Le 7 fasi dell'Alzheimer e quando farsi curare

Quando una persona non può prendersi cura dei compiti personali potrebbe essere troppo tardi per il trattamento medico dell'Alzheimer.

L'Alzheimer (AD) è LA malattia più disumanizzante che ci sia. Più di 5 milioni di americani sono stati scientificamente identificati in questa condizione, e 10 milioni di baby boomer sono dietro le quinte per svilupparla.

Ho iniziato questa recente serie di articoli perché i coniugi di due amici di lunga data hanno avuto diagnosi di AD. I coniugi sono alle prese con questa malattia da diversi anni. Il marito di una amica era un fisico brillante, con un dottorato di ricerca e ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di nuovi prodotti di comunicazione. Egli non sa più chi sono. Anche la moglie di un altro amico è stata una persona molto brillante. Si è ritirata nel comportamento di un disabile mentale di sette anni. La moglie è stata recentemente posta in una residenza assistita che ha una speciale sezione e un programma di Alzheimer.

L'Alzheimer è così devastante, perché toglie tutte le caratteristiche di un essere umano adulto maturo e fa ritornare quella persona a un neonato, che non può fare nulla per sé. Ciò è particolarmente difficile da gestire da parte dei membri della famiglia, soprattutto dai coniugi che ricordano i bei tempi. È particolarmente scoraggiante, perché fino ad oggi non è stata trovata alcuna cura. Ma diversi farmaci attualmente in fase di test clinici mostrano un grande potenziale per una svolta nella cura dell'Alzheimer, a condizione che il test dimostri che i protocolli sono efficaci e purché la malattia sia confermata nelle prime fasi.

Anni fa Barry Reisberg, MD, ha sviluppato un percorso per la valutazione funzionale dell'Alzheimer. Ha diviso la progressione della malattia in sette fasi.

Fase 1: Non ci sono difficoltà sia soggettive che oggettive.

Fase 2: La persona lamenta di dimenticare la localizzazione di oggetti e ha qualche difficoltà a usare le parole appropriate.

Fase 3: Questo è un stadio iniziale chiave ed è identificabile da familiari o colleghi di lavoro, per l'AD a insorgenza precoce. La persona ha funzionalità di lavoro e capacità organizzative diminuite e ha difficoltà a fare un viaggio verso nuove destinazioni.

Fase 4: Diminuzione della capacità di eseguire compiti complessi, di gestire le finanze e fare la spesa.

Fase 5: Richiede assistenza nella scelta dell'abbigliamento giusto da indossare, a seconda del periodo dell'anno.

Fase 6: Questa è una fase critica e inizia una progressione rapida verso il peggio. La persona ha difficoltà a vestirsi e fare il bagno senza assistenza. L'incontinenza diventa frequente. La persona può dimenticare i nomi di familiari e amici, e addirittura non sa chi è la persona. (Anni fa ho visitato la madre di un mio amico, mentre lui era in vacanza. Conoscevo bene la madre. Era in una residenza assistita, e abbiamo chiacchierato un po' su ciò che aveva fatto il giorno prima. Le dissi infine: "Anna, sai chi sono io?" "Non proprio", ha detto: "Io so che ti conosco.")

Fase 7: Questa è l'ultima tappa. La capacità di parlare si riduce drasticamente e spesso sono comprensibili solo singole parole. Diventa più pronunciata la ripetizione della stessa idea o cosa. Camminare e persino stare seduto diventa problematico ed è necessario un aiuto completo. La maggior parte diventano costretti a letto.

 

Il Dr. Joel Ross, MD, FACP, AGSF, CMD CPI, di Eatontown nel New Jersey, è in prima linea nella ricerca nell'Alzheimer e nella fase leggera del disturbo cognitivo (Mild Cognitive Impairment). Egli è fondatore e CEO di Memory Enhancement Centers of America e ora dirige numerosi studi clinici di farmaci per trattare il morbo di Alzheimer. Ross dice che le persone dovrebbero consultare il medico nelle fasi 2 e 3. Se la malattia è identificata in queste prime fasi, ci può essere speranza per un trattamento efficace futuro. Dalla fase 6, dice, è troppo tardi per chiedere aiuto.

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

 


Pubblicato da Carol Abaya su NewsRoomJersey il 11 novembre 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:

Notizie da non perdere

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.