Esperimenti su farmaco potenziale rafforzano legame tra amiloide e Alzheimer

(Reuters) - Ricercatori hanno detto Lunedi che i livelli di una proteina, ritenuta una delle cause principali dell'Alzheimer, sono aumentati nel sangue dei pazienti trattati con un farmaco sperimentale della Eli Lilly in fase avanzata di test, suggerendo che la proteina amiloide beta sia stata rimossa dal cervello come previsto.

La Lilly in Agosto ha rivelato che il suo farmaco solanezumab non arresta in modo significativo la progressione della malattia che ruba la memoria nella coppia di studi di fase III, che ha testato pazienti con sintomi di Alzheimer da lieve a moderato.


Ma la società ha detto in seguito che un'analisi dei dati combinati dei due studi ha suggerito che il farmaco ha rallentato in modo significativo il declino cognitivo nei pazienti con sintomi solo lievi, anche se non ha rallentato il declino della funzione fisica. La scoperta dai dati aggregati degli studi ha contribuito a riportare un po' di fiducia nel farmaco della Lilly, seguito da vicino, che potrebbe rivelarsi promettente nel trattamento di pazienti che non hanno ancora sviluppato i sintomi o che sono nelle primissime fasi della malattia.


Lunedi i ricercatori che parcepinano alla riunione scientifica annuale sugli Studi Clinici di Alzheimer (CTAD) a Monaco, ha detto che un'analisi indipendente dei risultati delle prove ha suggerito che la amiloide beta è stata rimossa dal cervello, e portata nel sangue, dei pazienti che assumono solanezumab. "I risultati supportano il continuo interesse dimostrato nell'amiloide come bersaglio terapeutico nella ricerca sull'Alzheimer", ha detto la CTAD in un comunicato.


Rachelle Doody, ricercatrice di Alzheimer della Baylor School of Medicine che ha condotto l'analisi, ha detto che la rimozione dell'amiloide dal cervello nel sangue - e il lieve miglioramento cognitivo visto - rafforzano l'ipotesi che l'amiloide è un colpevole della malattia. "I risultati sui biomarcatori dell'amiloide beta nel processo supportano un beneficio cognitivo piccolo, ma significativo" visto con l'approccio anti-amiloide, ha detto la Doody.


I ricercatori hanno detto che gli studi supportano l'uso precoce di farmaci come il solanezumab, che vanno a colpire le placche amiloidi tossiche nel cervello, per prevenire i sintomi della malattia. Uno di tali studi di prevenzione è previsto per l'inizio del prossimo anno alla Washington University di St. Louis, e include l'uso del farmaco della Lilly.


I ricercatori a Monaco hanno detto che non sono state registrate variazioni in qualsiasi altro biomarcatore importante (proteine o cambiamenti dei tessuti considerati associati alla malattia) compresa un'altra proteina che si sospetta essere un colpevole importante chiamata tau.

[...]

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Pubblicato da Ransdell Pierson/Reuters in Chicago Tribune il 29 Ottobre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.