Uso a lungo termine di antibiotici delle donne di mezza età può colpire la cognizione

Gli antibiotici sono uno dei farmaci prescritti più comuni al mondo. Sono usati per trattare molte infezioni batteriche diverse. Mentre la maggior parte delle persone può assumerli solo per una settimana o due alla volta, alcuni possono prendere antibiotici per un periodo più lungo per trattare determinate condizioni croniche, come la polmonite o l'acne.


Anche se gli antibiotici sono dei salva-vita, il loro uso a lungo termine può generare diversi effetti collaterali, non ultimo dei quali è il rischio che i batteri sviluppino resistenza agli antibiotici. E ora, uno studio recente ha collegato l'uso di antibiotici a lungo termine da parte delle donne di mezza età anche a un aumento del rischio di declino cognitivo.


Per condurre il loro studio, i ricercatori hanno raccolto i dati di 14.542 donne che facevano parte del Nurses’ Health Study II, uno studio che ha monitorato ogni due anni tra il 2014 e il 2018 la salute e il benessere di infermiere, la cui età media all'inizio dello studio era di 54 anni.


I ricercatori hanno registrato l'uso di antibiotici delle partecipanti fino a quattro anni prima dell'inizio dello studio. Alcune donne avevano preso antibiotici a lungo termine (due mesi o più) per varie condizioni, come problemi respiratori o acne. Altre non avevano avuto prescrizioni di antibiotici. I ricercatori hanno misurato la capacità cognitiva con dei test online, che misuravano fattori come l'apprendimento e la memoria di lavoro.


Le donne sono state seguite fino a 7 anni dopo per vedere se l'uso di antibiotici a lungo termine in mezza età aveva effetti duraturi sulla cognizione. Le donne che avevano usato antibiotici a lungo termine in precedenza hanno ottenuto un punteggio inferiore di apprendimento, memoria di lavoro, velocità motoria e attenzione, rispetto a quelle che non li avevano usati. Non sappiamo se l'uso di antibiotici a breve termine ha avuto un effetto simile in quanto non è stato segnalato.

 

Salute dell'intestino

Sebbene i risultati mostrino solo un legame tra uso di antibiotici e declino cognitivo, i ricercatori pensano che i cambiamenti del microbioma intestinale, causati da un uso di antibiotici a lungo termine, potrebbero essere la ragione per cui alcune donne hanno avuto un declino della funzione cognitiva.


Il nostro corpo contiene milioni di minuscoli microbi, invisibili all'occhio umano. Questi batteri e virus mantengono quietamente la nostra salute sotto controllo. Ma molte cose possono disturbare l'equilibrio del nostro microbioma, compresa una dieta povera e l'uso di antibiotici.


Mentre gli antibiotici uccidono i batteri che causano infezioni nel nostro corpo, possono anche uccidere altri batteri, compresi quelli utili. Persino un piccolo scompenso nel bilanciamento del nostro microbioma può avere un impatto sulla salute, legato a condizioni come malattia intestinale infiammatoria, diabete di tipo 2, obesità e problemi di salute mentale.


Il microbioma intestinale e il cervello sono anche collegati, motivo per cui un intestino sano è importante per la salute del cervello. Ad esempio, le proteine che le cellule cerebrali usano per comunicare sono prodotte dai microbi intestinali. Quando il microbioma intestinale si sbilancia, queste proteine ​​si danneggiano. Questo influisce non solo sul modo in cui funziona il cervello, ma potrebbe anche contribuire a condizioni come la demenza, il Parkinson e persino la schizofrenia.


Dato il collegamento del microbioma con la salute del cervello e la cognizione, e le prove ampie che mostrano che gli antibiotici possono corrompere il microbioma, sembra plausibile che l'uso di antibiotici a lungo termine possa influenzare le funzioni cognitive del cervello. Ad esempio, c'è evidenza che l'uso di antibiotici nella prima infanzia, un momento importante per lo sviluppo cerebrale e cognitivo, può avere effetti negativi sulla cognizione fino a 11 anni dopo.


Sebbene alcuni studi abbiano misurato sia l'uso di antibiotici che la funzione cognitiva negli adulti, alcuni studi hanno mostrato che gli antimicrobici ad ampio spettro (compresi gli antibiotici) possono influenzare la nostra funzione cognitiva, causando effetti collaterali come confusione, delirium e attenzione più carente in uomini e donne, anche dopo l'uso a breve termine.


Anche se questa ricerca recente ha mostrato un legame tra uso di antibiotici a lungo termine e declino cognitivo, lo studio ha alcune limitazioni da tenere in considerazione. Innanzitutto, il test cognitivo online ha valutato solo quattro funzioni. Ciò significa che non abbiamo un quadro completo della salute cognitiva, e non sappiamo se ci sono altri deficit cognitivi oltre a quelli misurati nello studio.


Un'altra carenza è che i ricercatori non hanno raccolto campioni fecali. Ciò significa che non sappiamo in realtà se il microbioma è cambiato in modo significativo dopo l'uso di antibiotici a lungo termine, e se questo cambiamento era persistente. Sebbene i ricercatori fossero in grado di dimostrare che l'uso di antibiotici ha avuto un collegamento con il declino della funzione cognitiva più grande di altri fattori di stile di vita (come la dieta o altre condizioni di salute), sarà comunque importante per la ricerca futura esaminare se il microbioma ha davvero a ruolo nell'uso di antibiotici e nella funzione cognitiva.


Anche l'età dei partecipanti è un fattore importante, poiché l'età media di 54 anni all'inizio dello studio è il momento in cui la maggior parte delle donne ha la menopausa. La menopausa provoca cambiamenti ormonali che possono influenzare tutto, da come funziona il sistema immunitario alla qualità del sonno, dal peso alla pressione sanguigna e persino la concentrazione e il pensiero. Alcune ricerche dimostrano anche che la menopausa altera il microbioma. Come tale, sarà importante per gli studi futuri includere uomini di mezza età per vedere se ci sono effetti simili.


Queste scoperte della ricerca indicano che è importante prestare attenzione alla salute dell'intestino in tutte le fasi della vita. Fortunatamente, ci sono molte cose che puoi fare per rendere più sano il tuo microbioma, come avere un'alimentazione ad alto contenuto di fibre e usare prebiotici e probiotici.


Anche l'aria fresca e l'esercizio hanno effetti positivi sul microbioma. Naturalmente per i problemi persistenti si dovrebbe cercare un'attenzione medica.

 

 

 


Fonte: Lynne A. Barker, prof.ssa di neuroscienze cognitive, Sheffield Hallam University

Pubblicato su The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Raaj Mehta, P Lochhead, Y Wang, W Ma, LH Nguyen, B Kochar, C Huttenhower, F Grodstein, Andrew Chan. Association of midlife antibiotic use with subsequent cognitive function in women. PLOS One, 23 Mar 2022, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Proteine ​​cruciali dell’Alzheimer competono all’interno delle cellule cerebra…

2.04.2026 | Ricerche

L’amiloide-beta può sconvolgere il ruolo utile della tau

 

Una nuova ricerca...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.