Gli scienziati studiano le proteine della demenza

Oligodendrociti(UKPA) 26/9/2012 - Scienziati stanno per lanciare un importante studio su proteine poco conosciute che, a loro avviso, sono un fattore che contribuisce a malattie come la demenza e la sclerosi multipla.

Il team di biologi dell'Università di Portsmouth ha avuto un finanziamento di 600.000 sterline per esaminarne l'impatto sull'invecchiamento del cervello e sul declino cognitivo.


Lo studio si concentrerà su una proteina nota come Kir4.1 che è un elemento chiave nel controllo di cellule speciali del cervello e del midollo spinale che formano la mielina, una sostanza che isola i cablaggi del cervello. Hanno scoperto che la proteina è fondamentale per garantire il buon funzionamento di queste cellule, chiamate oligodendrociti (nella foto in alto).


I ricercatori sanno già che la mielina agisce come strato isolante intorno alle cellule nervose ed è essenziale per la conduzione rapida di informazioni e il suo danneggiamento interferisce con i messaggi tra il cervello e le altre parti del corpo. Stanno anche esaminando un'altra proteina chiamata Gas6 che, hanno scoperto, può stimolare la produzione e la sopravvivenza degli oligodendrociti. La ricerca combinata del team si concentrerà sui segnali nel cervello che stimolano la crescita e la rigenerazione degli oligodendrociti e della mielina.


Il Professore Arthur Butt, dalla Facoltà di Farmacia e Scienze Biomediche, ha detto: "Queste cellule nel cervello vengono generate al momento della nascita e durante i primi anni di sviluppo. Ma continuano ad essere generate nel cervello adulto e sono importanti per sostituire le cellule perse durante il normale processo di invecchiamento. Pensiamo che il cervello rallenti la produzione di queste cellule con l'invecchiamento e questo diminuisce la velocità con cui il cervello ripara la sua materia bianca, che è importante per la funzione cognitiva".


E' anche influenzata l'area del cervello nota come ippocampo, importante per la memorizzazione. "Indagando sui segnali utilizzati dal cervello per controllare queste funzioni ci auguriamo di ottenere una visione più completa del cervello che invecchia e comprendere meglio le malattie come l'Alzheimer e la demenza".


La ricerca, finanziata dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council e dalla Multiple Sclerosis (MS) Society, avrà inizio entro la fine dell'anno e si completerà in tre anni. Gli scienziati sperano che i risultati possano essere usati per sviluppare trattamenti sperimentali per le malattie del cervello e la SM, e contribuiscano anche allo sviluppo di futuri strumenti diagnostici che permettano ai medici di predire l'Alzheimer e la demenza.

 

 

 

 

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Pubblicato in Google HostedNews/PressUK il 26 Settembre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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