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Rapporti e studi

Quello che fa bene al cuore fa bene al cervello

L'ultimo aggiornamento statistico dell'American Heart Association evidenzia un legame importante tra i fattori di rischio cardiovascolare e il crescente onere globale di malattie cerebrali.

brain and heart

Gli stessi fattori di rischio che contribuiscono a rendere le malattie cardiache la causa principale di morte in tutto il mondo contribuiscono anche all'aumento della prevalenza globale delle malattie del cervello, che includono ictus, morbo di Alzheimer (MA) e demenza, secondo l'Heart Disease and Stroke Statistics - 2022 Update dell'AHA, pubblicato su Circulation. Gli esperti dicono che mantenere un peso sano, gestire la pressione sanguigna e seguire altri comportamenti di stile di vita sani per il cuore, può anche supportare la buona salute del cervello.


La salute ottimale del cervello include la capacità funzionale di svolgere tutti i compiti diversi per i quali è responsabile, che comprendono movimento, percezione, apprendimento, memoria, comunicazione, risoluzione dei problemi, giudizio, processo decisionale ed emozioni. Dopo un ictus e una malattia cerebrovascolare spesso si vedono il declino cognitivo e la demenza, che indicano un declino della salute del cervello. Viceversa, gli studi mostrano che mantenere una buona salute vascolare è associato all'invecchiamento sano e al mantenimento della cognizione.


Il tasso di mortalità globale del MA e di altre cause di demenza sta aumentando notevolmente, anche più del tasso di morte per cardiopatie:

  • A livello globale, oltre 54 milioni di persone avevano il MA e altre cause di demenza nel 2020, in aumento del 37% dal 2010 e del 144% negli ultimi 30 anni (1990-2020).
  • Più di 1,89 milioni di morti nel mondo sono stati attribuiti nel 2020 al MA e ad altre demenze, rispetto a quasi 9 milioni di morti per malattie cardiache.
  • Le morti globali per MA e altre demenze sono aumentate di oltre il 44% dal 2010 al 2020, rispetto a un aumento del 21% delle morti per cardiopatie.
  • Le morti per MA e altre demenze sono aumentate del 184% negli ultimi 30 anni (1990-2020), rispetto a un aumento del 66% delle morti per cardiopatie durante lo stesso tempo.


Poiché i dati di prevalenza e mortalità negli USA sono tracciati in modo diverso da altri paesi, l'aggiornamento statistico non offre dati nazionali comparabili per il 2020. Tuttavia, erano stati segnalati quasi 2,9 milioni di persone negli USA con MA e altre demenze nel 2017. Il MA e altre demenze combinate erano la principale causa di morte tra tutti i disturbi neurologici, incluso l'ictus.


Mitchell S.V. Elkind MDMS/FAHA, precedente presidente dell'AHA, professore di neurologia ed epidemiologia alla Columbia University e neurologo del College of Physicians and Surgeons della Presbyterian/Columbia University di New York, ha detto:

"Il tasso globale di malattie cerebrali sta rapidamente superando quello delle malattie cardiache. Il tasso di morti per MA e altre demenze è salito più del doppio nell'ultimo decennio rispetto al tasso di morti per malattie cardiache, e questo è qualcosa che dobbiamo affrontare.

"Stiamo imparando di più su come alcuni tipi di demenza sono legati all'invecchiamento e in che modo alcuni tipi sono dovuti alla salute vascolare scadente. Molti studi dimostrano che gli stessi comportamenti sani di stile di vita che possono aiutare a migliorare la salute del cuore di una persona possono anche preservare o addirittura migliorare la salute del suo cervello.

"Sta diventando più evidente che ridurre i fattori di rischio delle malattie vascolari può fare una vera differenza nell'aiutare le persone a vivere più a lungo, più sane, prive di malattie del cuore e del cervello".


L'aggiornamento statistico 2022 evidenzia parte di tale ricerca:

  • In una meta-analisi di 139 studi, le persone con ipertensione in mezza età hanno avuto una probabilità 5 volte più alta di sperimentare deterioramento della cognizione globale e circa il doppio delle probabilità di sperimentare calo di funzione esecutiva, demenza e MA.
  • Quasi la metà di tutti gli adulti (47% = 121,5 milioni) negli USA ha una pressione sanguigna elevata, in base ai dati 2015-2018.
  • In una meta-analisi di studi longitudinali con 42 anni di esame, le persone con obesità avevano il triplo del rischio di demenza.
  • Il fumo corrente è stato associato a un aumento del 30-40% del rischio di demenza, di MA e di demenza vascolare, in base a una meta-analisi di 37 studi prospettici.


Avere malattie cardiovascolari aumenta anche le possibilità di sviluppare malattie del cervello:

  • In una meta-analisi di 4 studi longitudinali, il rischio di demenza associato a insufficienza cardiaca era quasi doppio.
  • Nello studio neurocognitivo ARIC (12.515 partecipanti, età media 57 anni, 24% neri, 56% donne), la fibrillazione atriale è stata associata a maggiore declino cognitivo e demenza su 20 anni.
  • Una meta-analisi di 10 studi prospettici (con 24.801 partecipanti) ha rilevato che la coronaropatia era associata a un aumento del 40% di rischio di esiti cognitivi scadenti, che comprendono demenza, deterioramento o declino cognitivo.


Ci sono anche differenze significative per sesso, razza / etnia e status socioeconomico delle persone che hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cerebrali e demenza, indicando che anche i determinanti sociali della salute hanno un ruolo:

  • Dei più di 54 milioni di casi di MA e altre demenze in tutto il mondo nel 2020, quasi 20 milioni erano uomini, rispetto a quasi 35 milioni di donne. Di MA o altre demenze sono morte più del doppio di donne rispetto a uomini.
  • Un'analisi retrospettiva dei dati 2016 del Behavioral Risk Factor Surveillance System ha trovato differenze significative nel declino cognitivo soggettivo nei vari gruppi razziali e etnici non bianchi rispetto agli adulti bianchi nei 20.843 intervistati che hanno riferito di avere la diagnosi di ictus.

    Rispetto agli adulti bianchi, gli altri gruppi razziali ed etnici hanno maggiori probabilità di riportare il peggioramento della confusione o la perdita di memoria che contribuiscono alla mancata partecipazione alle attività quotidiane o alle difficoltà nel lavoro, nel volontariato e nelle attività sociali fuori casa almeno in qualche occasione. Dopo gli aggiustamenti per sesso, età, istruzione, reddito e comorbidità, gli adulti neri avevano una probabilità 1,5 volte maggiore, e gli adulti ispanici più che doppia, rispetto agli adulti bianchi, di rinunciare alle attività domestiche quotidiane o alle faccende del giorno dopo giorno a causa della confusione o della perdita di memoria.

    Gli adulti neri avevano quasi il triplo di probabilità, e gli adulti ispanici più del quadruplo, di riferire di aver bisogno di assistenza con le attività quotidiane rispetto agli adulti bianchi. Questi risultati dipendono probabilmente da determinanti sociali della salute che influenzano negativamente le comunità di colore nell'intero corso della vita, suggerisce Elkind.

[...]

 

 

 


Fonte: American Heart Association (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Connie Tsao, Aaron Aday, Zaid Almarzooq, Alvaro Alonso, Andrea Beaton, Marcio Bittencourt, Amelia Boehme, Alfred Buxton, April Carson, Yvonne Commodore-Mensah, Mitchell Elkind, Kelly Evenson, Chete Eze-Nliam, Jane Ferguson, Giuliano Generoso, Jennifer Ho, Rizwan Kalani, Sadiya Khan, Brett Kissela, Kristen Knutson, Deborah Levine, Tené Lewis, Junxiu Liu, Matthew Shane Loop, Jun Ma, Michael Mussolino, Sankar Navaneethan, Amanda Marma Perak, Remy Poudel, Mary Rezk-Hanna, Gregory Roth, Emily Schroeder, Svati Shah, Evan Thacker, Lisa VanWagner, Salim Virani, Jenifer Voecks, Nae-Yuh Wang, Kristine Yaffe, Seth Martin. Heart Disease and Stroke Statistics—2022 Update: A Report From the American Heart Association. Circulation, 2022, DOI

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