L'impatto dell'ApoE4 dipende dal tipo di cellula cerebrale in cui è prodotto

researchers at gladstone looking at scan image

Di tutti i fattori di rischio genetico noti per il morbo di Alzheimer (MA) ad esordio tardivo, il più forte è il gene che codifica la proteina ApoE4. Le persone con una copia di questo gene hanno una probabilità 3,5 volte maggiore, in media, di sviluppare il MA rispetto alle altre, e quelle con due copie hanno di fronte un rischio 12 volte più alto.


Tuttavia, non è chiaro come l'ApoE4 aumenta esattamente il rischio di MA. Molti tipi di cellule nel cervello producono ApoE4: un po' è prodotto dai neuroni, ma altre cellule cerebrali chiamate glia lo producono in quantità più elevate. Per questo motivo, la maggior parte delle ricerche precedenti su questa proteina si sono concentrate sull'ApoE4 dalle glia.


Ora, i ricercatori dei Gladstone stanno facendo luce sull'ApoE4 prodotto dai neuroni. In uno studio nei topi pubblicato su Nature Aging, dimostrano che l'ApoE4 dai neuroni ha un ruolo di guida nel MA molto più grande di quanto si pensava finora.


"Questa ricerca potrebbe essere una svolta nel campo della ricerca sull'ApoE", afferma Yadong Huang MD/PhD, investigatore dei Gladstone e autore senior dello studio. "I nostri risultati suggeriscono l'opportunità di esplorare nuovi trattamenti che puntano specificamente l'ApoE4 neuronale per proteggere dal MA".

 

Eliminare l'ApoE4 nei neuroni per rivelare il suo ruolo

L'ApoE4 è in realtà una delle tre versioni della proteina ApoE, che si trova nel corpo di ogni persona. La maggior parte degli individui ha la versione 'sana' (ApoE3), mentre circa il 12% ha la versione che protegge dal MA (ApoE2). Ma circa il 25% dei nordamericani ha una copia del gene per l'ApoE4 e fino al 3% ne ha due copie.


La maggior parte dell'ApoE nel nostro cervello è prodotta da un tipo di cellule gliali chiamate astrociti e ricerche precedenti hanno suggerito che l'ApoE4 astrocitico contribuisce al MA. Tuttavia, le prove trovate da diversi anni da Huang e colleghi suggeriscono che l'ApoE4 dei neuroni può avere una parte ancora più importante.


"In condizioni normali, i neuroni non producono molto ApoE, ma sotto stress o in risposta alle lesioni, aumentano rapidamente la produzione di questa proteina", afferma Huang, che è anche direttore del Center for Translational Advancement ai Gladstone, e professore di neurologia e patologia alla UC San Francisco (UCSF). "Ecco perché siamo molto interessati all'ApoE4 neuronale in condizioni di malattia".


Per comprendere meglio il ruolo della proteina, il suo team ha creato un topo modello di MA in cui il gene ApoE di topo è stato sostituito dal gene umano dell'ApoE4 o dall'ApoE3. I topi erano anche portatori di una forma unica della proteina tau umana che si accumula nel cervello con l'invecchiamento, un segno distintivo del MA.


È importante sottolineare che, nei topi geneticamente modificati, la produzione di ApoE da parte dei neuroni poteva essere eliminata selettivamente, preservando la produzione di ApoE da altri tipi di cellule, consentendo agli scienziati di esaminare esattamente come l'eliminazione dell'ApoE4 neuronale influiva sui topi che imitano il MA.

 

Risultati sorprendenti di protezione

Gli scienziati hanno scoperto che la rimozione dell'ApoE4 dai neuroni ha ridotto molti cambiamenti cerebrali che ricordano il MA.


Nei topi modello, l'eliminazione di ApoE4 neuronale

  • ha ridotto di oltre l'80% l'accumulo anormale di tau,
  • ha protetto dalla perdita di neuroni e dal restringimento dell'ippocampo, una parte del cervello cruciale per la formazione di memoria, che degenera nei pazienti di MA,
  • ha protetto gli animali dalla perdita di guaine di mielina, gli strati isolanti che proteggono i neuroni e aiutano i loro segnali elettrici a viaggiare più velocemente,
  • ha ridotto la sovra-eccitazione dei neuroni, che spesso avviene nel MA e
  • ha ridotto le reazioni anormalmente intense delle cellule gliali - contribuenti cruciali della degenerazione - osservate di solito nella malattia.


"Queste riduzioni ampie della patologia sono state sorprendenti, soprattutto perché l'ApoE4 neuronale rappresenta solo una piccola parte dell'ApoE prodotto nel cervello", afferma Nicole Koutsodendris PhD, prima autrice dello studio, dottoranda del laboratorio di Huang ai Gladstone e nel programma di biologia delle cellule staminali e dello sviluppo alla UCSF.


"I nostri risultati suggeriscono con forza che l'ApoE4 neuronale è fondamentale per lo sviluppo del MA nei portatori di ApoE4", afferma Huang.

 

Una nuova direzione per lo sviluppo di farmaci

Mentre alcuni farmaci e altri trattamenti possono rallentare la progressione del MA o aiutare a curarne i sintomi, non esiste ancora alcuna cura. E i pazienti hanno urgente bisogno di soluzioni.


Stabilendo un ruolo chiave dell'ApoE4 neuronale, il team di Huang apre nuove possibilità per il trattamento della malattia. Ad esempio, potrebbero essere sviluppati farmaci o strategie di modifica genica per bloccare i meccanismi responsabili della produzione di ApoE4 all'interno dei neuroni.


"I nostri risultati evidenziano il potenziale terapeutico di ridurre l'ApoE4 neuronale nel MA", conclude Huang. "Aprono nuove interessanti opportunità per lo sviluppo di farmaci o strategie migliori per trattare questa malattia devastante".

 

 

 


Fonte: Gladstone Institutes (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:N Koutsodendris, ...[+12], Y Huang. Neuronal APOE4 removal protects against tau-mediated gliosis, neurodegeneration and myelin deficits. Nature Aging, 20 Feb 2023, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.