Ricerche

Nuovo trattamento per proteggere le cellule cerebrali dal Parkinson: possibile uso nell'Alzheimer

Nuovo trattamento per proteggere le cellule cerebrali contro il Parkinson: possibile uso nell'AlzheimerGli scienziati stanno da tempo cercando ligandi naturali per il recettore Sigma-1 e un team guidato da ricercatori dell'Università del Wisconsin ha individuato un componente delle piante usate tradizionalmente nei rituali sciamanici in Sud America (come quelli nella foto) come ligando naturale. Il principio attivo, N, N-dimetiltriptamina (DMT), è anche allucinogeno e si trova naturalmente nel corpo. (Fonte: http://www.sciencemag.org/content/323/5916/934.abstract)Nel Parkinson (PD), deperiscono le cellule nervose che producono la dopamina, che controllano i nostri movimenti. Gli attuali trattamenti per la malattia mirano quindi a ripristinare il contenuto della dopamina nel cervello.


In un nuovo studio dall'Università di Lund (Svezia), i ricercatori affrontano il problema da una prospettiva diversa: attraverso l'attivazione precoce di una proteina che migliora la capacità del cervello di fronteggiare una serie di processi nocivi.


Stimolare la proteina, chiamata recettore Sigma-1, scatena una serie di meccanismi di difesa e ripristina la funzione motoria perduta.
I risultati sono stati ottenuti nei topi, ma gli studi clinici su pazienti possono non essere lontani.


Attivando il recettore Sigma-1, una proteina versatile coinvolta in molte funzioni cellulari, i ricercatori hanno aumentato i livelli di diverse molecole che aiutano le cellule nervose a costruire nuove connessioni, hanno diminuito l'infiammazione, aumentando nel contempo anche i livelli di dopamina. I risultati, pubblicati sulla rivista Brain, indicano un netto miglioramento dei sintomi motori in topi con una condizione simile al Parkinson che erano stati trattati con un farmaco stimolante del Sigma-1 per 5 settimane.


Questo trattamento non è mai stato studiato in relazione al Parkinson.
Tuttavia, varie pubblicazioni legate a ictus e malattie del motoneurone hanno riportato risultati positivi con farmaci che stimolano il recettore Sigma-1, e una società biotech degli Stati Uniti inizierà presto i test clinici su pazienti di Alzheimer.


Il fatto che le sostanze che stimolano questa proteina siano già disponibili per uso clinico è un grande vantaggio, secondo il professor M. Angela Cenci-Nilsson, responsabile del team di ricerca dell'Università di Lund: "E' un enorme vantaggio che queste sostanze siano già state testate nelle persone e approvate per l'applicazione clinica.
Significa che sappiamo già che il corpo tollera questo trattamento. Gli studi clinici per il Parkinson potrebbero teoricamente iniziare in qualsiasi momento".


Aumentare i meccanismi difensivi interni del cervello con approcci di questo tipo è un'idea piuttosto recente nella ricerca sul Parkinson.
Il professor Cenci-Nilsson, tuttavia, ritiene che il numero di obiettivi per i trattamenti futuri sia in aumento visto che impariamo sempre di più sugli effetti complessi del PD su molti tipi diversi di cellule nel cervello. "I miglioramenti motori che abbiamo visto nei topi sono sproporzionatamente grandi rispetto al recupero dei livelli di dopamina. Crediamo che dipenda dal trattamento, che ha protetto il cervello da una serie di conseguenze indirette innescate dalla lesione di tipo Parkinson. Ad esempio, oggi sappiamo che una perdita di dopamina induce i neuroni attaccati a perdere le sinapsi, e altera sia i percorsi neurali che le cellule non neuronali nel cervello. Poiché il recettore Sigma-1 è ampiamente espresso in molti tipi cellulari, il trattamento potrebbe intervenire in molti di questi processi dannosi".


Il trattamento ha dimostrato di essere significativamente più efficace quando è avviato all'inizio della fase più aggressiva della morte delle cellule della dopamina.
Come futura terapia potenziale per il Parkinson, questo trattamento dovrebbe quindi essere avviato il più presto possibile dopo la diagnosi, per avere il massimo impatto.


"Per accelerare una possibile traduzione clinica dei nostri risultati, dovremo ora cercare ulteriori prove a sostegno di questo tipo di trattamento.
Ora stiamo discutendo varie opportunità con diversi partner collaboranti, e cercheremo di procurare finanziamenti per gli studi clinici nel Parkinson al più presto", conclude Angela M. Cenci-Nilsson.

 

 

 

 

 


FonteLund University  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  V. Francardo, F. Bez, T. Wieloch, H. Nissbrandt, K. Ruscher, M. A. Cenci. Pharmacological stimulation of sigma-1 receptors has neurorestorative effects in experimental parkinsonism. Brain, 2014; DOI: 10.1093/brain/awu107

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 DaNonPerdere

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

04.08.2017 DaNonPerdere

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 DaNonPerdere

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 DaNonPerdere

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

07.10.2016 DaNonPerdere

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer …

16.06.2016 DaNonPerdere

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 DaNonPerdere

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocamp…

17.02.2016 DaNonPerdere

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 DaNonPerdere

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015 DaNonPerdere

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 DaNonPerdere

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le proteina…

31.07.2015 DaNonPerdere

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 DaNonPerdere

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015 DaNonPerdere

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 DaNonPerdere

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzheim…

27.04.2015 DaNonPerdere

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015 DaNonPerdere

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014 DaNonPerdere

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

05.12.2014 DaNonPerdere

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 DaNonPerdere

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

02.11.2014 DaNonPerdere

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

06.10.2014 DaNonPerdere

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

01.10.2014 DaNonPerdere

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014 DaNonPerdere

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...