Chi porta fuori la spazzatura dal cervello e dove?

Ricercatori hanno scoperto che un meccanismo responsabile della scomposizione delle proteine ​​tossiche, noto per essere coinvolto nello sviluppo dell'Alzheimer, può in realtà diffondere queste proteine ​​alle cellule vicine, favorendo così la progressione della malattia nel cervello.

Defective cell and healthy cellA sinistra in alto una proteina difettosa (giallo) nel processo di secrezione all'esterno di una cellula malata e sotto una cellula sana senza accumulo della proteina difettosa in giallo. (Wagh, Glickman / PNAS)

Un gruppo di ricerca del Technion di Haifa (Israele), ha scoperto un meccanismo chiave nello sviluppo del morbo di Alzheimer (MA), che identifica le proteine ​​tossiche e le smaltisce. Nella maggior parte dei casi, le proteine ​​dannose vengono degradate all’interno della cellula. Tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che in determinate situazioni, lo stesso sistema destinato ad eliminare queste proteine, le trasferisce semplicemente all’esterno della cellula.


Questa scoperta potrebbe spiegare come una malattia che inizia in modo casuale nei singoli neuroni possa diffondersi in ampie regioni del cervello. Lo studio, pubblicato su PNAS, è stato guidato dal Prof. Michael Glickman, preside della Facoltà di Biologia, e dal ricercatore post-dottorato dott. Ajay Wagh. Nel loro studio descrivono come le cellule cerebrali gestiscono la UBB+1, una variante difettosa e tossica della proteina ubiquitina.


Il sistema dell’ubiquitina è essenziale per scomporre le proteine danneggiate e pericolose, e aiuta l'organismo ad eliminarle. Il problema sorge quando l’ubiquitina muta in UBB+1. Invece di proteggere la cellula, la UBB+1 la danneggia, formando aggregati proteici associati allo sviluppo del MA. Nelle cellule cerebrali, questo danno è particolarmente grave perché i neuroni non si dividono né si rigenerano: una volta che un neurone muore, non può essere sostituito.


Uno dei 'guardiani' che impediscono all’UBB+1 di avvelenare le cellule cerebrali è la proteina p62, coinvolta nel processo di autopulizia cellulare chiamato autofagia. Agendo come recettore intelligente, p62 riconosce UBB+1 e la racchiude in una vescicola che le impedisce di causare danni.


Successivamente, accade una di queste due cose: la p62 dirige la vescicola al lisosoma, che è il centro di riciclaggio della cellula, oppure la secerne fuori dalla cellula nel fluido cerebrale intercellulare. I ricercatori del Technion dimostrano che la seconda opzione potrebbe mettere in pericolo il tessuto cerebrale.


Una volta che la vescicola viene espulsa nel fluido extracellulare del cervello, frammenti della proteina tossica UBB+1 possono fuoriuscire nei neuroni vicini, accelerando così la diffusione della patologia di MA. Secondo il Prof. Glickman:

“Tutti vogliamo che qualcuno porti fuori la spazzatura, ma in questo caso le cellule stanno scaricando la spazzatura sui vicini. Anche se questo risolve un problema acuto per la singola cellula, può causare danni a lungo termine all’intero tessuto. Riteniamo che la scoperta di questo meccanismo consentirà, primo, la diagnosi precoce del MA basata sull’analisi dei fluidi cerebrospinali e di altri fluidi corporei e, secondo, lo sviluppo di trattamenti precisi e personalizzati”.

 

 

 


Fonte: Technion-Israel Institute of Technology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AR Wagh, MH Glickman. Molecular mechanisms underlying p62-dependent secretion of the Alzheimer-associated ubiquitin variant UBB. PNAS, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.