Dalla depressione all'Alzheimer: il potere curativo della danza

new ways of moving and dancingFoto: Shutterstock

Perché smettiamo di ballare quando cresciamo? Perché ci stacchiamo e ci alieniamo dal corpo? È sorprendente per me che la terapia danza/movimento (DMT), o [[danzaterapia]], non sia più popolare all'interno dei campi della psicologia e psicoterapia a livello globale.

Quando un corpo si muove, è la cosa più rivelatrice. Balla per me un minuto, e ti dirò chi sei“. -Mikhail Baryshnikov


Per un paio di decenni, come ricercatrice di neurobiologia del comportamento e di psichiatria ho dedicato la mia attenzione quasi esclusivamente al cervello e alla salute mentale, trascurando il resto del corpo.


Sono stata addestrata alla fine degli anni '90, il decennio del cervello. Sono rimasta ipnotizzata dalla complessità del cervello, dimenticando completamente che fa parte dell'intero organismo, connesso intimamente e interagente reciprocamente  con l'intero corpo.


È interessante notare che nella mia vita personale il mio corpo ha avuto un ruolo centrale. Il mio modo di affrontare eventuali problemi di salute mentale è stato attraverso lunghe passeggiate, danza e yoga.


Questo è in parte il motivo per cui in questi ultimi anni, come professoressa di psicologia della Bishop's University, ho iniziato a incorporare il lavoro con il corpo nel mio insegnamento e ricerca, e perché sono entrata in un programma di allenamento alla terapia di danza / movimento in Canada la scorsa estate.

 

 

Capire il corpo in movimento

La terapia danza/movimento va oltre il semplice ballare. La DMT usa la danza e il movimento per promuovere la comprensione, l'integrazione e il benessere, nonché per diminuire i sintomi indesiderati, in diverse popolazioni cliniche.


A differenza delle terapie tradizionali di colloquio, la DMT usa l'intero corpo per approcciare il cliente principalmente a livello non verbale e creativo. Il corpo in movimento è al tempo stesso il mezzo e il messaggio. La DMT riconosce il corpo in movimento come centro dell'esperienza umana, e che corpo e mente sono in interazione reciproca costante.


Proprio come con le psicoterapie più tradizionali, la DMT può essere applicata in molti modi. Può comportare il parlato, la musica di diversi tipi o la mancanza assoluta di musica. Può essere fatta in gruppo, con singoli individui o con coppie. I terapeuti a volte danzano con i loro clienti e in altri momenti osservano.


Una sessione di terapia di gruppo può comportare un riscaldamento e il controllo iniziale su dove siamo a livello emotivo, mentale e fisico. Può esserci poi lo sviluppo di un tema che emerge spontaneamente o che è stato preparato da un terapeuta (ad esempio, lavoro con emozioni difficili). Si conclude con il grounding (ritorno a terra, la riconnessione con il nostro corpo e il nostro sé nel momento presente) e la chiusura (per esempio, un gesto, un suono, una parola).


Tutto questo viene fatto con il nostro corpo in movimento o immobile, ma si può aggiungere un po' di condivisione verbale, di diario, di disegno e altri elementi.


La terapia danza/movimento è praticata da diversi decenni, ma non è mai diventata molto popolare, forse a causa della mancanza di studi di ricerca ben progettati. Questo è cambiato e vorrei citare qui alcuni studi recenti che supportano i benefici della danza e della DMT sulla regolazione emotiva, la funzione cognitiva e la plasticità neurale.

 

 

Effetto positivo sulla depressione

Uno dei principali motivi per cui le persone danzano è per modificare il loro stato emotivo; in genere, si sforzano di sentirsi più allegre e felici e per ridurre lo stress e l'ansia. Dalla sua istituzione, la terapia della danza, come le psicoterapie somatiche, ha enfatizzato l'interazione reciproca tra corpo e mente, e la capacità di regolare le emozioni tramite i cambi della postura e dei movimenti corporei.


L'esplorazione di nuovi movimenti può evocare nuove percezioni e sensazioni. Essa può anche facilitare la visione di una gamma più ampia di possibilità in una data situazione. Alcuni schemi di movimento nuovi o vecchi possono evocare materiale represso e migliorare la migliore comprensione di sé e del proprio ambiente e storia.


Uno degli studi più convincenti a sostegno di questa idea ha esaminato movimenti complessi improvvisati e ha identificato gruppi unici di componenti del movimento che possono suscitare sentimenti di felicità, tristezza, paura o rabbia. Le associazioni tra emozioni e componenti motori specifici sono stati usati in passato per la diagnosi o il riconoscimento delle emozioni. Questo studio va oltre e propone tecniche specifiche per la modifica delle emozioni.


Una revisione sistematica recente della ricerca sulla terapia danza/movimento ha trovato specificamente che è efficace nel trattamento di pazienti adulti affetti da depressione.

 

 

Miglioramenti nel Parkinson

La danza di solito comporta di apprendere sequenze di passi e movimenti nello spazio, in coordinamento con la musica. In altre parole, richiede un impegno fisico e cognitivo sostanziale e, come tale, dovrebbe migliorare non solo il tono muscolare, la forza, l'equilibrio e la coordinazione, ma anche la memoria, l'attenzione e l'elaborazione visuo-spaziale.


Quando si confrontano gli interventi di danza relativamente a lungo termine (di 6 e 18 mesi) per l'allenamento convenzionale, diversi studi hanno trovato miglioramenti nell'attenzione, nella memoria verbale e nella neuroplasticità degli anziani sani. I ricercatori hanno anche trovato miglioramenti nella memoria e nella funzione cognitiva degli anziani con lieve decadimento cognitivo dopo un programma di danza di 40 settimane.


Inoltre, una meta-analisi recente su 7 studi randomizzati e controllati, che avevano confrontato gli effetti della terapia con la danza con interventi non danza nel Parkinson, ha trovato che la danza era particolarmente utile per la funzione esecutiva, i processi che aiutano a pianificare, organizzare e regolare le nostre azioni.

 

 

Cambiamenti nella struttura del cervello

La danza impegna vaste aree della corteccia cerebrale così come diverse strutture cerebrali profonde.


Una recente revisione sistematica descrittiva ha incluso 8 studi ben controllati, e tutti avevano dimostrato cambiamenti nella struttura del cervello successivi agli interventi con la danza. Questi cambiamenti includevano: aumento del volume dell'ippocampo e para-ippocampo (coinvolto nella memoria), aumento del volume della materia grigia nel giro precentrale (coinvolto nel controllo motorio) e integrità della sostanza bianca nel corpo calloso (coinvolto nella comunicazione tra i due emisferi).


Nel complesso, questi studi sono compatibili con l'idea di usare la danza e la DMT in vari disturbi neurologici e psichiatrici (come il Parkinson, l'Alzheimer e i disturbi dell'umore) così come nella popolazione generale.

 

 

Nuove possibilità per sentire e percepire

È chiaro che la danza ha un potente effetto sul corpo e sulla psiche umani.


La DMT dal suo inizio ha enfatizzato che il corpo è inseparabile dalla mente, e in costante interazione reciproca con essa. Come tale, le sensazioni, le percezioni, le emozioni e il pensiero influenzano il nostro corpo e il modo in cui ci muoviamo. Osservando il corpo possiamo dedurre gli stati mentali.


Viceversa, la nostra postura e i nostri movimenti hanno il potere di trasformare i nostri stati mentali, di evocare ricordi rimossi, di rilasciare spontaneità e creatività, di riorganizzare il nostro cervello. Nuovi modi di muoversi e danzare possono produrre nuovi modi di sentire e percepire il mondo.


Questo è uno degli aspetti più interessanti e profondi della DMT ed è scioccante che il corpo, il movimento e la danza siano state quasi del tutto ignorati dalla psicoterapia prevalente. È ora di cambiare!

 

 

 


Fonte: Adrianna Mendrek, professoressa della Bishop's University

Pubblicato su The Conversation (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)