Identificato nuovo bersaglio farmacologico promettente per l'Alzheimer ... dei topi

Increased neuronal signaling in neural idol knockout mice

Scienziati della Indiana University di Indianapolis (Indiana/USA) hanno identificato un bersaglio farmacologico promettente per il morbo di Alzheimer (MA). Il team ha scoperto che la rimozione di un enzima dai neuroni nel cervello riduce sostanzialmente le placche amiloidi – un segno distintivo della malattia – e può fornire ulteriore resilienza contro la sua progressione.


Negli ultimi anni, la FDA ha approvato due farmaci modificanti la malattia per il trattamento del MA, lecanemab e donanemab, che rimuovono l’accumulo di placche amiloidi nel cervello e possono “congelare” una persona nel suo attuale stato funzionale. Il team di ricercatori della IU, guidato da Hande Karahan PhD, e Jungsu Kim PhD, afferma che puntare questo enzima, chiamato IDOL, nei neuroni può essere un nuovo modo per rimuovere le placche amiloidi e migliorare la comunicazione tra i neuroni e il metabolismo dei lipidi nel cervello.


"Ciò che rende tutto questo entusiasmante è che ora abbiamo un obiettivo specifico che potrebbe portare a un nuovo tipo di trattamento", ha affermato Kim, professore di genetica medica e molecolare. "Crediamo che IDOL ci fornirà una strategia alternativa per curare il MA. Puntare sugli enzimi nello sviluppo di farmaci offre vantaggi chiave grazie ai loro siti attivi ben definiti ('tasche') in cui i farmaci possono attaccarsi e bloccare la loro attività. Questa precisione implica che possiamo progettare molecole che colpiscono il bersaglio giusto con effetti collaterali minimi".


Nello studio, pubblicato su Alzheimer's & Dementia, i ricercatori hanno generato due diversi modelli animali del MA eliminando il gene IDOL nel cervello sia dai neuroni che dalle microglia, le cellule immunitarie del cervello. La Karahan, assistente prof.ssa di ricerca di genetica medica e molecolare, ha affermato che ci si aspetta che le microglia siano il principale motore della rimozione delle placche amiloidi perché le cellule immunitarie sono attori chiave nell'eliminazione dell'amiloide e sono il principale tipo di cellula che produce IDOL nel cervello.


La rimozione di IDOL dai neuroni non solo ha ridotto le placche, ha detto Karahan, ma ha anche ridotto i livelli di una proteina chiamata apolipoproteina E (APOE), che è associata al MA; una delle varianti della proteina, l'APOE4, è il più forte fattore di rischio del MA a esordio tardivo. L'APOE svolge anche un ruolo fondamentale nel metabolismo dei lipidi, ha affermato la Karahan.


Il team ha anche scoperto che i livelli dei recettori che possono regolare l’APOE e le placche amiloidi nel cervello aumentavano quando l’enzima veniva rimosso dai neuroni. Questi recettori hanno un ruolo fondamentale nel metabolismo dei lipidi e nella sana comunicazione neuronale. La Karahan ha detto che uno studio recente mostra che l'attivazione di un percorso, anch'esso regolato da questi recettori, fornisce resilienza al declino cognitivo nei pazienti con MA che hanno elevate quantità di placche.


"Ciò è particolarmente importante dal punto di vista clinico perché ai pazienti viene solitamente diagnosticata la malattia dopo aver accumulato un notevole carico di placche amiloidi nel cervello. Sia la riduzione dei livelli di amiloide, che l'aumento della resilienza a questi cambiamenti patologici potrebbero massimizzare i benefici clinici", ha affermato la Karahan. "Puntare l'IDOL neuronale può offrire molteplici benefici terapeutici nel MA riducendo contemporaneamente il carico di amiloide e migliorando gli effetti neuroprotettivi".


Kim ha detto che il team lavorerà prossimamente su alcune strategie per puntare l'enzima e sviluppare farmaci per il trattamento del MA, aggiungendo che è importante valutare la sicurezza dei composti e i loro effetti funzionali nei modelli preclinici. Kim ha detto che determineranno anche se l'inibizione di IDOL preserva le connessioni sinaptiche e mitiga la patologia tau nel MA.

 

 

 


Fonte: Indiana University (> English)(> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: H Karahan, [+11], J Kim. Deletion of neuronal Idol ameliorates Alzheimer's disease–related pathologies via APOE receptors. Alz&Dem, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Ruolo di resilienza cerebrale, salute immunitaria e menopausa nel rischio di d…

10.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le donne hanno maggiori probabilità degli uomini di ricevere una diagnosi di demenza. Se...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.