Parkinson: possibile identificare velocemente i pazienti a rischio di demenza

Può essere possibile ora identificare i pazienti di Parkinson al primo stadio che svilupperanno la demenza, secondo uno studio condotto all'«Institut universitaire de gériatrie de Montréal» dal Dr. Oury Monchi, PhD, e dal suo studente post-dottorato, Dr. Alexandru Hanganu, MD, PhD, entrambi i quali sono affiliati con l'Université de Montréal. Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Brain.


Sebbene il Parkinson sia in genere associato a problemi motori come tremore o rigidità, le persone con questa malattia hanno in realtà un rischio sei volte maggiore di sviluppare la demenza rispetto al resto della popolazione.


In questo primo studio longitudinale della materia, 32 pazienti al primo stadio di Parkinson sono stati seguiti per 20 mesi. Alcuni dei pazienti avevano disturbi cognitivi lievi, mentre altri no. E' stato seguito anche un gruppo di controllo di 18 persone sane.


"Abbiamo trovato con la risonanza magnetica un diradamento in alcune aree corticali, così come un'atrofia sottocorticale nella materia grigia nei soggetti con disturbi cognitivi lievi. Grazie al nostro approccio longitudinale, siamo riusciti ad osservare che questo assottigliamento accelera in concomitanza con l'aumento dei problemi cognitivi", ha spiegato il Dr. Monchi. Questo deterioramento specifico del cervello combinato con la presenza precoce di deficit cognitivi lievi potrebbe essere un marcatore per lo sviluppo di demenza.


Il Dr. Monchi ha sottolineato l'importanza di questi risultati: "Questo studio apre la porta a ulteriori ricerche, per esempio su farmaci o su approcci non farmacologici come la stimolazione magnetica transcranica. E' importante identificare molto rapidamente questi pazienti, prima che sviluppino la demenza, così da adattare un approccio terapeutico alle loro esigenze specifiche".


Si stima che circa 100 mila Canadesi abbiano il morbo di Parkinson, la seconda malattia neurodegenerativa più comune dopo Alzheimer.

 

 

 

 

 


FonteUniversite de Montreal  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  A. Hanganu, C. Bedetti, C. Degroot, B. Mejia-Constain, A.-L. Lafontaine, V. Soland, S. Chouinard, M.-A. Bruneau, S. Mellah, S. Belleville, O. Monchi. Mild cognitive impairment is linked with faster rate of cortical thinning in patients with Parkinson's disease longitudinally. Brain, 2014; DOI: 10.1093/brain/awu036

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)