelli di glucosio, anche dopo i pasti, possono raddoppiare il rischio di sviluppare Alzheimer nel corso della vita.
  • Mantieni viva la mente: E' troppo dire che fare cruciverba e giocare a carte da soli possono evitare l'Alzheimer, ma c'è una correlazione tra l'impegno attivo del cervello e la riduzione del rischio. Un recente studio ha suggerito che molta attività mentale ritarda l'inizio del declino cognitivo (anche se il calo accelera una volta che è iniziato). Ma se hai tempo o energia solo per l'esercizio fisico o quello cognitivo, è stato recentemente dimostrato che, anche se entrambi sono buoni, l'esercizio fisico è meglio per mantenere il cervello sano.
  • Dormire meglio: l'apnea del sonno è da tempo riconosciuta come causa di diminuzione di vigilanza durante il giorno, ma recenti studi suggeriscono che può anche aumentare il rischio di demenza. Per gli obesi, anche solo il calo di peso a volte può aiutare a eliminare l'apnea del sonno, ma in molti casi sono richiesti altri interventi medici.

 

Molte cose nella vita sono al di fuori del nostro controllo, ma tutti noi dovremmo prendere a cuore ciò che possiamo fare. Vi esorto a fare una passeggiata e fare uno spuntino salutare per festeggiare ... prima che sia troppo tardi.

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Richard W. Besdine, M.D.Pubblicato da Richard W. Besdine, MD in Huffington Post il 19 Novembre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:




Annuncio pubblicitario

Notizie da non perdere

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno d...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il ris...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi intest…

26.07.2022

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il risc…

22.07.2022

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne. <...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della memoria…

30.06.2022

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di nuovi…

20.05.2022

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alzhei…

24.03.2022

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'A...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscon…

31.01.2022

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università de...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in realtà un…

17.01.2022

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzheimer'

13.01.2022

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Tutti gli articoli da non perdere
Usiamo cookie

Sul nostro sito Web usiamo solo cookie 'tecnici' utili per il suo funzionamento, non usiamo cookie di tracciamento.

Se decidi di non consentirne l'uso, potresti non riuscire a usufruire di tutte le funzionalità del sito.