Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Come aiutare la persona con demenza a nutrirsi bene, avere appetito e consumare

Come aiutare la persona con demenza a nutrirsi bene, avere appetito e consumare

Essere lo chef in casa per una persona cara con demenza è una sfida quotidiana. La malattia fa, disfa e cambia le regole e può far scomparire il bisogno più primario: l'appetito per cibo e liquidi.

Man mano che la malattia progredisce, le abilità si perdono. La persona amata potrebbe non essere in grado di applicare la logica, superare le voglie, spiegare un improvviso rifiuto di mangiare i cibi preferiti o, col passare del tempo, ricordare a cosa serve il cucchiaio. Due cose rimangono costanti: il bisogno della persona cara di nutrirsi e il tuo bisogno di assicurarti che siano soddisfatti.

Per migliorare l'esperienza di entrambi e massimizzare i nutrienti consumati dalla persona cara, inizia dalle indicazioni che seguono.

 

Cosa non funziona

  • Insistere sul fatto che il tuo caro deve mangiare non è produttivo.
  • Minacciare, supplicare, mortificare e, "Prova un boccone", non faranno nascere né cooperazione né fame.
  • Lasciare il cibo davanti alla persona, dopo che è chiaro che non è interessata a mangiare.

 

Cosa può aiutare

Durante la preparazione del pasto:

  • Porta il paziente in cucina mentre stai preparando il pasto.
  • Aumenta i nutrienti. Proteine ​​in polvere, grassi sani, verdure frullate possono essere infilate nei cibi morbidi e nei prodotti da forno integrali. Usa le farine di noci per impanare, cuocere e addensare.
  • Togli le calorie vuote, come zucchero e alimenti trasformati.
  • Aggiungi spezie o gli aromi preferiti.
  • Taglia il cibo gommoso in piccoli pezzi.
  • Limita il sale.
  • Prepara cibo denso di nutrienti.
  • Passa agli stuzzichini come bastoncini di pesce, strisce di pollo, hamburger e fagiolini, quando vedi che la persona che ami non riesce a usare la forchetta, il coltello o il cucchiaio.

Le persone con demenza non sempre vedono l'ambiente circostante o il cibo sul piatto come gli altri. Per facilitare alla persona cara l'ora dei pasti:

  • Mangia in un'area tranquilla e semplice. Le stanze con molte persone e ornamenti sono fonte di distrazione.
  • Siediti in un tavolino di fronte alla persona cara. Anche se non è il tuo pasto, fissa un posto per te e metti un po' di cibo nel piatto. La compagnia migliora l'appetito e ti dà l'opportunità di assistere.
  • Mangia con una conversazione minima, senza elettronica o rumori evitabili. Fare più di una cosa alla volta può essere fonte di confusione per le persone con demenza.
  • Metti il ​​cibo su un piatto rosso. I ricercatori dell'Università di Boston hanno scoperto che le persone con Alzheimer mangiano il 25% in più di cibo quando è servito su un piatto rosso invece che bianco.
  • Considera di usare stoviglie progettate per pazienti con demenza. Bicchieri di plastica con manici, manici curvi su forchette e coltelli, piatti con un labbro alto per non far scivolare il cibo sul tavolo, renderanno più facile alla persona amata gestire il cibo.
  • Evita la porcellana con disegni di fantasia, che può rendere più difficile distinguere tra cibo e piatto.
  • Non usare tovaglie a motivi geometrici, che possono far sembrare che il piatto e il piano del tavolo siano tutt'uno. Soluzione facile: posiziona una tovaglietta monocolore in contrasto sotto il piatto.
  • Ignora le regole del galateo a tavola. Un cucchiaio, un coltello o un bicchiere che non verranno usati aggiungono confusione visiva che rende più difficile mangiare.
  • Rimuovi centrotavola, candele, saliera, piatti da portata.
  • Usa tazze infrangibili, se necessario a prova di rovesciamento.
  • Sii flessibile sui tempi dei pasti. Cenare alle 10 di sera è meglio che non mangiare alle 6.

Al momento di servire:

  • Servi prima il cibo più nutriente.
  • Prova piccole porzioni su un piatto di insalata.
  • Se usi un piatto da portata, servi uno o due cibi alla volta. Di più possono essere opprimenti.
  • Gira il piatto della persona cara in modo che il cibo preferito sia il più lontano dalla mano che il tuo caro usa per mangiare. Le persone con demenza spesso mangiano prima il cibo più vicino.
  • Assicurati che la temperatura non sia eccessiva. Le persone con demenza non sempre sono in grado di dire che il cibo è troppo caldo o troppo freddo.
  • Sappi che i gusti possono cambiare improvvisamente per le persone con demenza. Anche gli odori e le caratteristiche possono diventare fastidiosi. Un cibo preferito può essere rifiutato o un cibo prima antipatico può diventare accettabile.
  • Sii consapevoli del fatto che gli odori intensi possono distrarre.
  • Adula il cibo. Usa frasi brevi e allettanti. "Questo pesce è delizioso!"

A tavola:

  • Mantieni un contatto visivo. Sorridi e guarda la persona direttamente negli occhi per un minuto o più. Aspetta che la persona sorrida in risposta. Con il progredire della malattia, la risposta del comportamento potrebbe non avvenire facilmente o rapidamente, ma potrebbe essere registrata e dare conforto. Ripetilo durante tutto il pasto (e durante il resto della giornata).
  • Gli altri del tavolo dovrebbero seguire le stesse linee guida. Più sono le persone, il rumore, i piatti e le posate, più è difficile decifrare e concentrarsi sul cibo per chi ha la demenza.
  • Mostra come si fa. Se la persona nella tua cura ha problemi nel maneggiare cibo o utensili, dille "guardami" e dimostralo.
  • Concedi molto tempo per mangiare.
  • Non preoccuparti per il cibo che cade, né tu né il tuo caro.
  • Ricorda alla persona che assisti di masticare accuratamente e di deglutire con cura. Monitora per eventuali soffocamenti.
  • Se la persona amata non mangia, metti il ​​cibo nel frigo e riprova più tardi.

Dopo mangiato:

Annota tutto ciò che la persona cara ha mangiato, quanto, e a che ora. Misura il cibo quando lo metti nel piatto e stima quanto rimane. Ciò ti consentirà di assicurarti che l'assunzione giornaliera sia sufficiente, faciliterà l'individuazione di uno schema o di un cambiamento e fornirà i dati da condividere con il medico.

 

Suggerimenti importanti

  • Mentre molte persone con demenza possono dimenticare di mangiare senza che sia loro ricordato, altri non ricordano il pasto che hanno appena mangiato e credono che sia ancora ora di mangiare. Se ciò accade, può aiutare rompere il pasto principale in diversi piccoli "pasti", servendo a richiesta. Inizia con l'oggetto più nutriente.
  • Guarda oltre la demenza per cercare i problemi che possono influenzare l'appetito. Tra le possibilità: effetti collaterali di farmaci che tarpano la fame o lasciano un gusto metallico, un mal di testa ricorrente, ulcere alla bocca o allo stomaco e protesi mal adattate.
  • Nota se un sapore o una forma cadono in disgrazia. Sostituiscila con un'alternativa altrettanto nutriente ma molto diversa. Per esempio, cavolo, lamponi, patate dolci, gombo e pomodori hanno tutti più di 12 mg di vitamina C.
  • Accetta che alcuni giorni avrai più successo di altri.

 

 

 


Fonte: AARP.org (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di nuovi…

20.05.2022

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alzhei…

24.03.2022

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'A...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscon…

31.01.2022

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università de...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in realtà un…

17.01.2022

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzheimer'

13.01.2022

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Tutti gli articoli da non perdere