Image by vecstock on Freepik
Secondo una nuova ricerca guidata da Yanling Deng della Emory University di Atlanta (Georgia/USA), pubblicata su PLOS Medicine, gli anziani con livelli più elevati di inquinamento atmosferico hanno maggiori probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA).
L'Alzheimer è il tipo più comune di demenza e colpisce circa 57 milioni di persone in tutto il mondo. Gli scienziati riconoscono da tempo l'inquinamento atmosferico come un fattore di rischio per il MA, così come per condizioni croniche come ipertensione, ictus e depressione.
Poiché queste condizioni sono legate anche alla demenza, i ricercatori si sono chiesti se l'aria inquinata aumenti indirettamente il rischio di MA contribuendo a tali malattie, o se danneggi più direttamente il cervello. L’altra possibilità era che i problemi di salute esistenti potessero rendere il cervello più sensibile all’inquinamento.
Ampio studio su 27,8 milioni di anziani
Per esplorare queste domande, il team della Emory ha analizzato i dati di oltre 27,8 milioni di beneficiari di Medicare (assicurazione sanitaria pubblica USA) over-65 tra il 2000 e il 2018. Hanno confrontato i livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico con i nuovi casi di MA, considerando attentamente la presenza di altre condizioni di salute croniche.
L'analisi ha rivelato che le persone esposte a livelli più elevati di inquinamento atmosferico avevano una maggiore probabilità di sviluppare la malattia. La relazione era leggermente più forte tra gli individui che avevano precedentemente avuto un ictus. Al contrario, l’ipertensione e la depressione non hanno aumentato significativamente il rischio correlato all’inquinamento.
Effetti cerebrali diretti dell'inquinamento da particolato fine (PM 2.5)
Nel loro insieme, i risultati indicano che l'inquinamento atmosferico può aumentare il rischio di MA principalmente attraverso effetti diretti sul cervello piuttosto che innescando altre malattie croniche. Allo stesso tempo, una storia di ictus sembra aumentare la vulnerabilità, suggerendo che alcuni individui corrono rischi più gravi.I risultati indicano anche che l’aria più pulita può essere una potenziale strategia per ridurre i tassi di demenza e proteggere la salute cognitiva nelle popolazioni che invecchiano.
Gli autori aggiungono: "In questo ampio studio nazionale sugli anziani, abbiamo scoperto che l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico da particolato fine era associata a un rischio più elevato di MA, in gran parte attraverso effetti diretti sul cervello piuttosto che attraverso condizioni croniche comuni come ipertensione, ictus o depressione.
“I nostri risultati suggeriscono che gli individui con una storia di ictus possono essere particolarmente vulnerabili agli effetti dannosi dell’inquinamento atmosferico sulla salute del cervello, evidenziando un’importante intersezione tra fattori di rischio ambientali e vascolari”.
Fonte: PLOS via ScienceDaily (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: Y Deng, [+6], K Steenland. The role of comorbidities in the associations between air pollution and Alzheimer’s: ... PLOS Med, 2026, DOI
Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.
Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.
Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.












Associazione Alzheimer OdV